“I tuoi occhi sono qui” – Questione di sguardi

Buongiorno cari lettori, oggi vi segnaliamo con piacere il ritorno al romance di M.S. Già il titolo, molto evocativo, richiama quell’amore, quello che solo lo sguardo profondo del sentimento può spiegare.
Michòl, detta Giò, è una donna che ha sempre contato sulla propria avvenenza fisica, sia nel lavoro che negli insoddisfacenti rapporti sentimentali, finché tutto questo è drasticamente, drammaticamente cambiato. 
Dave, invece, è sempre stato un uomo timido, riservato, che ha conquistato, quella che lui ritiene, la perfezione fisica, a scapito di una vita emotiva già intensa e appagante. 
Sono i rispettivi figli, Roan e Thomàs, a farli incontrare.
Per anni hanno pagato il prezzo degli errori dei propri genitori, dei drammi che non sono riusciti a superare e che ancora li macerano. L’amicizia tra i due ragazzi nasce sui banchi di scuola, dall’intesa degli sguardi che accomuna solo le persone che hanno subito un danno e che riconoscono nell’altro un proprio simile. Saranno loro due a creare le condizioni perché i propri genitori, per fortuna o, forse, per un innato sesto senso, possano incontrarsi. Scatterà così la scintilla perché tutte le loro vite possano veramente cambiare.
 
Riflessioni:
Ci sono gli sguardi a parlare per noi, tutte quelle volte che le parole si impigliano fra bocca e stomaco. Sguardi capaci di scavare anime e risucchiare attimi che rimarranno impressi sulle pagine del nostro cuore. Le parole di un libro, spesso e volentieri, sanno rendere queste emozioni reali, proiettandoci in una realtà inesistente, ma pur sempre vera.
Gli sguardi catturano attimi di noi e del mondo, che il cuore non abbandonerà mai più.
E mi vengono alla mente le parole di una canzone:
 
Senti come si colora
questa notte che poi 
mai più 
senti cosa si respira 
vorrei dirti eh… 
vorrei che tu 
non sarà per una sera 
che domani ancora noi 
Che domani torni 
che va bene così 
tu per come mi parli 
tu perché siamo qui 
è questione di sguardi 
è, ah.. un attimo 
così, così lunatico 
così, così fantastico 
così, così…”
(Paola Turci)
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