Come ce la caveremmo a scrivere senza un programma dedicato?

I programmi di videoscrittura (ad esempio il più diffuso al mondo è Word di Microsoft) sono ormai definiti Editor di testi.

Wikipedia ci racconta quanto segue:

“… I correttori ortografici operano sulle singole parole, controllando se ciascuna di esse è presente nel dizionario interno del programma, eventualmente eseguendo lo stemming della parola vagliata. Se quest’ultima non si trova nel dizionario, viene considerata errata, e di conseguenza il programma suggerisce una correzione sulle presunte intenzioni dello scrivente. Quando viene rilevata una parola non presente nel dizionario, la maggior parte dei controllori ortografici dà la possibilità di aggiungerla alla lista delle parole “corrette”, che in quanto tali non vengono evidenziate…


… Per superare i limiti del controllo ortografico tradizionale, sono stati condotti studi tendenti a sviluppare algoritmi in grado di riconoscere una parola errata, anche se presente nel vocabolario, mediante l’analisi del contesto rappresentato dalle parole circostanti. Oltre a limitare la possibilità che vi siano malintesi, questi meccanismi informatici dovrebbero riconoscere delle parole errate in virtù della riscontrata coerenza (o incoerenza) con il contesto…”


La questione che si solleva è questa: usando questi programmi siamo al sicuro da errori ortografici (in alcuni casi anche refusi) e parole contestualizzate scorrettamente. 
Ma allora come ce la caveremmo senza questi aiuti elettronici?
È lecito pensare che l’uso dei correttori ortografici porti a un calo generalizzato della competenza nello scrivere, nel leggere e nell’espressione verbale? Siamo davvero tutti più pigri, perché invece che sforzarci e impegnarci solo con lo studio e la ricerca, ci culliamo tra le comodità offerte dalla tecnologia? E in fondo, non è così un po’ per tutto? Pensiamo alla semplice calcolatrice: perché sforzarsi di fare calcoli con l’ausilio della sola abilità mentale, quando possiamo avere il risultato velocemente solo pigiando qualche tasto?

Ai posteri l’ardua sentenza!

(Books Hunters Blog)
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