BookIntervista a… Alexia Bianchini autrice e direttore editoriale presso “La Mela Avvelenata”

Ringraziamo Alexia Bianchini per aver accettato di dedicare un po’ del suo prezioso tempo a noi. Sarà bello scambiare quattro chiacchiere con lei perché Alexia è molto schietta e diretta, dice sempre ciò che pensa e non ha mai “paura” di schierarsi o prendere posizioni.

  Innanzitutto vorremmo parlare delle tue opere: io (Barbara) che ho avuto il piacere di leggerne alcune sono rimasta incuriosita dalla capacità di scrivere così bene raccontando storie tanto diverse una dall’altra, spaziando da generi completamente differenti, dal fantasy all’horror ad esempio. Questo non può che essere il frutto di due talenti che insieme sono una miscela esplosiva: fantasia infinita e capacità di scrivere talmente bene da far sembrare vere tutte le storie narrate. In proposito, hai degli assi nella manica che sei disposta a condividere con noi? 
Credo che il trucco stia nel visualizzare nella propria testolina ciò che sta accadendo, interpretando il ruolo dell’attore su cui è posizionato il pov (punto di vista), come se si stesse gestendo la regia di un film. Azione, cambi scena, emotività dei personaggi, introspezione. Il fantasy, a differenza di ciò che si pensa, deve essere realistico, altrimenti non si crea empatia, non si visualizza cosa accade e il lettore si ritrova perso, senza archetipi, senza punti di riferimento. A mio avviso è necessario evitare grandi descrizioni noiose e futili e “mostrare” al lettore cosa accade e cosa sente il personaggio. Le classiche “liste della spesa” (è bassa, alta, bionda, cosa indossa, come si sente) lasciano il tempo che trovano, vanno nel dimenticatoio.
Per quanto riguarda il riuscire a cambiare generi credo sia fattibile a molti, del resto il procedimento di maturazione e sviluppo non cambia. Io sono appassionata di thriller, in generale, quindi che sia fantasy, horror o sci-fi per me conta molto che la storia abbia patos e dinamicità. È invece diversa la ricerca, che per certi romanzi deve essere molto più approfondita. Non si scrive uno storico fantasy senza consultarsi e fare indagini. Poi si cresce, di stesura in stesura. I miei primi romanzi non sono come gli ultimi… Bisogna avere pazienza, costanza, tenacia. Più si scrive più si migliora.

Gli autori inevitabilmente si affezionano ai loro personaggi, ma io (Barbara) so che hai un “debole” per Diana, la protagonista de “Il Mondo dei Soffi Ardenti” e del suo nuovissimo seguito “Il Mondo di Mavros”. Io avendo avuto la fortuna di leggerli entrambi capisco il perché… Diana riesce a entrarti nel cuore per non uscirne più. Ci vuoi raccontare le tue emozioni nei suoi riguardi e come nasce questa splendida storia? 
Diana è stata la mia primissima eroina. Amo le donne forti e coraggiose, donne che non hanno paura di mostrare i loro difetti e che non si tirano indietro davanti agli ostacoli. Di sicuro è un personaggio positivo, che affronta le sue paure e che percorre un lungo cammino di crescita. Non è stato facile metterla da parte quando ho scritto “Ambra e i sospiri dei mezzo sangue”, romanzo sui vampiri con una protagonista più giovane e diversa, ma poi ho continuato a sfornare protagonisti e ho imparato a viverli, senza provare morbosità. 

Attualmente sei Direttore Editoriale presso “La Mela Avvelenata – Book Press” dove occupi diversi ruoli: hai avuto una lunga esperienza nel mondo dell’editoria, ci vuoi raccontare come sei approdata qui? 
Per farla breve, io e Daniela lavoravamo per alcuni editori. Spesso abbiamo dovuto sottostare alle loro scelte editoriali che non condividevamo e inoltre siamo entrambe convinte che l’e-book rappresenti il futuro. Ecco che ci è venuta l’idea di mettere insieme le forze. 

Ci dici quali servizi offre “La Mela Avvelenata” e di quali generi letterari preferisce occuparsi?
Se un testo ci piace non ci interessa né l’età, né il faccino dell’autore, e nemmeno se è navigato o emergente. Fatta la scelta ci occupiamo dell’editing e siamo molto severe, quindi l’autore deve imparare a lavorare al fianco di un editor e sistemare il suo testo. Ci occupiamo della cover, che secondo il nostro parere deve necessariamente essere accattivante, perché deve invogliare all’acquisto, e facciamo regolare contratto. Per i racconti gratuiti e quelli nelle antologie l’autore firma una liberatoria mantenendo la proprietà dell’opera. Per gli altri c’è la percentuale di royaltes.
Pubblichiamo solo in e-book e siamo su moltissime piattaforme. Per gli affezionati del cartaceo abbiamo deciso di avvalerci di siti come LULU, in modo che il libro sia reperibile anche su carta, ma non facciamo distribuzione nelle librerie. In passato ho dato una mano a piccoli editori che volevano approdare in libreria ed è una mattanza inutile. Per noi conta il testo, il contenuto, che sia sua carta o in formato elettronico non ci interessa. L’editing e la cover prima di tutto. Ovviamente facciamo un po’ di ufficio stampa e se l’autore ha bisogno ci chiama… ci piace avere un rapporto paritario, del resto siamo scrittrici anche noi e sappiamo che non è facile rapportarsi con il proprio editore.
Per quanto riguarda i generi siamo orientate su fantasy, horror e sci-fi, ma siamo consce che il mercato dei romance (paranormal, storici) è quello che rende di più, e dato che tutto il nostro lavoro non ci verrà mai ripagato, ma lo facciamo soprattutto per passione, abbiamo deciso di seguire anche questo genere. I grandi numeri su questi titoli ci permettono di dedicarci a testi che magari venderanno poco, ma sono di qualità e a noi non interessa che sia commerciale, ma che sia valido.

 Come casa editrice, siete orientati verso il canale digitale per le pubblicazioni dei vostri lavori, ci spieghi cosa vi ha spinto in questa direzione? Banalmente si potrebbe pensare che “il digitale è il futuro” ma siamo sicure che saprai spiegarci meglio il perché di questa scelta. 
In parte ho già risposto. Aggiungo che noi siamo convinte che sia il futuro. In America sono già passati al digitale e c’è molto mercato. Inoltre è importante sapere che un e-book è immortale, mentre il libro cartaceo ha breve durata. Per l’editore medio se il libro cartaceo non vende nel primo mese è finito. Il distributore non lo vuole e di certo non ne viene fatta una ristampa. Quindi finite quelle copie in giro non sarà più disponibile. E se hai firmato un contratto di dieci anni sei fregato, il tuo libro è morto.

Per concludere, quali libri preferisci leggere ai tuoi tre figli?
Fantasy. Fra qualche anno passerò agli storici e ai thriller.

Uno speciale ringraziamento ad Alexia, guerriera nella fantasia e nella vita.
Di seguito il link alla pagina Facebook di Alexia Bianchini – Autrice
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