Recensione “Da qualche parte nel mondo” di Chiara Cecilia Santamaria

Da qualche parte nel mondo ci deve pur essere una spiegazione logica sul perché i rapporti umani siano così fugaci, difficili, annodati e spesso privi di linearità. Eppur son belli. Questa storia è un groviglio di emozioni potenti e incasinate. È l’interpretazione di abbandono e fuga per riaversi. La ricostruzione di se stessi attraverso la fase complicata chiamata “tutta la vita che hai davanti”. Ti cerchi ed eccoti là. Sei sempre stata tu, anche quando credevi di poterti plasmare addosso un’identità che non ti apparteneva. Dovevi solo lasciare la maschera affittata e decidere di convivere con il tuo vero viso, quello che a volte si trova il trucco sbavato addosso dalle lacrime mixate sapientemente alla rabbia. Un cocktail decisamente emozionale, ma che aiuta quasi quanto un Americano.

Lara è questo: un bel cocktail di chiusura iniziale che shakerata si trasforma nell’intruglio più potente e alcolico che si possa avere. Come quando si lascia decantare un vino. Lei rimane anni in attesa della vera se stessa. Boom! scoppia quando si trova e non accetta più che gli si modifichi l’identità, che la si comandi lungo la sua strada. L’artista ha capito chi è. Per questo dipinge Lara, per esser se stessa, ma mai, dico mai, lo fa per compiacere. La forza di esser artisti è anche questo. Tu devi amare ciò che dipingo a prescindere da ogni regola visiva, devi farti risucchiare dal mio vortice emotivo, pur restando in superficie a dirmi ciò che vedi nel mio quadro. Decisa, ferma come mai anni indietro era stata. Lara è diventata grande, non è più quella bambina che sua madre Adele cercava di proteggere dal mondo sbagliato a son di negazioni. Fugge Lara e cresce da sola. Si segue e insegue.

“Dovevo andare via. Dovevo amare qualcun altro. E dovevo tornare a chiederti un perdono che, sapevo, non mi avresti concesso.”

Ma come ogni cuore, ha i suoi umori, le sue paure e le sue qualità. Lara ama, si innamora di uomini che non le possono versare dentro la giusta dose di amore, quello che a lei manca. Andrés prima e Damiano dopo. Il potere e non volere e il volere ma non potere. La vita è un’ubriacatura continua, fra interpretazioni errate e situazioni al limite.

“Sembra davvero che potrebbero diventare amici, il problema è che non lo sono. C’è troppa pelle che spinge per scoprirsi, fra quegli sguardi.”

Elena poi, l’amica di sempre. Ancora non sa quante frasi sbagliate Lara racchiude in quella sua testa, quanto male ci si può fare a son di pensieri, e quanto ci si può voler bene a son di parole. Come si fa a interpretarsi nel modo giusto? Siamo macchinari scoordinati. Sappiamo ogni cosa e l’attimo successivo ci siamo dimenticati tutto. Lara Infanzia Incasinata, lo sa. Sa che suo padre è sparito in una sera, sa che sua madre c’è ma è come se non esistesse, sa che Roma le va stretta e che Londra può essere il suo miglior rifugio, la sua vera occasione. Sa che da qualche parte nel mondo si sta bene, per questo decide di lasciarsi trasportare dall’unica certezza che sa di avere: le sue mani che dipingono. Perché dipingono le emozioni che la bocca non sa esprimere.

Nella vita ci si perde di continuo. Lara ha la fortuna di sapere dove sedersi quando due parole possono cambiarle il senso della giornata e farle vibrare i pensieri più statici. Elio sa cosa dirle e come, sempre. È come l’amuleto che non vorresti perdere mai.

In questo libro c’è questa storia di vita. I rapporti, le conoscenze, i disagi, le famiglie imperfette, le amicizie forti che il tempo può metter a dura prova, ci sono le persone che cambiano crescendo, alcune maturano, altre restano indietro. Ci sono le scelte che per noi sono importanti mentre per altri sono capricci. Forse dobbiamo solo imparare a lasciare le mani alla sicurezza per tentare il volo.

“Da qualche parte nel mondo” ci siamo noi, fra le pagine del libro di qualcuno. Un libro fatto di pensieri nascosti e dannatamente preziosi.
(la Books Hunter Jessica)

Lara è esile, pallida, lo sguardo sfuggente di chi non si lascia addomesticare. Elena è forte, sorridente, due occhi nocciola che trasmettono calore. Una l’opposto dell’altra, ma sono inseparabili. Quando il padre ha abbandonato lei e sua mamma, Lara non ce l’avrebbe mai fatta senza Elena. Da quel giorno in cui, a scuola, si è schierata dalla sua parte contro tutti i compagni, sono inseparabili. E, anni dopo, quando Lara si trasferisce da Roma a Londra per inseguire l’amore e la carriera di pittrice, sono ancora le stesse amiche di sempre. Elena è lì, pronta a difenderla e a credere in lei. Ma, un giorno, qualcosa si mette fra loro due. Non se lo sarebbe mai immaginata, Lara, di trovarsi davanti a una scelta che cambierà le carte in tavola: fino a che punto è disposta a sacrificare la felicità della sua migliore amica per raggiungere la propria? Basta una sola decisione per cambiare irrimediabilmente la nostra vita e quella di chi amiamo. I sentimenti che ci trascinano con tutta la loro forza fanno paura. Ma, a volte, per scoprire davvero chi siamo, dobbiamo sacrificare anche ciò che non avremmo mai voluto perdere.

L’autrice:
Chiara Cecilia Santamaria è nata a Roma e vive a Londra. Scrive da sempre e ha collaborato con testate come “Vanity Fair”, “Gioia”, “Cosmopolitan”. Il suo blog machedavvero.it è tra i blog personali più letti della rete. Con Rizzoli ha pubblicato Quello che le mamme non dicono (2010), disponibile in Bur.
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