Poesia in forma di Pier Paolo Pasolini – “Poesia in forma di rosa”

Buongiorno lettori, oggi vi riproponiamo la lettura di “Poesia in forma di rosa”, una raccolta di pensieri, emozioni e umori, di Pier Paolo Pasolini, la cui prima edizione risale al 1964.

La POESIA è Giustizia. Giustizia che cresce in libertà, nei soli dell’anima, dove si compiono in pace le nascite dei giorni, le origini e le fini delle religioni, e gli atti di cultura sono anche atti di barbarie, e chi giudica è sempre innocente.”
Titolo: Poesia in forma di rosa
Autori: Pier Paolo Pasolini
Editore: Garzanti
Genere: Poesia
Pagine: 208
Prezzo: € 13,00
Il libro:
Questo volume riproduce il testo dell’edizione del giugno 1964 di Poesia in forma di rosa, una versione aggiornata e corretta rispetto alla prima pubblicazione avvenuta poche settimane prima, nell’aprile dello stesso anno. Pasolini sceglie per questa raccolta, vero e proprio romanzo autobiografico in versi, non un’architettura che ne organizzi le esperienze ma un andamento diaristico che – osservò l’autore in un’intervista – «racconta punto per punto i progressi del mio pensiero e del mio umore» in quegli anni. Si alternano così diversi registri e forme espressive, immagini ora immobili ora febbrili, sequenze fredde e ironiche: «è la forma diaristica del libro quella che fa sì che le contraddizioni vengano rese estreme, mai conciliate, mai smussate, se non alla fine del libro». È in questo dono, o forse groviglio, che si condensano la forza e l’attrazione di Pier Paolo Pasolini.

L’autore:
Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) fu un poeta, scrittore, cineasta, sceneggiatore,drammaturgo e giornalista italiano, considerato tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo. Culturalmente versatile, si distinse in numerosi campi, lasciando contributi anche come pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista, non solo in lingua italiana, ma anche friulana.
Morì a 53 anni a Ostia a seguito di un’aggressione subita nella notte fra il 1° e il 2 novembre 1975.Attento osservatore dei cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra sino alla metà degli anni settanta, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi, come anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti. Il suo rapporto con la propria omosessualità fu al centro del suo personaggio pubblico.

“b) la vocazione a una opposizione pura come di chi, per troppo amore, non possa poi in pratica amare nessuno e non essere amato da nessuno.”

Il commento del lettore:
“Nelle parole tutta la sofferenza per la condizione umana, emozioni aggrovigliate, pensieri diretti e poi nascosti. Pier Paolo Pasolini fa uscire tutto se stesso, fra paure, omissioni e confessioni velate. Si mostra al mondo senza paura, ma con la paura e la consapevolezza di non essere capito. Non è facile stargli dietro nelle sue elucubrazioni, ma Pasolini, lascia addosso una sensazione di assoluta incomprensione della gente, troppo attaccata a cause inutili per rendersi conto della bellezza.
E ad oggi, c’è ancora gente che davanti alla bellezza della poesia, delle parole o più semplicemente a l’arte dello scrivere, si spaventa e trasforma quella paura (che spesso non è altro che ignoranza), in atti vandalici e persecutori, cercando di sopprimere qualcuno che nonostante il tempo che trascorre, continua a essere apprezzato e letto. Quel qualcuno che a fronte di un monumento a ricordo, non sa far altro che appellarsi a parole denigratorie trascurando così l’essere umano.
Siamo tutti parte dello stesso mondo, solo che alcuni, ancora, non sanno meritarsi quel posto.”
(Jess – Books Hunters Blog)

“[…] ma allora cos’ha lei all’attivo?…
[…]
Io? Una disperata vitalità.”
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