Seguendo il Filo di Arianna… 15 giugno 2014

Questa volta bastava seguire una scia di ombrelli rossi per ritrovare le donne e gli uomini di “Seguendo il filo di Arianna”. Rosso il colore simbolo di ciò che l’amore deve dare e mai togliere. Il Filo di Arianna perché sembra essere un’ottima metafora per questo tema. Dopotutto era stata proprio Arianna con un filo, ad aiutare Teseo a uscire dal labirinto.
E dentro a un labirinto di sofferenza si trovano imprigionate anche le donne che subiscono maltrattamenti e violenze… 


I rappresentanti del Comune e dell’Associazione Artisti Indipendenti parlano di momenti di socializzazione in cui ci si confronta su un tema scabroso e difficile da digerire. Ed è proprio questo tipo di emozione a riempire la sala della ProLoco di Azzate (VA), dove si è tenuto l’incontro. 
Insieme a Camilla Zanzi, presidente dell’Associazione EOS (attiva a Varese da 17 anni, una missione importante con un migliaio di donne ascoltate), Valentina Benedetto Grassi è riuscita a creare un gruppo di donne e uomini sempre più numeroso, che si impegna a sensibilizzare le coscienze su questo tema così delicato.


Gli incontri arricchiscono anima e cuore.
Anche questa volta gli artisti e le artiste del Filo, hanno creato opere meravigliose.


L’incontro è una tavolozza di colori su tela, è voce, musica e poesia.
Adriana Zecchini partecipa con la sua splendida voce, cantando i versi di canzoni dal significato intenso, da brividi lungo la schiena.

“Sempre, sempre
quasi fino a diventare niente
illudendomi di scegliere
le parole di una scena che
è la stessa da
sempre, sempre
quasi fino a diventare niente
solo amore se amore è
questo buio a cui non ci si abitua mai
questa luce nell’anima
che nessuno può comprendere
all’infuori di te.” (Sempre – LISA)

“Gli uomini non cambiano 

Prima parlano d’amore e poi ti lasciano da sola 
Gli uomini ti cambiano 
E tu piangi mille notti di perché 
Invece, gli uomini ti uccidono 
E con gli amici vanno a ridere di te.”
(Uomini – MIA MARTINI)



Interpretazioni che lasciano senza fiato. L’emozione di Lidia Sbalchiero era palpabile mentre recitava “Giù le mani”, intensa poesia di Antonella Grassini che promette di partecipare ad un prossimo evento del Filo di Arianna.

“Giù le mani dai nostri corpi usati
e mai amati…
Mani che offendono e mai difendono…”


Mentre un altro artista suona la sua chitarra, si ammira e ci si scambiano opinioni e idee. La musica di sottofondo riempie e addolcisce l’atmosfera. A piccoli passi, fra la gente, noi Books Hunters osserviamo i volti e gli sguardi poggiarsi leggeri sulle opere esposte.

“Interessante, toccante. Le opere trasmettono forza.”
commenta Elena che ci dice di essere anche lei una volontaria presso un’Associazione e lo dice con il rossetto rosa lucido sulle labbra, che mai potrà eguagliare il lucido presente nei suoi occhi.


“Toccante ed emozionante.”
è il commento di Daniela, che confessa di aver vissuto sulla propria pelle quella sofferenza e lo fa con la voce che tremola un po’, rivestita di un sorriso debole e di circostanza, che ci lascia smarrite.


“È la prima volta che partecipo. Sono colpito. È coinvolgente. Seguirò altri eventi.”
questo è il punto di vista di Flavio che incrocia le braccia e cerca le parole giuste. Ci saluta simpaticamente e poi prosegue ad ammirare le opere.


“Emozionante. La poesia ci ha fatto commuovere” dice lei.
“Struggente” conferma lui.
Loro sono una coppia che segue sempre questi eventi e che parteciperà nelle prossime tappe. Loro sono i 3RE, così ci dicono di firmarli.


Incontriamo Francesco Molina, creatore dell’opera che è poi stata scelta come logo per IL Filo di Arianna.
Della sua opera Francesco ci dice che interpreta e rappresenta la sofferenza.


L’Associazione “Seguendo il Filo di Arianna” è giovane, ma già in moltissimi la seguono con affetto e passione. Non solo donne, ma anche uomini.
A settembre ci sarà un nuovo incontro ad Albizzate con un valore aggiunto importantissimo, quello del punto di vista maschile, grazie alla presenza del gruppo “Teseo o Minotauro?”, legato a “Seguendo il Filo di Arianna”.

Le Books Hunters urlano a gran voce:
“Giù le mani!”
Perché essere violenti è un segno di debolezza ed essere uniti contro la violenza, può fare la differenza.


“Ci sono momenti in cui la solitudine sembra essere la miglior via di fuga dall’oppressione di una vita a senso unico. Ci sono istanti in cui nemmeno la pelle sembra più proteggerti, è solo un vestito consunto che non vuoi più indossare. Se ti guardi il cuore però, scoprirai quella crepa in cui filtra ancora la luce, lasciala entrare. Muoviti perché sei viva e devi riprenderti la libertà di essere.” (J.M.)

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