Post promozionali: pochi ma buoni!

Cari amici, nei giorni scorsi abbiamo parlato a fondo della promozione del proprio libro (cartaceo o e-book) sui social network.

Durante un dibattito di approfondimento, un nostro caro amico, Roberto Bonfanti, ha sollevato una questione molto interessante: “Quello della promozione sui social network è un argomento complesso. Prendiamo Facebook, una specie di rete globale dove teoricamente è possibile entrare in contatto con chiunque nel mondo… in realtà non è così: gli algoritmi di fb privilegiano i contatti fra persone dello stesso giro, per cui c’è una sovraesposizione di informazioni dalle stesse fonti a sfavore di un reale allargamento dei rapporti. Per questo motivo, anche interagendo spesso con gruppi, pagine ecc. la portata reale delle attività di un utente si concentra al massimo in un circolo di 1000-2000 persone…”


Ebbene, abbiamo deciso di vederci chiaro…

Prima di tutto, come lavora l’algoritmo di Facebook? EdgeRank, questo il suo nome, determina la visibilità di un post, fatto da un utente o una pagina, all’interno dei newsfeed degli amici o dei fan. L’algoritmo assegna un valore ad ogni interazione che avviene tra ricevente e mittente di un messaggio (wall post). Più il ricevente ha interagito con il mittente in passato, maggiori saranno le probabilità che il post del mittente venga visualizzato tra le Notizie Più Popolari (Top News) del ricevente. Il tipo di interazione inoltre è importante, per esempio un commento ha un valore maggiore di un Mi Piace. L’algoritmo tiene conto dell’età delle interazioni, il cui valore diminuisce man mano che invecchiano.
Se un utente effettua il login, potrà essere tracciato su qualsiasi sito Web contenente i plugin del social network poiché, mentre il pulsante “mi piace” si predispone al click senza richiedere password ulteriori, al tempo stesso il pulsante è in grado di registrare il “passaggio” dell’utente.
Facebook cerca di ottenere dati sempre più precisi di ogni proprio iscritto e, tramite una elaborazione algoritmica basata sui Big Data, elabora analisi complesse.


Ecco perché, come ha detto Roberto, si finisce con l’interagire prevalentemente con persone dello stesso giro. Ed ecco perché, ancora una volta, si avvalora il concetto secondo il quale “non è la quantità dei post che si pubblicano a promuovere il proprio lavoro, bensì la qualità!”


Inutile postare auto-promozioni in decine e decine di gruppi, perché verranno visti dalle stesse persone, che alla fine ne saranno anche infastidite. Meglio qualche post in meno ma di qualità, interessante e intrigante, capace di calamitare l’attenzione degli utenti, soprattutto se svela anche un po’ di se stessi e fa conoscere l’autore, prima del romanzo…


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