Recensione “La dolceamara melodia del silenzio” di Marino Litrico

È un libro strano e affascinante, dal sapore futurista e antico insieme, come un’opera di fantascienza scritta da un inguaribile romantico. Ernest entrerà nelle vostre case e col suo silenzio vi spingerà a porvi le domande fondamentali, diverse per ognuno, ma accomunate dal quesito principale: sono felice?

Il romanzo tocca diverse tematiche e offre spunti di narrazione che incuriosiscono il lettore, tanto che suggerirei all’autrice di elaborarne una versione più lunga, dove trovino posto anche argomenti solo accennati. La trovata è geniale secondo me, non dico che sia nuova, ma elaborata in questo modo e con questo stile diventa molto particolare. 

Ricorda uno di quei film girati quasi in un solo ambiente, al chiuso, in un luogo dove il silenzio rimbomba e la nostalgia si staglia come un’ombra sulle pareti, seguendo la protagonista in maniera fedele, claustrofobica. La casa, simbolo di sicurezza, rifugio per eccellenza, diviene insieme anche la prigione dell’anima dove lei si chiude per non dimenticare, per poter star male, usando il dolore continuo come prova dell’amore che ha vissuto. E poi arriva Ernest, che a dispetto di quel che dovrebbe fare (essere discreto e docile) è ingombrante come un divano da sei posti in un piccolo salottino, e così la protagonista cerca di giragli attorno, lo scavalca, lo ignora, ma quella presenza costante e muta riempie la casa, si infila negli oggetti del passato, tra le lacrime.

Con la pazienza di chi non conosce il tempo, scava l’animo della sua coinquilina goccia a goccia. Tanto intenso è il legame che li unisce che anche quando sono fuori casa si portano dietro quelle quattro mura spesse per circondarsi e isolarsi, una sorta di detenzione volontaria per costringersi a capire, perdonare, ricordare e forse vivere.
L’autrice è brava, crea aspettativa, l’atmosfera cupa non è comunque pesante, i dialoghi sono autentici, le emozioni sono reali; l’autrice è sincera, li ha visti, in quella bella casa, e ci racconta quello che ha visto senza inventare nulla, senza cambiare le parole e i gesti e tutto allora diventa appassionante perché le crediamo, soprattutto crediamo a Ernest e a quel che ci promette.
(Giada Alessia Lugli per Books Hunters Blog)

L’autrice:
Marino Litrico è nata a Catania nel 1956 dove resta fino al conseguimento della maturità classica. Dopo si trasferisce a Milano per frequentare l’università. Nel 1978 inizia a lavorare per il Comune di Milano presso l’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana al Castello Sforzesco, dove si interessa di catalogazione libraria, archivistica e in seguito passa alcuni anni a capo della segreteria dell’Istituto.
Ha moltissime passione oltre la scrittura e la lettura: il cinema, il teatro, la musica, la cucina. Di lei dicono che ha un carattere forte, che è poco diplomatica e con pochi peli sulla lingua. Di sé lei dice che fa uno sforzo enorme per domare l’ira e che conta sempre fino a dieci prima di parlare.
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