Spazio Esordienti dedicato a… Salvatore Savasta

Oggi le Books Hunters vi parlano di un autore e amico: Salvatore Savasta che propone un libro che affronta un tema profondo e delicato.

Salvatore Savasta nasce a Palermo nel novembre 1988. Cresciuto in uno dei quartieri più degradati della sua città natale, si impegna attivamente, attraverso un gruppo ONLUS, nella lotta contro l’analfabetismo. Fin da adolescente eccelle negli studi classici, che interrompe per lavorare al suo primo romanzo. Continua, quindi, gli studi presso il Turistico “Gaetano Salvemini”, perché secondo il suo criterio, “il viaggio è un sogno e lavorare nel turismo significa appartenere al sogno di qualcuno”. Si diploma con il massimo dei voti e ottiene una borsa di studio che gli permette di studiare all’università di Oxford. Quindi lavora presso una delle più prestigiose e rinomate compagnie inglesi, sita a Liverpool, come traduttore di corrispondenza e custode care. Tornato in Italia, nel 2011 pubblica il suo primo romanzo intitolato “La Segretaria dell’Anima.. Poiché l’Amicizia è l’Anticamera dell’Amore!” disponibile in versione ebook su Amazon.it.

Oggi, Savasta è direttore responsabile del sito esordiamo.altervista.org e collabora con diversi gruppi in favore degli autori emergenti. 

Il libro:


Un Diario, com’è solito per lo stile di questo artista da poco affacciato al palcoscenico della letteratura italiana, che racconta un problema contemporaneo.
Un ragazzo, nel pieno dell’adolescenza, dovrà affrontare un temibile rompicapo: comprendere la propria sessualità.
Tra dottrine cristiane, società retrograde e controversie familiari, lotterà contro le sue stesse pulsioni prima di dichiararsi consapevolmente omosessuale.
Fino all’ultima riga, il romanzo lascerà libera interpretazione di se stesso. Ogni lettore sarà spinto a trovare le risposte che preferisce, senza che queste possano essere considerati come verità universali.

Booktrailer:


Mi sentivo sbagliato e non vedevo l’ora che quella serata avesse fine. Ero un uomo abominevole, un aborto. Mi sentivo stranissimo. Ma non riuscivo a pentirmene. Mi era piaciuto. Per questo mi odiavo. Stavo bene, libero di essere me stesso. Uno schifoso frocio di merda.”

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