Recensione “Una posizione scomoda” di Francesco Muzzopappa

Fabio, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, aspirante sceneggiatore e vittima del tradimento di un amico, si trova a dover combattere da solo, per vedere realizzati i suoi sogni e approdare quindi nel cinema. Le tenta tutte, ma alla fine nulla sembra andargli bene. Finché un giorno, ormai al limite della disperazione, incontra Romina. Dall’incontro la sua vita cambia totalmente, diventa uno sceneggiatore… ma di film a luci rosse.
Sconvolto dalla piega che ha preso la sua vita lavorativa, decide di tacere tutto ad amici e soprattutto ai genitori, ancora con una visione angelica del figlio. Quindi, lasciata nel cassetto la sua opera “Il cielo di Piombo”, gli tocca scrivere scene ricche di “MMM” e “OOO” in titoli come: “I ragazzi del culetto” e “L’importanza di chiavarsi Ernesto”, quest’ultimo in finale al Festival del Porno di Cannes.
E da lì tutto ha inizio; inizia un vero e proprio susseguirsi di casini e imprecazioni…
Inizio col dire che con tutti questi suggerimenti proposti dall’autore, i produttori di film hard, avranno davvero l’imbarazzo della scelta per le prossime sceneggiature a base di “aaa” e “ooo”. Della serie, a buon intenditore, poche parole… in questo caso solo vocali e titoli espliciti.
L’esordio di Francesco Muzzopappa, ha delle caratteristiche che ci ricordano di cosa è fatta la società di oggi. L’adattarsi a cose che in realtà, se potessimo, non prenderemmo nemmeno in considerazione. Fabio mica voleva fare sceneggiature porno, dopotutto. Però s’impegna per portare a casa la pagnotta e badate bene, per pagnotta s’intende il pane, il cibo, insomma quello che riempie la pancia e ci fa alzare dal letto al mattino.
Ricco di doppi sensi, “Una posizione scomoda” è una storia comica e leggera, ma possiede una linea di base molto marcata: “Non lasciare i tuoi sogni chiusi nel cassetto, perché se no ammuffiscono”.
Fabio è una bella dimostrazione di persona che nonostante le sfighe, non si arrende. Certo, lui vorrebbe anche lasciar perdere, ma c’è qualcosa dentro di lui che lo solletica sempre, che lo tiene sempre vivo, sempre pronto a prendere l’occasione, magari sbagliando, ma alla fine, dai, diciamocela tutta … le cose facili non piacciono a nessuno solo perché sono già pronte. In amore, nel lavoro e in tutte le cose che ci capitano, scegliamo sempre, inconsciamente, la strada dissestata, per arrivarci… perché? Non so, forse perché dopo è più bello dire: “Ce l’ho fatta” o “Chi la dura la vince”. Ho detto “dura”, non “duro”… badate bene.
(la Books Hunter Jessica)

Titolo: Una posizione scomoda
Autore: Francesco Muzzopappa
Editore: Fazi Editore
Genere: Narrativa italiana
Uscita: 21 marzo 2013
Pagine: 221
Prezzo (cartaceo): € 14,50
ISBN: 9788864118130
Prezzo (ebook): € 4,99
ISBN: 9788864119496

Trama:
Fabio è un ragazzo diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Agli occhi di registi del calibro di Amelio e Sorrentino, Fabio è una promessa del cinema italiano. Peccato che, dopo essere partito con il sogno di scrivere film d’autore, oggi lo ritroviamo a fare lo sceneggiatore di film porno. Deprimente, vero? Ma è l’unico modo per sbarcare il lunario. Così, invece di veder realizzato Il cielo di piombo, copione che da anni ingiallisce in un cassetto della sua scrivania, a Fabio tocca sfornare a un ritmo da infarto sceneggiature come la parodia di 20.000 leghe sotto i mari (per ottenere il nuovo titolo, sostituire la elle di “leghe” con una esse). Ma il giorno in cui gli annunciano che uno dei film da lui firmati, L’importanza di chiamarsi Ernesto (sostituire la emme di “chiamarsi” con una vu), è in lizza al Festival del Porno di Cannes, a Fabio viene un’idea che cambierà il corso della sua vita…

L’autore:
Francesco Muzzopappa: nato a Bari nel 1976, approda alla pubblicità per puro caso, superando una selezione in cui arriva primo su 650. Trasferitosi a Milano, nel giro di pochi anni diventa uno tra i più conosciuti e apprezzati copywriter italiani. Per la categoria in cui eccelle, le pubblicità radiofoniche, ha vinto numerosi riconoscimenti tra Cannes, Londra e New York nonché una serie di premi bizzarri (compresi un buono da 10.000 euro per mangiare gratis al ristorante, una fornitura completa di mobili per la casa e un assegno speciale per viaggiare in tutto il mondo). Molto schivo, sin dall’adolescenza ha studiato da autodidatta le tecniche della narrativa umoristica, spolpando letteralmente i testi di Swift, Sterne,Wodehouse e molti altri. Allievo della scuola di scrittura di Raul Montanari, ha pubblicato alcuni racconti su riviste e antologie. Una posizione scomoda è il suo primo romanzo.
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