Spazio Esordienti dedicato a… Valeria Barbera

Era a un passo da me. Stese un braccio sfiorando con le dita un brandello di camicia.
– Vattene! – urlai.
Gli sparai un calcio sul torace, ma lui mi abbrancò la caviglia e la tirò a sé. Sentii il terreno scivolare sotto la schiena strappando altri pezzi di stoffa misti a pelle, mentre un ghigno deforme faceva capolino nell’inquadratura.
Il colosso alzò il pugno mostrando il coltellaccio, e nella grossa lama rettangolare vidi allungarsi il riflesso spettrale della finestra magica.

Buongiorno amici, oggi abbiamo aperto così il nostro spazio dedicato agli autori emergenti. 
Vi parliamo di Valeria Barbera, al suo “esordio con romanzo”.

Sviluppatore software, nonché mamma umana di uno splendido gatto nero, Valeria Barbera bazzica i principali social network sotto il nickname Recenso. Nel 2012 collabora con Nero Press Edizioni per l’editing di libri ed ebook. Nel 2013 il suo racconto di fantascienza Il labirinto delle realtà, finalista al Premio Robot, appare nel numero 69 della rivista Robot; sui numeri 68 e 70 compaiono invece suoi brevi spin-off dei romanzi Mondo9 di Dario Tonani e Livido di Francesco Verso, selezionati dagli stessi scrittori. Nel frattempo fa parte della giuria del Premio John W. Polidori, sezione romanzi editi, ma è anche fra i vincitori del concorso Sole a Mezzanotte per il fantasy e finalista al Premio F. M. Crawford per l’horror. Nel 2014 conquista di nuovo la finale al Premio F. M. Crawford. Nel 2015 è uno dei giudici del concorso horror Creep Advisor. Altre sue opere sono presenti in antologie di diverse case editrici (Giulio Perrone Editore, dbooks.it, E.F. Libri) e nella rivista Writers Magazine Italia (Delos Books). 

“Eroe in prova” è il suo primo romanzo e mescola magia, informatica, leggende, miti e scienza in una storia d’avventura non priva di momenti ironici.

Torna la serie Urban Fantasy Heroes, con una seconda stagione che approfondirà i temi della prima e rilancerà la sua mitologia. 
Al conflitto tra le due fazioni della Pandora si aggiungeranno nuovi contendenti, nuovi eroi e criminali. Torneranno anche personaggi amati e meno amati, per un arco narrativo che si preannuncia ancora più scoppiettante.
A cimentarsi con la saga ideata da Emanuele Manco stavolta è Valeria Barbera, con il romanzo Eroe in prova, ambientato a Napoli. 
La città partenopea entra nella serie con le sue leggende e la sede locale della Pandora, divenendo presto sfondo di un’avventura mozzafiato. Alcune domande aperte nella prima stagione troveranno risposta, mentre chi non conosce Urban Fantasy Heroes apprenderà insieme al protagonista ciò che serve per familiarizzare con la saga.

Sinossi:

Napoli: Gianluca, giovane informatico sfiancato dalla vita, fallisce il colloquio con la Pandora. Mesi dopo ha ancora il morale a terra e la sua ragazza decide di piantarlo. La sorte cambia quando una bella straniera, vestita solo di un serpente, gli propone l’assunzione presso una nuova azienda. La mattina seguente, Gianluca si accorge di avere sviluppato un potere strabiliante, una facoltà latente di cui era ignaro. Ma esercitare la magia senza la guida di un mentore si rivela una strada irta di pericoli, per sé e per chi gli sta accanto. Quando gli eventi precipitano, si ritrova imprigionato in un luogo orribile, in preda alla disperazione. Come in un sadico videogioco, lo attendono prove a difficoltà crescente, mentre un infernale conto alla rovescia preannuncia la fine. Quali terrificanti segreti custodisce la Pandora? E quale ruolo occupa lui stesso in quel magico universo?

Il sito ufficiale

Avvinghiai le mani al terreno, le dita sbucciate e sanguinanti alla ricerca di un’arma. Afferrai una pietra massiccia intrufolatasi sotto il palmo, e con un colpo di spalla la abbattei sul coltello. La lama saltò via. Atterrò metri lontano, troppo lontano perché il bestione potesse raccoglierla. Nel pugno gli rimase solo il manico di legno. 

– Pagherai anche questo! – tuonò scagliandomelo in faccia. Schivai il colpo per un pelo. Sferrai al bufalo altri calci con la gamba libera, ma lui li evitava eseguendo scarti laterali. Riuscì a bloccarmi il piede, si accovacciò sul mio addome e mi serrò il polso. Lo torse con una tale violenza da gettarmi in un abisso di dolore. Sentii l’osso scrocchiare come un pacchetto di patatine e la mia mano aprirsi ad artiglio. La pietra con cui avevo spaccato il coltello del terminator cadde a terra con un tonfo sordo.


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