Spazio Esordienti dedicato a… Roberto Bonfanti

Cari amici, è con piacere che oggi vi parliamo di Roberto Bonfanti.
Noi Books Hunters abbiamo la fortuna di interagire con lui quasi quotidianamente, confrontandoci su questioni che riguardano il mondo dei nostri amati libri… Uomo schietto e diretto, i suoi interventi sono sempre mirati e intelligenti, espressi con grande stile.

Dice di sé:


Sono nato nel secolo scorso.
Anzi, nel millennio scorso.
Sarà per questo che non mi sento più tanto giovane?
Di mestiere faccio il tecnico audio nel settore dello spettacolo.
Ho da molti anni il “vizio” di scrivere, un po’ di tutto, racconti, poesie, riflessioni, ma solo negli ultimi tempi ho concretizzato in una forma più razionale le mie creazioni. Ora sono anche editore di me stesso.

Per farvi conoscere i suoi lavori, invece di scrivere le sinossi, abbiamo pensato di riportare un estratto di ogni libro, perché le sue parole non hanno bisogno di introduzioni…
Storie di ordinaria fonia


“Il grande trombettista se ne sta in disparte, passeggia a fondo palco, lontano dal microfono, tiene il tempo schioccando le dita, ogni tanto porta la tromba alle labbra ed emette qualche nota.
Tutto ciò fa molto Miles Davis, ma il suo contributo alla performance è più scenografico che musicale. Comunque è una leggenda del jazz, quindi si becca un sacco di applausi.”

La vita è dura nei dettagli


“Sono in una strada in mezzo alla campagna. Una fantastica strada da motociclisti. Tutta curvoni e saliscendi. La luna piena rende quasi inutile il pur valido faro marchiato Lucas.
Mi fermo. Sistemo Bonnie sulla stampella. Mi tolgo il casco e lo appoggio per terra. Faccio qualche passo nel campo che costeggia l’asfalto. Mi inginocchio, poi mi distendo a faccia in giù nell’erba folta e soffice, appena umida della prima rugiada. Dammi oblio.”


Cose che si rompono


“Mentre parlo cerco di ricomporre i pezzi del frollino, di farlo tornare intero. Ma certe cose non si possono aggiustare. Lei si alza, prende la giacca e la borsa, fa un paio di passi poi si volta. Posso quasi sentire la sua irritazione vibrare nella stanza, come un ronzio.”

La conferenza mediatica del Professor Leonard Knowall


“L’arte deve trascinarvi in sentieri sconosciuti, magari impervi e pericolosi, ma mai consunti come i marciapiedi del vostro quartiere, vi deve aprire porte su nuovi universi, mettere in discussione il quotidiano per mostrarlo sotto un’angolazione diversa. Insomma, deve essere un altro sguardo sul mondo. Più alto. L’arte è simile all’artificio, nel senso che deriva dall’opera dell’uomo, non esiste in natura, nasce prima nella mente di chi la crea, poi va plasmata, modellata dall’abilità e resa disponibile agli occhi degli altri, il processo con cui il vago prende forma, la materia diviene significato, il caos ordine.”

Sogni 2010


“Trovo per terra degli occhiali da vista con una lente rotta, li raccolgo e li osservo. La lente ha un foro circolare con delle incrinature tutto intorno. Comincio a camminare con gli occhiali in mano, come in un film a ritroso mi faccio guidare e ne ricostruisco la storia. Incontro un uomo a cui do gli occhiali, lui ha in mano una pallottola che incastra nel buco della lente, inforca gli occhiali e si allontana camminando all’indietro, lo seguo. Incontriamo un’altra persona che ha in mano una pistola, la pallottola esce dalla lente e rientra nella canna dell’arma, poi tutto ricomincia a scorrere in maniera normale. Il tipo con la pistola spara, centra gli occhiali del primo uomo, la pallottola si ferma nella lente, l’uomo si toglie gli occhiali, estrae la pallottola, fa qualche passo e li getta per terra, nel punto in cui li ho trovati.”

Come un granello di sabbia e altre storie


“Era bello stare sulla spiaggia a non fare niente, a tenerci per mano e a raccontarci la nostra infanzia e tutto quello che ci passava per la mente.
Era bello, e quella felicità mi appagava, senza che dovessi fare progetti, pensare al futuro, mi sentivo come un granello di quella sabbia addormentata, vivevo il presente, e mi sembrava che non ci fosse gioia più grande.”

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