“Il bambino possibile”, un libro, un percorso – La scrittura divulgativa, una risorsa importante

Cari lettori, ancora caccia per noi. Ebbene, oggi un tema molto interessante e attuale, che tocca il cuore e da cui nasce proprio questo libro. “Il bambino possibile” edito da Il Pensiero scientifico Editore, è una “guida” atta ad aiutare le donne che si addentrano nell’intricato meccanismo della fecondazione assistita. Il tutto raccontato, da chi il labirinto l’ha percorso in prima persona.
Si tratta di una piccola “guida per l’uso”, un vademecum scritto in modo semplice e comprensibile, con la consulenza degli esperti del settore, per aiutare chi è costretto a fare ricorso alle tecniche di fecondazione a orientarsi nel labirinto di informazioni che riguarda il tema. Perché è vero che di informazioni ce ne sono tante, se si cerca su internet in particolare, ma trovare quelle giuste non è affatto facile. E soltanto attraverso la conoscenza dell’argomento, è possibile capire se ci stanno seguendo bene, se il centro che abbiamo scelto è di qualità, se non stiamo perdendo il nostro tempo e investendo le nostre risorse fisiche ed emotive con il medico sbagliato. 
La guida fornisce, inoltre, dati e informazioni aggiornati dai medici e professionisti che lavorano nel campo della fecondazione assistita, in un linguaggio facilmente comprensibile e alla portata di tutti, ma senza rinunciare alla correttezza scientifica, nella migliore tradizione della scrittura divulgativa.

Riflessioni:
Perché è facile perdersi e sentirsi soli in percorsi intricati come questi.
Perché mettere nero su bianco la propria esperienza è coraggioso e senza ombra di dubbio può essere anche d’aiuto ad altri.
Perché l’informazione su certi temi a volte è talmente sbagliata o mancante, che ci fa sentire abbandonati a noi stessi e ci fa perdere la forza di continuare.
Perché leggere e ascoltare sono sempre i migliori modi per conoscere e conoscersi.

Il commento del lettore:
“[…] il libro di Adele Lapertosa, Il bambino possibile riempie uno spazio difficile da spiegare altrimenti. Perché Adele non è solo una giornalista ma una mamma. Ed è mamma grazie alla fecondazione assistita. Le due cose unite fanno la volontà di raccontare un percorso, di raccontarlo con la passione di chi ha superato le proprie dodici fatiche e il rigore di giornalista scientifica. E’ la stessa autrice a spiegare che il libro nasce dalla volontà di regalare una guida a chi guarda al proprio percorso dal buco della serratura dell’imbarazzo, della vergogna. O semplicemente dell’ignoranza legittima di chi non ha mai considerato il proprio corpo un oggetto di intervento.
(Fabio Amato – Ilfattoquotidiano.it)
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