“Io ho ucciso” – ventiquattro storie vere di atroci delitti

Buongiorno lettori, oggi vi segnaliamo una raccolta di 24 storie vere, di uomini e donne (italiani e stranieri, del passato e del presente) che hanno commesso crudeli delitti.
Entrate in una libreria qualsiasi. Coraggio, entrate… 
Oltrepassata la zona delle ultime novità di narrativa, dopo aver fatto qualche passo, troverete senz’altro uno scaffale dedicato all’attualità e ai fatti di cronaca nera. 
Libri dalle copertine un po’ inquietanti, titoli dai caratteri rossi e fotografie di personaggi dagli sguardi taglienti. 
Siete arrivati nel posto giusto, dove si raccontano quei delitti efferati che suscitano tanto orrore quanta curiosità nella sfera emotiva dell’opinione pubblica. Storie vere, storie vissute. Storie di uomini e donne, del nostro passato e del nostro presente, che hanno commesso qualcosa di malvagio, qualcosa di oscuro e indecifrabile. Persone che hanno lasciato una ferita inguaribile nella storia e nella coscienza dell’essere umano.

“C’è silenzio, qui. Un silenzio vero, reale. Profondo. Qualcosa che ti afferra dentro e ti rivolta, che lascia libero sfogo a parole sommesse, a idee sfumate. Un silenzio violento, assordante, che riesce a strappare… non so… la brutta copia di un monologo interiore. Quasi una confessione, una di quelle fatte da soli, senza sacerdote. Emozioni vecchie, incrostate sulla coscienza, che se non venissi qui a tirarle fuori resterebbero intrappolate sotto strati di parole, concetti, rancori (…)”
(L’assassino)

Una cronaca di omicidi in cui le motivazioni appaiono addirittura innocenti…

Forse nessuno è totalmente buon o totalmente cattivo.

“In quest’opera non c’è nessun tentativo di giustificazione ad atti omicidi, piuttosto il giudizio viene sospeso. L’autore entra nei personaggi, li anima, li rende a noi più umani, si ferma sull’orlo dell’abisso, senza nessuno sconto o compiacimento. Lo stile è asciutto, a volte gelido, ma efficace e mozzafiato.”
Sarà vero che dietro un uomo che diventa assassino, si nasconde necessariamente un passato difficile?

Cosa ci vuole dire l’autore concentrandosi su questi delitti efferati?
Può un giudizio rimane sospeso?
Si può perdonare?
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