Recensione “Ofelia sapeva nuotare” di Rossana Girotto

Acciambellata sulla pietra, sognò di donne dalle bionde trecce che battevano i panni e bruciavano ambra alla Luna. Nel sonno respirò antichi retaggi e ascoltò voci femminili cantare amore, morte, menzogna e verità. 

Un sommesso cinguettare la svegliò, un pettirosso incuriosito da un quel corpo di passero, da quegli occhi color dell’ardesia.

Spesso, sempre più spesso, desiderava essere da un’altra parte. Dublino era solo un luogo in più dove essere altrove. Troppo spesso la sua anima precipitava nel vuoto, i suoi occhi si spalancavano nella visione di un momento, e lo stomaco saliva fino in gola nel desiderio di trovarsi là.

Così adesso guarda fuori dalla finestra, e quel pezzetto di anima le manca molto, anche se il Vento lo tiene sempre con sé e certo ne ha molta cura, perché anche il Vento adora la Bambina con i Capelli di Rame. Ma se ne è innamorato, come si può saperlo? Il Vento innamorato, chi lo ha mai visto? Non si ferma mai, per sempre. Puoi correrci insieme, provare a volare con lui a fianco, costruirti un paio d’ali o una vela per poterlo inseguire. Ma non puoi tenerlo con te, non si può catturare il Vento… nemmeno con un bacio.

Fingo di essere altrove, mi viene bene, sono maestra nell’escapologia sottile, io che non vorrei mai essere nel qui e adesso. Va bene per un po’, ma poi fuggo. Uso odori, immagini, carta e inchiostro come tappeti volanti su cui scappar via.

Non posso controllare la nascita di un sentimento, ma posso decidere cosa farne.

Lo so che uno che annusa le foglie è diverso dagli altri uomini, ma ho avuto paura lo stesso.

Non anime arse per l’eternità, no, ma congelate da amori stanchi, sguardi indifferenti, parole non dette, oggetti presi e mai restituiti. Sentimenti presi e mai restituiti. Bambini presi, e mai restituiti. Ghiaccio che striscia nel silenzio. Nel vuoto di un ti amo mai detto, di un bacio mai dato, di un sorriso negato. Di una passione abortita. È freddo, il dolore.

Lui mi accarezza la schiena, mi bacia le spalle e poi il mio punto più sensibile, appena sotto le scapole. All’attaccatura delle ali. 

Non sanno, gli altri, che gli occhi non servono soltanto per vedere ma anche per farsi vedere. Uno sguardo vale più di mille parole, e come la mettiamo con chi uno sguardo non ce l’ha, e gli restano solo le parole?
Sono queste e sono altre le donne che la Poetrice dipinge su questa tela raffinata che noi amanti del genere chiamiamo libro. 
Racconti di donne dai capelli rossi, determinate, fragili, pronte a tutto per dare senso e vita a quello in cui credono, per la verità dei loro cuori, per la sincerità della loro anima, a volte sciupata. Pronte a incarnare il loro destino pur di essere là dove desiderano essere.
Donne che vanno via, in altre dimensioni, che sono passate e sono passaggio a loro volta. Che attraversano il labile confine del dentro e del fuori.
Donne che vanno verso un altrove sconosciuto, lontano, attraente. E si guardano dentro.
Donne che sono un tutt’uno con la natura, con lo spazio e con il tempo, con gli elementi. Con il lago e con il cielo.
Donne che hanno pietà del mondo, della parte guasta dell’animo umano. Non giudicano, hanno pietà e piangono lacrime bollenti.
Donne come Angeli.
Donne considerate pazze solo perché sono vive, vivono fino in fondo, fino a impazzirne di quella profondità, di quella verità. Occhi. Che guardano e bruciano, e arrivano all’anima.
Con grazia, delicatezza e tanta poesia, Rossana Girotto ci regala sogni e verità, concentrati di parole che contengono mondi lontani e altri così vicini da poterli toccare. Questo libro va letto e rispettato, sfogliato con cura e premura, osservato e annusato, perché contiene l’anima delle donne.
Dipinse parole con le dita fino a tardi, lo scrittore.
E lo stesso fece La Poetrice.
(La Books Hunter Barbara)



Titolo: Ofelia sapeva nuotare

Autore: Rossana Girotto
Editore: Evolvoedizioni
Pagine: 109
Prezzo di copertina: € 14.00
Uscita: ottobre 2017
ISBN: 978-88-98814-21-3



Rossana Girotto, La Poetrice, vive a Sesto Calende, desiderando di stare un po’ a Venezia e un po’ in Irlanda. Vincitrice di diversi concorsi letterari, collabora con stampa locale e web press, ed è speaker radiofonica per NeverWas Radio con la trasmissione “Leggiamoci di torno”. Molti suoi racconti sono presenti in diverse pubblicazioni e antologie. Nel 2014 ha vinto il concorso GialloStresa con “Negatité” pubblicato da Giallo Mondadori.

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