Recensione “E allora baciami” di Roberto Emanuelli

Il cuore è qualcosa di astratto,
di incomprensibile. Forse nemmeno esiste.
Se ci si perde dentro un abbraccio, figurati nel mondo. Un mondo di abbracci e cose meravigliose che ci possono accadere. Non è facile restare sulla retta via, quando sono tutte curve, sbandate, mancamenti, svolte. È più facile cadere, sbattere le ali, che proseguire dritti rimanendo tali e quali.
“E allora baciami”: un padre, ma prima di tutto un uomo. Un passato che lo insegue, un amore che l’ha abbandonato.
“E allora baciami”: un sentimento che dilaga, esce da tutti i pori. L’indirizzo del destinatario è l’assenza. Convergenze, riflessi, istinti chiusi in gabbie resistenti, doveri, tremori e dolori. Taciti accordi con se stessi per non sprofondare.

Ma è vero che ci giustifichiamo dimenticando di considerare e comprendere sentimenti e ragioni altrui, e di rispettarne i tempi?
Sì.

Questo succede a Leonardo. Dissimulando il suo dolore, accresce i silenzi di sua figlia. Pensa di proteggerla evitandole la verità che gli risiede nel cuore, ovvero quel sentimento che è nato tempo prima e che nonostante gli anni non vuole passare, nonostante lei, la madre di sua figlia, li abbia abbandonati, andandosene quando Laura era piccola. Lui l’ha cresciuta con amore, dedizione, paura. Laura però è una figlia silenziosa, che trova riparo in aforismi, pensieri, parole. Legge e corregge le sue mosse di ragazza fantasticando l’amore vero, quello che non ha mai visto nella quotidianità dei suoi genitori. Leonardo d’altro canto cerca solo di proteggerla dal suo dolore.
“Mi stai un sacco bene addosso…”, così scrive Laura. E così ricorda suo padre, mentre pensa a lei.
Leonardo è un bell’uomo, le donne non gli mancano. Eppure torna sempre lì, a raccontarsi del passato, a rinchiudersi dentro un libro, a una frase. Leonardo però ha anche una famiglia allargata, di amici, che a volte sa indicargli quando è giusto che le redini, così strette verso Laura, vengano finalmente allentate un po’ al fine di permetterle di volare, di costruirsi la sua vita.
Se una cosa ci fa male, quella è la mancanza. L’impossibilità d’azione.
“Il male pesa, non è leggero. Le persone sono leggere, non il male.”
E mentre Laura scorre i post di un misterioso scrittore che risponde al nome di Zagal, ritrovandosi in ogni sua parola, Leonardo tenta di ricostruire con lei un dialogo. Qualcosa che li metta sulla stessa lunghezza d’onda, che li spogli delle paure nascoste, che li faccia sentire meno soli e più padre e figlia.
E poi, una serie di coincidenze. Incontri che fanno riflettere, partenze che ci regalano di più di un panorama, che ci fanno tornare prima, telefonare, piangere e sorridere.
E partire alla ricerca del futuro, quello passato che doveva essere.

Roberto Emanuelli ci racconta una storia costruita usando l’artificio magico delle parole dettate dai sentimenti. Si concentra su quei rapporti che ci sfuggono, quelli che non sai vedere, spiegare, raccontare, pur sapendo che sono nella tua stessa stanza dall’inizio, da che la tua memoria ha avuto luogo.
Questo libro ha un inizio forte: “Il cuore…”. L’autore ha parlato della cosa che, beh sì, ci sta più a cuore. Quel miscuglio di cose che non riusciremo mai a decifrare, che non si studiano da nessuna parte.
Ecco, poi ho avuto il timore che volesse tentare di dare delle risposte troppo soggettive, che nessuno può permettersi di dare, ma che al massimo si possono supporre. Mi ha ricordato qualcosa di simile che lessi tempo fa, qualcuno che si arroga il diritto di dirci cos’è l’amore. Di svelare una verità e di renderla quasi assoluta. Un martellare di intenti catastrofici. Fortunatamente Emanuelli, proseguendo, fa capire meglio qual è il suo intento. Io credo sia quello di arrivare al cuore, senza toccarlo. Ci racconta una storia. Una come tante, ma usando il suo personale dizionario. La storia può piacere, anche no, ma lui costruisce questi personaggi cercando di essere onesto e mai avido di parole. Ne usa tante: interi “dialoghi” con l’io del protagonista, è vero. Ma credo serva in una narrazione in prima persona affinché lo stesso protagonista ci racconti di sé, permettendoci di guardargli attraverso la pelle. In generale questa tecnica a volte mi permette di capire come mi sento io.

Concludo semplicemente dicendovi “Ubriacatevi di baci”.
Che fa bene.
(la Books Hunter Jessica)

Titolo: E allora baciami
Autore: Roberto Emanuelli 
Editore: Rizzoli
Genere: Romanzi
Uscita: 27 aprile 2017
Pagine: 298
Prezzo (cartaceo): € 17,50
ISBN: 9788817093521
Prezzo (ebook): € 8,99
EAN-13 9788858689226
Trama:
L’amore, quello vero, quando arriva te ne accorgi. Ti prende dritto al cuore e alla testa, e a quel punto è già troppo tardi: il tempo, la distanza, le tempeste piccole e grandi, non c’è più niente che possa fermarlo. Ed è impossibile da dimenticare. Lo sa bene Leonardo, che l’ha sentito bruciare sulla pelle e ancora non riesce a liberarsi dai ricordi. Da quando Angela se n’è andata ha avuto tante donne, ma nessuna può sperare di prendere il suo posto. L’amore, adesso, Leonardo lo cerca nelle cose semplici: nei sorrisi soddisfatti dei clienti quando ripara le loro auto; nella musica che ascolta sulla sua Duetto d’epoca o nelle serate con gli amici di una vita. E poi c’è Laura, la figlia di diciassette anni, sempre più bella, ma anche terribilmente distante. Lei l’amore lo impara su internet, nelle parole di blogger che sanno sfiorarle il cuore come quel padre così silenzioso non potrebbe mai fare. Se sua mamma è fuggita, si dice, un motivo ci sarà pure. Già, ma quale? E come scoprirlo? La risposta gliela porterà il destino, al termine di un viaggio sorprendente, che per lei significherà trovare il coraggio di amare, per Leonardo la forza di ricominciare a farlo. Perché anche il più piccolo gesto d’amore è un miracolo, ma quel miracolo bisogna desiderarlo insieme.

L’autore:
Roberto Emanuelli è nato a Roma, dove vive e lavora. Ha esordito con Davanti agli occhi (2016), un piccolo caso editoriale intorno al quale è nata un’appassionata comunità di lettori sui social. Ogni giorno le sue parole sono condivise da migliaia di follower.
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