Recensione “La palombara” di Giada Alessia Lugli

Prendi fra le mani questo romanzo e cerchi una corrispondenza fra titolo e immagine di copertina. Un difficile collegamento in effetti, che poi però diventa il profondo significato di tutta questa storia meravigliosa. Questa per me è una piacevole scoperta, la riprova che abbiamo scrittrici italiane, molto spesso poco conosciute, che possiedono un vero e puro talento narrativo che difficilmente può trovare paragone in autori e autrici di certi “bestseller” d’oltre oceano. 
“La palombara” è un modo di essere, di porci, di vivere e sorridere. E’ giocare a nascondino con se stessi e credere che gli altri non se ne accorgeranno mai. La palombara è una condizione, un pianto, la paura. Una parte di “lei” risiede un po’ in tutte noi. Spesso ci dialoghiamo, inconsciamente.
“Adesso so chi sei!” ho detto mentre mi tuffavo nelle prime pagine, perché in questo libro non si perde tempo, non si gira in giro alle cose. Vengono così, BUM!, schiette.
“Ti conosco” è stato il mio secondo pensiero. Se vi prenderete qualche giorno da dedicare a questa storia, capirete di che parlo, perché se ora scrivessi chi si nasconde dietro “La palombara” non permetterei alla vostra di fare capolino e uscire allo scoperto. Bisogna fermarsi e darle la giusta importanza e magari poi, affrontarla.
Clara sa che la sua è lì, pronta a ricordarle che spesso la sofferenza può rivestirti di un involucro che si inspessisce sempre di più, isolandoti dal mondo. Clara si sente persa senza, come fosse nuda. Ileana la vede, anche se non sa perché si sia inspessita tanto e tenta a suo modo di spronare Clara a vedere le cose da un’altra prospettiva. “La palombara” vive forse di prospettive e possibilità?
Tre donne: Clara, Ileana, Elisa e il loro mondo. Difficile, ma pieno.
Parliamo chiaro. Questo romanzo è vita vera arricchita dei sogni di chi passa, resta e poi magari fugge. I sogni sono parte di noi o siamo noi parte dei sogni di qualcun altro?
A proposito di sogni… Clara e Ileana prima di capire il loro hanno deciso di dedicarsi a quelli degli altri. Voi lo fareste? Questo non è un particolare da poco e dona a tutto il romanzo tinte colorate e a tratti “magiche”.
Le protagoniste sono perfettamente delineate, alla fine pensi che sia comunque troppo presto per arrivare a leggere l’ultima pagina. I personaggi sono trattati come persone e non come figure inesistenti. Hanno un modo di parlare proprio. Un linguaggio terra terra, schietto, che spesso manca in alcune letture dove si vuole ostentare un linguaggio forse più ricercato ma che non sa di “casa”, di storia della porta accanto e questo romanzo doveva assolutamente sapere di “casa” per dare l’effetto che poi a me… ha dato. Sensazioni, usanze, modi di parlare, di esprimersi che ti danno modo di sapere “cosa farà, prima ancora che lo faccia”.
E poi ci sono l’amicizia, l’amore, la passione, le speranze, la delusione, la verità, le perdite, le conquiste, i traguardi, le scoperte, le domande e le risposte… Un cocktail che chiunque nella vita ha bevuto almeno una volta. Ma berlo e avere al proprio fianco qualcuno come Ileana, amica speciale o Elisa piccola bimba che poi diventa donna, deve farlo sembrare meno amaro o magari dolce al punto giusto.
Poi c’è quell’immagine di copertina. Un angelo che non potete ricordare perché lui non lo permetterà, ma che vi ha lasciato un segno con il suo dito indice. Non vi ricorderete di lui, no. Ma di questa storia sì, perché a me ha lasciato il segno. Nelle mie recensioni difficilmente capirete di cosa parla un libro, soprattutto se volessi lasciare a voi il piacere di tuffarvi nella storia come ho fatto io. Nel frattempo m’incammino, vado a Orino. Voglio vedere se ha davvero chiuso, perché un sogno da tirare fuori dal cassetto ce l’avrei anch’io.
(la Books Hunter Jessica)


L’autrice:
Giada Alessia Lugli è nata a Tradate nel 1977. Ha un diploma classico, è naturopata e ha svariate esperienze sia artistiche che lavorative. Saronnese, vive a Orino in provincia di Varese con il suo compagno Gaspare, la piccola Dafne e tre gatti.
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