“Passatori, contrabbandieri e altri racconti” – Le storie di Sergio Scipioni

Buongiorno cari contrabbandieri di libri, oggi abbiamo il piacere di segnalarvi il nuovo libro di un caro amico, targato Edizioni dEste. Diciannove racconti che ripercorrono a ritroso la vita dell’autore e le stagioni della vita di ognuno di noi.
Avvincenti aneddoti attinti alle quotidiane avventure del finanziere alle prese con i personaggi del contrabbando romantico, e ai racconti di passatori, fuggitivi e migranti di ieri e di oggi.

Due età si confrontano, in particolare: quella del candore del bambino di campagna, delle origini radicate nel cuore del cuore dell’Italia contadina e lavoratrice degli anni ’50, e quella della maturità di uomo realizzato, perfettamente a suo agio negli incantevoli paesaggi di Brusimpiano e dintorni, che hanno accolto l’autore quando cominciò da allievo la sua carriera nella Guardia di Finanza. In mezzo la vita di tutti i giorni, che a saperla guardare con curiosità e con il cuore aperto, non è mai ordinaria. Tutt’altro. Ricordi di un’infanzia semplice e sana, trascorsa in una terra fiera e bellissima, fra persone piene di dignità e alla luce di valori saldi, che non tramontano. Impressioni di una giovinezza presto sfumata nell’età adulta, quando il lavoro porta il protagonista lontano dai luoghi natii.

Nel primo dei racconti della raccolta, la toccante testimonianza di un passatore della provincia di Varese, che riuscì a salvare, trasportandole oltre confine, diverse famiglie di ebrei, perseguitati durante la dittatura nazista.

Ecco un breve estratto del racconto Il Passatore, contenuto all’interno della raccolta di Sergio Scipioni:

“…Appena finito di fare colazione, arrivò il prete e mi disse che le persone da accompagnare erano già lì in istituto. Erano in quattro, padre, madre e due bambini, un maschietto e una femminuccia. Mi disse anche che avrebbero dovuto raggiungere il paese di Morcote in Svizzera, mi consegnò il mio compenso di quattromila lire, mi portò in uno stanzone con tanti lettini e mi presentò la famigliola, già pronta con le valigie. Don Gaudenzio, prima che partissimo, volle sapere l’itinerario che avremmo seguito per arrivare in Svizzera. Gli spiegai che avremmo raggiunto in treno Porto Ceresio, poi, se la zona non era troppo controllata dalle guardie, nella nottata li avrei accompagnati con la barca a Morcote, altrimenti avremmo percorso a piedi i sentieri di montagna e attraversato la rete di confine. Il prete approvò e consegnò a ognuno i documenti di riconoscimento, poi salutò. Fu in quel momento che sopraggiunse la ragazza che mi aveva servito la colazione: abbracciò affettuosamente tutti i componenti della famiglia e notai che piangeva. 
Il primo viaggio verso la Svizzera andò a gonfie vele. Prendemmo il treno alla stazione Garibaldi e arrivammo a Porto Ceresio. Feci subito un giro in paese e notai che il lago era calmo e non c’erano guardie in giro. Allora andai in darsena, presi la barca e non aspettai la notte, feci salire subito la famigliola con i bagagli e in mezz’ora li portai a Morcote. 
Il primo viaggio era fatto, dentro di me pensai che, se era così semplice, avrei guadagnato parecchi soldi in poco tempo; invece non andò sempre così, in seguito lo avrei capito…”

Lasciatevi toccare dall’animo gentile di questo autore.
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