L’educazione può essere un antidoto alla violenza? Scopriamolo leggendo questa proposta di Erickson…

Buongiorno lettori, oggi parliamo di un argomento attuale e delicato. Difficile. 
Non parliamo del tema in sé veramente, ma vediamo come parlarne.
In modo particolare, ai più giovani.

Erickson presenta «Parlare di ISIS ai bambini», il primo libro in Italia che spiega a genitori e insegnanti come affrontare con bambini e ragazzi un tema difficile, complesso e tragico come il terrorismo islamico.
Quali parole può usare un genitore per spiegare a un figlio il fanatismo religioso, gli attentati terroristici, e riuscire a farlo sentire protetto e al sicuro? Come può un insegnante discutere coi propri alunni di Islam, Corano, califfato, senza semplificazioni né pregiudizi? L’educazione può essere un antidoto alla violenza? 
Parlare e discutere di ciò che muove queste violenze non è semplice. Spesso genitori e insegnanti non sanno bene quali siano le cause di quello che accade, non sanno come documentarsi e non vogliono apparire ignoranti. E così, tendono a evitare di parlare di ISIS e terrorismo. Non sanno come farlo e rischiano di banalizzare le ansie, le paure e le domande di figli e alunni, per esempio affermando che sono cose lontane, che non arriveranno mai qui.
«Parlare di ISIS ai bambini» (Erickson, 2016) – scritto da Alberto Pellai, Edgar Morin, Marco Montanari e Riccardo Mazzeo – informa, orienta e fa riflettere: perché la conoscenza è l’unica possibilità che abbiamo di creare nei nostri ragazzi anticorpi all’intolleranza. 
Da alcuni anni il terrorismo di matrice islamica è entrato nella vita di noi tutti, come un dato di cui tenere conto nella quotidianità di chi non avrebbe mai pensato di avervi a che fare. Le notizie che in tempo reale si sono succedute negli anni relative ad attentati, minacce, ultimatum, esecuzioni di ostaggi riprese con videocamera e poi diffuse sui media internazionali sono all’ordine del giorno e hanno indotto in ciascuno di noi la percezione di un pericolo reale legato a variabili non facilmente controllabili. 
Come afferma Alberto Pellai, grazie alla globalizzazione e alla digitalizzazione, «basta stare seduti sul divano di casa o di fronte allo schermo del proprio tablet per vivere gli eventi che accadono dall’altra parte del mondo, in contemporanea con i diretti protagonisti. I nostri figli/alunni sono bombardati da un’iperstimolazione di dati, immagini, eventi. Spesso le immagini, i suoni, le parole che escono dagli schermi usati dai genitori rappresentano una sorta di sottofondo audiovisivo, un rumore d’ambiente nel quale portano avanti il palinsesto della loro esistenza. Ma le cose cambiano drasticamente quando le notizie che arrivano nel cuore della casa hanno a che fare con lo stragismo terroristico, con i grandi cataclismi, con quelle tragedie che accadono all’improvviso e coinvolgono nello stesso momento la vita e il destino di moltissime persone». 
«Parlare di ISIS ai bambini» fornisce a insegnanti e genitori il lessico, gli strumenti e le nozioni con cui spiegare a bambini e ragazzi cosa è il terrorismo islamico, come e perché nasce, illustrando le modalità più efficaci per parlare di violenza e di stragi, per spiegare la guerra, per gestire la paura, cercando di entrare in empatia con le emozioni dei più giovani, per aiutarne la regolazione e la corretta espressione.
In particolare, il libro affronta il tema sotto gli aspetti:
emotivo, attraverso le indicazioni e i suggerimenti di Alberto Pellai, che riflette sulle modalità e sulle parole da utilizzare per parlare di terrorismo e stragi con chi è nato dopo l’11 settembre 2001;
teorico-filosofico, grazie ai contributi di Edgar Morin e Riccardo Mazzeo, che affrontano la questione del dialogo e della convivenza;
storico-culturale, con l’intervento di Marco Montanari, che presenta la storia del terrorismo e le condizioni dei Paesi arabi, basandosi su fonti obiettive e documentate.

Formato: 15×21
Pagine: 148 a colori
ISBN: 9788859011156
Pubblicazione: 01/03/2016

Booktrailer:

Autori:

Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, si occupa di prevenzione in età evolutiva. Conduce corsi di formazione per genitori e docenti. È autore di molti volumi, tra cui alcune favole per bambini.

Edgar Morin, sociologo, è tra le figure più prestigiose della cultura contemporanea. Le sue ricerche toccano temi di pertinenza del mondo dei media, della sociologia contemporanea, della vita politica del Novecento, della biologia e della fisica contemporanea, nonché delle scienze umane e sociali.
Marco Montanari, funzionario internazionale, ha preso parte, come esperto elettorale, a numerose missioni di osservazione in 4 continenti. Ha insegnato Osservazione elettorale a Milano e Venezia, ed è stato il principale consigliere elettorale dell’UE in occasione delle elezioni presidenziali afghane del 2014.
Riccardo Mazzeo, Editor storico della Erickson e autore con Zygmunt Bauman di Conversazioni sull’educazione.

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