Recensione La trilogia “Se amar non puoi” di Manuel Sgarella

Ho iniziato a leggere “Se amar non puoi” primo atto ed ho immediatamente deciso che avrei recensito o meglio “Bookconsigliato”, questi tre e-book tutti insieme. La scelta è venuta spontanea, così come è stato automatico iniziarne uno e dargli subito seguito con l’altro e l’altro ancora. Sebbene la scelta di divedere in tre atti sia stata molto particolare e coraggiosa, trovo che alla fine sia convincente e interessante. La storia lo permette perché incuriosisce.
Tanto per cominciare tengo a sottolineare che trattasi di fatti storici realmente accaduti. I personaggi sono esistiti, rientrano nella nostra storia e una volta che avrete finito di leggerla, potrete digitare i nomi dei personaggi principali su Wikipedia e vi troverete a guardarli “in faccia”. Ma veniamo alla storia.
L’ambientazione storica risale ai primi dell’ottocento, inizialmente si apre con un “flashback” risalente al 1796, ma si capirà poi il perché, ed è un perché molto importante per la protagonista femminile che poi è Giuditta Pasta grande mezzo soprano e soprano dell’ottocento vissuta fra Saronno, Milano e il lago di Como.
Dunque, partiamo dal presupposto che siamo nell’epoca del regno Lombardo-Veneto, quindi austriaci che si credono chissà chi e patrioti pronti a sacrificarsi per la nostra Italia. Nonostante questo l’autore riesce a portarci nella storia personale della famiglia di Giuditta, prima da nubile e poi da donna sposata, in maniera semplice, senza girare troppo in giro alle cose, senza abusare delle “descrizioni” che spesso annoiano e fanno sembrare la lettura più pesante. Seguire la protagonista è certamente piacevole, dalla giovane donna alla grande diva di teatro che gira i principali teatri italiani e finisce anche a Londra e Parigi. Non solo, Giuditta è un personaggio particolare. Molto indecisa, vittima delle regole comportamentali, del buon costume di un tempo e di un’educazione che non ammette sbagli. Fortunatamente l’amore per il bel canto la porta a conoscere un altro grande personaggio, Domenico Barbaja, un impresario teatrale che crede in lei e la porta addirittura dal grande Gioachino Rossini che a quel tempo muoveva le fila dell’opera teatrale con le sue grandi opere e con cui successivamente Giuditta lavorerà e si farà conoscere al pubblico. D’altro canto in questo primo atto incontriamo altri nomi noti, come Vincenzo Bellini, giovane promessa dell’opera e i “ribelli”, fra cui Silvio Pellico, che vogliono contrastare gli Austriaci. Da lettrice questa prima parte, mi ha permesso di entrare nella storia, capendo in maniera semplice di cosa si parla, sebbene il periodo sia piuttosto distante e il tema (quello del bel canto) un po’ lontano da me. Trasparisce chiaramente la passione dei protagonisti e anche la voglia e il bisogno di indipendenza, di riscatto. Naturalmente c’è anche l’amore, che subirà forzate battute di arresto e rinunce che sembrano insormontabili.
Nel secondo e terzo atto c’è un’apertura e chiusura infinita della protagonista che spesso mi ha sconcertata. Rinunce personali continue che mi hanno infastidita a tal punto da voler essere lì e scuoterla per farla riprendere, ma ai tempi l’impostazione rigida che veniva data ad una donna poteva essere tale da risultare esasperata nel nostro contesto attuale. La storia soffocata fra il Bellini e Giuditta, che poi è il filone narrativo di tutta questa vicenda, trascina e confina il lettore al contempo.
“Se amar non puoi, rispettami…/Ma lascia almen l’amor.” (Vincenzo Bellini)
Una matassa intricata di obiezioni e costrizioni, di battute d’arresto e ripensamenti che spesso lasciano perplesso chi legge, ma che d’altro canto lo invogliano a proseguire per vedere fin dove può spingersi un sentimento tanto vero quanto… impossibile.
Grazie a tutto ciò, impari a conoscere grandi figure dell’ottocento, distinguendole per le loro grandi opere e i loro innati talenti eppure non puoi fare a meno di pensare che sono persone, il cui cuore sa battere non solo per il bel canto, le note e i teatri. E poi non mancano le interferenze, i personaggi che riescono a cambiare i piani e rimescolano le carte, cambiando eventi e percorsi.
“Gli sbagli d’un tempo si addormentano, ma non muoiono.”
Alle vicende amorose, agli intrighi e ai tradimenti, si succedono Rossini, Donizetti e le opere del Bellini. Cantati oltre che da Giuditta Pasta anche da un’altra grande mezzo soprano  e soprano del tempo, Maria Malibran. E ancora Giuseppe Mazzini al grido di Libertà e Amore con la “Giovine Italia” e la voglia di indipendenza.
“Hanno legato le nostre mani, non potranno far tacere i nostri pensieri.” (Piero Maroncelli e Silvio Pellico – patrioti)
Chi più ne ha più ne metta, fatto sta che questi tre atti, riescono a farci oltre che interessare alla tormentatissima storia d’amore fra la Pasta e il Bellini, anche ai fatti storici importantissimi che vanno appunto dai primi dell’ottocento fino al 1848 data in cui gli austriaci vengono definitivamente cacciati da Milano.
Non è una noiosa telecronaca ma un assaggio speciale di storia vera. Un modo efficace per far sapere i fatti, contornandoli con il sapore di un romanzo ben scritto e studiato.
Nell’ultimo atto, l’amore e l’amaro si mescolano, lasciando un po’ tristi, ma comunque soddisfatti perché la libertà popolare vince nel cuore dei protagonisti.
Consiglio la lettura di questi tre e-book perché seppur sia complicato mettere insieme dei fatti storici, trovo che in questo caso, sia stato fatto in maniera semplice senza rendere la lettura complicata. Credo che sia proprio in casi come questo che la storia ci entra dentro, nel cuore, portandoci a voler conoscere i nostri protagonisti attraverso ritratti d’un tempo e guardando i loro volti prender parte alla storia appena letta.

(La Books Hunter Jessica)

L’autore:

Manuel Sgarella è giornalista professionista. Dal 1999 lavora a Varesenews dove ha iniziato scrivendo le recensioni dei film usciti al cinema. Oggi, oltre a occuparsi del territorio, ricopre il ruolo di responsabile della WebTv. La passione per la settima arte lo ha portato a diplomarsi alla Civica Scuola del cinema di Milano e a lavorare saltuariamente come sceneggiatore.
Nel 2005 ha pubblicato il libro “La leggenda del maratoneta”.
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