“Fahrenheit 451”: dal libro al film

Buongiorno lettori, in questo week-end lungo, abbiamo dedicato una delle nostre serate alla visione del film tratto dal libro di Ray Bradbury: “Fahrenheit 451“.
Del 1966 e diretto da F. Truffaut, (versione italiana: 1971), il film rispecchia il romanzo in maniera non del tutto perfetta e ci riporta alla mente 1984 di Orwell, per il fatto di sottolineare il potere mediatico che viene inculcato alle persone tramite la televisione.


“Stammi a sentire, Montag: a tutti noi una volta nella carriera, viene la curiosità di sapere cosa c’è in questi libri; ci viene come una specie di smania, vero? Beh, dai retta a me, Montag, non c’è niente lì, i libri non hanno niente da dire!”
(Il capitano dei vigili del fuoco al milite modello Montag)

Le differenze sostanziali fra libro e film, di cui vi abbiamo fatto cenno nell’introduzione, sono molte, ma si sa, fare un film presenta esigenze diverse. Ve ne sveliamo alcune:
innanzi tutto il personaggio dell’anziano professore che aiuta Montag, non esiste. Clarisse invece, che nel libro ha 17 anni e scompare praticamente subito (data per morta), qui ha 20 anni e accompagnerà Montag in tutta la pellicola. Anche il finale presenta differenze rilevanti, così come non esiste il “segugio meccanico” tanto temuto.
Non entriamo nello specifico perché vorrebbe dire rivelarvi tutto, ma possiamo affermare che il film è soddisfacente e rappresenta comunque bene il concetto espresso nel libro dall’autore.

Soprattutto si fa vivo e forte il concetto espresso dagli “uomini-libro”, che è vero, nel film sembrano dei pazzi che vagano isolati dal resto del mondo, mentre nel libro, complice la possibilità di approfondire alcuni aspetti, sono forti e sicuri della loro vittoria finale.
Personalmente noi troviamo che il concetto “uomini-libro” sia qualcosa di straordinario, ma non vi sveliamo oltre.

Le Books Hunters vi consigliano entrambi.
Siate anche voi UOMINI-LIBRO!
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