Recensione “Il mare dove non si tocca” di Fabio Genovesi

Il mare dove non si tocca non è il posto in cui se non sai nuotare vai sotto e addio.
È piuttosto il posto giusto per imparare a stare a galla.

Agiti le gambe, le braccia, annaspi, bevi anche un po’, ma poi sei a galla, respiri, vivi.
Un po’ come nella vita di tutti i giorni.

Questo libro di Fabio Genovesi è una mano che tiene chiuso dentro di sé il tuo cuore, lo stringe, lo protegge, lo accarezza. Ti racconta la bellezza dell’essere strani, che poi chi può definire chi è strano? La bellezza di essere fuori dall’ordinario. La sicurezza di chi non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno, perché quello che fa e che pensa è del tutto naturale, spontaneo, senza costrizione. La vita va vissuta così, bevendosi un bicchiere di vino con dentro l’essenza del sentirsi vivi e veri. Fabio non beve il vino, è un bambino, ma si beve la vita a grandi sorsate. Giorno dopo giorno cresce, osserva, riflette, impara a nuotare nel suo personale mare.

Fabio vive con i suoi zii-nonni, uomini ruspanti che si contendono il suo tempo, di fatto diventando i compagni di vita e di gioco di un bambino che ignora l’esistenza di un mondo fatto da tanti altri suoi coetanei. Ma poi Fabio ci arriva in quel mondo di bambini e ne resta stupito, affascinato, colpito. Fuori. Fuori dal gruppo, dal branco. E va bene così. Per un po’. O, dopotutto, va bene così e basta, per sempre. Perché Fabio è uno che ci crede alle cose, ci crede tantissimo: crede di avere la bontà e la vocazione a diventare santo, crede che potrà compiere l’unico miracolo che vuole con tutto il cuore, crede di amare Martina La Coccinella, crede che le cose impossibili a volte sono le sole possibili. Crede che se muove forte le gambe e le braccia e annaspa e beve anche un po’, poi è a galla, respira, vive.

Questo libro è talmente pieno di concetti forti e decisi, che tantissime frasi in esso contenuto potrebbero diventare delle storie a sé, storie delle storie.
Con una scrittura generosa e diretta, Fabio Genovesi ci regala un capolavoro di ironia che insegna e commuove, che ci restituisce il valore dell’autenticità dei gesti e dei pensieri. Una storia profonda e delicata, che fa sorridere (e ridere a crepapelle in alcuni momenti), ma che arriva fino in fondo, come al mare dove non si tocca.

(La Books Hunter Barbara)

Fabio ha sei anni, due genitori e una decina di nonni. Sì, perché è l’unico bimbo della famiglia Mancini, e i tanti fratelli del suo vero nonno – uomini impetuosi e pericolosamente eccentrici – se lo contendono per trascinarlo nelle loro mille imprese, tra caccia, pesca e altre attività assai poco fanciullesche.
Così Fabio cresce senza frequentare i suoi coetanei, e il primo giorno di scuola sarà per lui un concentrato di sorprese sconvolgenti: è incredibile, ma nel mondo esistono altri bambini della sua età, che hanno tanti amici e pochissimi nonni, e si divertono tra loro con giochi misteriosi dai nomi assurdi – nascondino, rubabandiera, moscacieca. Ma la scoperta più allarmante è che sulla sua famiglia grava una terribile maledizione: tutti i maschi che arrivano a quarant’anni senza sposarsi impazziscono. I suoi tanti nonni strambi sono lì a testimoniarlo.
Per fortuna accanto a lui c’è anche un padre affettuoso, che non parla mai ma con le mani sa aggiustare le cose rotte del mondo. E poi la mamma, intenzionata a proteggere Fabio dalle delusioni della vita, una nonna che comanda tutti e una ragazzina molto saggia che va in giro travestita da coccinella. Una famiglia caotica e gigantesca che pare invincibile, finché qualcosa di totalmente inatteso la travolge.
Giorno dopo giorno, dalle scuole elementari fino alle medie, il protagonista cerca di crescere nel precario equilibrio tra un mondo privato pieno di avventure e smisurato come l’immaginazione, e il mondo là fuori, stretto da troppe regole e dominato dalla legge del più forte.
Tra inciampi clamorosi, amori improvvisi e incontri straordinari, in un percorso di formazione rocambolesco, commovente e stralunato, Fabio capirà che le nostre stranezze sono il tesoro che ci rende unici e intanto scoprirà la propria vocazione di narratore perdutamente innamorato della vita.
Dopo il successo di Chi manda le onde, premio Strega Giovani 2015, Fabio Genovesi torna con un romanzo luminoso e coloratissimo, divertente e poetico, capace di alternare con straordinaria efficacia i registri e di farci passare in un attimo dal riso alla commozione. Il mare dove non si tocca si legge d’un fiato e resta per sempre nel cuore, insieme alla voce unica del narratore, un ragazzo con la testa piena di domande e il cuore traboccante di storie.

Titolo: Il mare dove non si tocca
Autore: Fabio Genovesi
Editore: Mondadori
Pagine: 324
Prezzo di copertina: € 19,00
Uscita: 5 settembre 2017ISBN: 9788804680857

Fabio Genovesi (Forte dei Marmi, Lucca, 1974) oltre a Esche vive ha pubblicato, per Mondadori, i romanzi Versilia Rock City e Chi manda le onde (Premio Strega Giovani 2015), il diario on the road della sua avventura al Giro d’Italia Tutti primi sul traguardo del mio cuore e, per Laterza, il saggio cult Morte dei Marmi. Collabora con il “Corriere della Sera”, “La Lettura” e “Io Donna”.

Please follow and like us:

Commenti Facebook

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *