Recensione “Olga di Carta – Jum fatto di Buio” di Elisabetta Gnone

Ci sono storie per ragazzi, per bambini, che sanno raccontarsi bene anche agli adulti; storie che raccontano di mondi, situazioni, personaggi spesso improbabili, ma che riescono a svelare, pagina dopo pagina, alcuni dei tanti enigmi che risiedono lì, dalle parti del cuore.
Siamo fatti di molte cose, dopotutto. Misteri difficili da spiegare, da ingannare, da trovare, da vedere. Possediamo il sereno in mezzo alle nostre tempeste; e nelle risate, il buio. Ci spegniamo e ci accendiamo, con un gesto. Ci lasciamo guardare e poi ci nascondiamo, per difesa.
E se noi siamo fatti di tutto un po’, Jum è fatto di una sola cosa: di buio.
Torniamo a Balicò, da Olga e dalle sue storie, da quella passione per le parole poste una in fila all’altra, racconti che nessuno vuol perdersi, un’immaginazione che chiunque vorrebbe possedere. Questa volta la nostra Olga, la bambina che tutti vogliono ascoltare raccontare, inizia a costruire qualcosa che spiazza gli abitanti della sua piccola cittadina. Sì, perché tutti sono abituati ai viaggi straordinari, come quello di Olga di Carta, ma nessuno è preparato a Jum, che per vivere ed essere felice, si nutre di tristezze, di dolore, mangiandosi le lacrime di chi soffre.
 
La suggestione che crea Olga con la storia di Jum, è tale da sviluppare nel paese una forte tensione: tutti sono convinti di vedere la sua ombra che si avvicina. Ma Jum cos’è? È vero o è uno stato d’animo?
Questa volta Olga si trova in un guaio molto doloroso dovuto proprio a quella storia che tutti vogliono sentire, ma di cui tutti ormai hanno timore. Ma se fosse che il buio fa parte della vita, che non è fatto di carne e ossa, ma che esiste dentro di noi quando ci lasciamo sopraffare dal dolore? Probabilmente, come Olga e come tutta Balicò, ognuno di noi ha il suo personalissimo buio, il suo Jum, che mangia mangia e ride forte, mentre noi ci disperiamo. Non sarà allora il caso di sorridere? Di cercare, anche quando tutto va in frantumi, qualcosa che ci possa far stare meglio?
 
Elisabetta Gnone mi ha regalato serate magiche di lettura. Sono un’adulta che si rende conto, ancora una volta, di quanto sia forte il potere delle storie per i più piccoli, di quanto sappiano dire e dare, usando gli ingredienti più folli, la fantasia più assurda, i personaggi più colorati e le metafore più intelligenti. Incontrare Olga per la seconda volta, è stato ritornare in quel mondo che l’autrice ha costruito così bene, dove tutto sembra incantato, eppur così sincero, da volerci entrare. Una storia toccante e profonda quella di Jum fatto di buio. Un messaggio potente: “… ogni vuoto che si crea è uno spazio nuovo che attende d’essere riempito …”. E allora ciao Jum, va a bere da un’altra parte, noi ci arrediamo di colore.
(la Books Hunter Jessica)
 
Titolo: Olga di carta – Jum fatto di buio
Autrice: Elisabetta Gnone
Editore: Salani Editore
Genere: Narrativa fantastica, bambini e ragazzi
Uscita: 6 novembre 2017
Pagine: 224
Prezzo (cartaceo): € 14,90
ISBN: 9788869183492
 
Il libro:
È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale.
Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto.
Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più.
È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro.
Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere.
Dopo Olga di carta – Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi. 
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L’autrice:
Elisabetta Gnone è nata a Genova e vive sulle colline del Monferrato. È stata direttore responsabile delle riviste femminili e prescolari della Walt Disney, per la quale nel 2001 ha creato la serie a fumetti W.I.T.C.H., destinata a un successo mondiale. Nel 2004 ha pubblicato il primo libro della fortunatissima saga di Fairy Oak, che ha conquistato il cuore di milioni di giovani lettori nel mondo. Negli ultimi anni Elisabetta si è dedicata alla scrittura della nuova serie Olga di carta. Ogni libro è una storia sull’importanza di raccontare le storie, che fra risate, commozione e tenerezza affronta i temi della fragilità, della vulnerabilità e dell’imperfezione che ci rende umani.
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