“Piccoli equivoci tra noi animali”… conoscere loro e noi stessi.

Buongiorno Hunters, come di consueto siamo andate a caccia e oggi più che mai specifichiamo che le nostre prede sono i libri e non i nostri amici animali.
Zanichelli, nella collana Chiavi di Lettura, ci propone un libro dai toni ironici e leggeri ma di interesse scientifico, nel quale gli autori ci spiegano come, a volte, siamo tratti in inganno nel valutare espressioni e comportamenti dei nostri amici a quattro zampe, due ali, striscianti, con le pinne ecc…


Ci piace tanto il koala perché è così tenero e pigrone quando se ne sta abbracciato a un tronco d’albero…
E ci sembra che il delfino sorrida.
E i gatti siano assassini mentre gli uccellini siano indifesi. 
Siamo sicuri che il cane senta l’umore del padrone, le scimmie scimmiottino e i babbuini sbadiglino.
Ma siamo sicuri di capirci con le altre specie? 
E con noi stessi?
A volte l’intuito e l’eco di un’evoluzione condivisa ci portano nella giusta direzione. Spesso però non ci azzecchiamo e le nostre intuizioni non colgono quello che scoprono gli etologi e i neuroscienziati che studiano il comportamento animale.
Allora scopriremmo che il cane ha soltanto imparato a riconoscere la faccia allegra o arrabbiata del padrone e associarla alle conseguenze: “faccia aggrottata…niente passeggiata oggi”. Le scimmie non scimmiottano, piuttosto siamo noi a far loro il verso. E se vedete un babbuino “che sbadiglia”… girategli al largo perché è un maschio alfa dominante e sta mostrando i denti agli altri maschi del gruppo come segnale di aggressività. 
Tuttavia i frequenti piccoli equivoci in cui cadiamo sono indizi utili per scoprire i meccanismi che la nostra mente usa per dare un senso a ciò che ci circonda. Studiando gli animali, possiamo conoscere meglio loro e anche noi stessi. Gli autori ci ricordano infatti che noi umani non siamo più in alto delle altre specie in alcun albero evolutivo e, insieme agli altri organismi viventi, siamo tutti ugualmente evoluti: “Ci è chiaro che l’evoluzione non è una marcia verso la complessità, ma una passeggiata senza meta”.
Riflessioni:
una chiave di lettura affascinante quella che ci propongono questi due autori.
Ci sono quasi sempre spiegazioni scientifiche a ciò che vediamo, ma a volte sentiamo la necessità di camuffare ciò che abbiamo davanti agli occhi per trasformarlo in qualcosa di più poetico, più sentimentale.
Prendiamo ad esempio il delfino. Scopriamo che la sua espressione così affabile e amichevole è data dal fatto che è un animale privo di muscoli facciali. Ma a noi, è innegabile, piace pensare che sia così perché è simpatico, e noi stiamo simpatici a lui.
Quindi leggiamoci questo libro e impariamo a conoscere davvero gli animali e noi stessi.
Forse saremo anche in grado di capire se questa civetta ci fa l’occhiolino (cosa improbabile ma tanto bella) o cos’altro…
Gli autori:
Lisa Vozza biologa e divulgatrice scientifica, è Chief Scientific Officer presso l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC). Fra i suoi libri, in questa collana: Nella mente degli altri con Giacomo Rizzolatti (2007), I vaccini dell’era globale (2009; Premio letterario Galileo 2010), Come nascono le medicine, con Maurizio D’Incalci (2014). Per Zanichelli cura le Chiavi di lettura e ha inventato i Mestieri della scienza. In passato ha lavorato per le edizioni europee di Scientific American. 
Giorgio Vallortigara neuroetologo, è professore all’Università di trento, dove dirige il Laboratorio di Cognizione animale e Neuroscienze nel Centro interdipartimentale Mente-Cervello (CIMeC). Ha scritto più di 200 articoli su riviste scientifiche internazionali e svolge un’intensa attività di divulgazione su varie testate giornalistiche. Fra i suoi libri più noti, Cervello di gallina (Bollati Boringhieri 2005, Premio Pace per la divulgazione scientifica 2006), Nati per credere (Codice edizioni 2008) con Vittorio Girotto e Telmo Pievani, La mente che scodinzola (Mondadori Università, 2011) e Cervelli che contano, insieme a Nicla Pancera (Adelphi 2014).
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