Una Montagna di Libri: i vincitori del Premio Cortina

Buongiorno Hunters, continua la kermesse letteraria Una Montagna di Libri, a Cortina d’Ampezzo fino al 15 settembre (trovate il nostro articolo qui). 
Nel susseguirsi di incontri con autori, lo scorso giovedì (24 agosto) è stato proclamato il vincitore del Premio Cortina.

Antonella Lattanzi con il suo libro Una storia nera (Mondadori) si è aggiudicata il Premio Cortina D’Ampezzo, mentre Matteo Melchiorre con il suo libro La via di Schenèr (Marsilio) ha vinto il Premio della Montagna Cortina D’Ampezzo.

Antonella Lattanzi (trovate qui la nostra recensione al libro Una storia nera), ha vinto con questa motivazione: “Una costruzione narrativa sottile, delicata ed elegante tanto quanto la sua materia è truce, sanguinosa e terribile. Ma c’è anche il romanzo verità legato alla cronaca di tutti i giorni, ai temi più attuali, nel nostro caso al femminicidio. Un femminicidio però con i segni alla fine invertiti, capovolto. Una vicenda che rimane sino alla fine sul filo del rasoio, sospesa, pronta a cambiare di significato e che anche l’ultima pagina non conclude, ma anzi apre.”


Roma, 7 agosto 2012. Il giorno dopo la festa di compleanno della figlia minore, Vito Semeraro scompare nel nulla. Vito si è separato da qualche tempo dalla moglie Carla. Ma la piccola Mara il giorno del suo terzo compleanno si sveglia chiedendo del papà. Carla, per farla felice, lo invita a cena. In realtà, anche lei in fondo ha voglia di rivedere Vito. Sono stati insieme per tutta la vita, da quando lei era una bambina, sono stati l’uno per l’altra il grande amore, l’unico, lo saranno per sempre. Vito però era anche un marito geloso, violento, capace di picchiarla per un sorriso al tabaccaio, per un vestito troppo corto. “Può mai davvero finire un amore così? anche così tremendo, anche così triste.” A due anni dal divorzio, la famiglia per una sera è di nuovo unita: Vito, Carla, Mara e i due figli più grandi, Nicola e Rosa. I regali, la torta, lo spumante: la festa va sorprendentemente liscia. Ma, nelle ore successive, di Vito si perdono le tracce. Carla e i ragazzi lo cercano disperatamente; e non sono gli unici, perché Vito da anni ha un’altra donna e un’altra quasi figlia, una famiglia clandestina che da sempre relega in secondo piano. Ma ha anche dei colleghi che lo stimano e, soprattutto, una sorella e un padre potenti, giù a Massafra, in Puglia, i cui amici si mobilitano per scoprire la verità a modo loro. Sarà però la polizia a trovarla, una verità. E alla giustizia verrà affidato il compito di accertarla. Ma in questi casi può davvero esistere una sola, chiara, univoca verità?
Titolo: Una storia nera
Autore: Antonella Lattanzi
Editore: Mondadori
Pagine: 249
Prezzo di copertina: € 18,00
Uscita: 28 marzo 2017
ISBN: 978-8804674863

Antonella Lattanzi è nata a Bari nel 1979, vive a Roma. Ha pubblicato i romanzi Devozione e Prima che tu mi tradisca (Einaudi Stile libero). Scrive su “Tuttolibri” e “Il Venerdì di Repubblica”. Per la tv ha collaborato al programma “Le invasioni barbariche”, per il cinema ha scritto le sceneggiature di Fiore di Claudio Giovannesi (nella Quinzaine des Réalisateurs a Cannes 2016) e di 2night di Ivan Silvestrini (in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2016).


Matteo Melchiorre ha vinto con questa motivazione: “Un libro magnifico per scoprire una montagna sconosciuta, riesumandone le tracce più segrete e il lavorio della civiltà, altrimenti condannato all’oblio, e per ripercorrere, in forma di romanzo, l’avventura mentale di uno storico che insegue, come un antropologo, l’origine e il significato del comportamento umano, entro un territorio impervio e però cruciale.”

“Matteo Melchiorre è uno storico recalcitrante. Innanzitutto, fa il possibile per sottrarsi a quel ‘racconto ordinato e sistematico dei Grandi Eventi’ che per molti, nonostante gli sviluppi della scienza storica negli ultimi cinquant’anni, è ‘la Storia’ tout court. E per di più, la maschera e la postura dello Storico sembrano stargli male addosso: a leggere questo suo meraviglioso libro (meraviglioso perché fa apparire meravigliose cose comuni e materiali e quotidiane) lo si potrebbe scambiare per un girovago, un innamorato, un sognatore, un cantastorie – o, come direbbe Dario Fo, un ‘cacciaballe’. In realtà, sotto la svagata andatura della narrazione, il lavoro storico di Melchiorre è ampio, solido e accurato. Ed è grazie a questo serissimo lavoro, sornionamente raccontato come il passatempo di un perdigiorno, che pagina dopo pagina si presenta alla nostra immaginazione e alla nostra conoscenza la vita plurisecolare di due comunità: la città di Feltre, sotto, e gli abitanti del Primiero, sopra: uniti e separati da un passo, lo Schenèr – descritto, a seconda di chi lo attraversava, come ‘gola stupenda’ o ‘orrido abisso’ – che è sempre stato confine e transito insieme, luogo fortificato e cordone ombelicale. Come già nel bellissimo ‘Requiem per un albero’, Matteo Melchiorre riesce qui a soddisfare non solo il nostro desiderio di conoscenza, ma anche le esigenze della sensibilità e dell’immaginazione.” 
Giulio Mozzi
Titolo: La via di Schenèr
Autore: Matteo Melchiorre
Editore: Marsilio
Pagine: 240
Prezzo di copertina: € 16,50 – ebook € 9,99
Uscita: 15 settembre 2016
ISBN: 978-88-317-2453-1

Matteo Melchiorre (1981) ha svolto attività di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Università degli Studi di Udine e presso lo Iuav di Venezia. Si occupa di storia economica e sociale del tardo Medioevo e di edizione di fonti. Autore di numerosi saggi, dedito alla scrittura letteraria, ha pubblicato due opere narrative: La banda della superstrada Fenadora-Anzù (con vaneggiamenti sovversivi) (2011) e La via di Schenèr. Un’esplorazione storica nelle Alpi (2016).

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