“Il bambino della neve” di Wlodek Goldkorn: la nuova edizione per non dimenticare

Per il giorno della memoria, che ricorre il 27 gennaio 2018, vi segnaliamo la storia dell’autore Wlodek Goldkorn, che Feltrinelli in questi giorni, ripropone in versione economica. Si tratta di “Il bambino della neve”.

“Una storia senza retorica, ricca di riflessioni personali, talvolta impietosa persino nei confronti di certi atteggiamenti degli ebrei.” (Carlo Francesco Conti, La Stampa – ed. Asti)
“Ma poi, cosa è Auschwitz? Per me, prima di tutto Auschwitz è un cimitero. Il mio cimitero di famiglia”

Titolo: Il bambino della neve / Autore: Wlodek Goldkorn
Editore: Feltrinelli / Genere: Biografie, memorie, storia
Uscita: 11 aprile 2016 (prima edizione) – gennaio 2018 / Pagine: 208
Prezzo (cartaceo): € 9,00 (nuova edizione) / ISBN: 9788807890482
Il libro:
Cos’è la memoria? Cos’è il passato? Cosa resta delle vite e delle morti di chi abbiamo amato, di chi ci ha preceduto? Riflessioni universali, che diventano lancinanti quando si applicano al passato di un ebreo, polacco e comunista, cresciuto nel dopoguerra in una patria che l’ha poi rinnegato.
Wlodek Goldkorn è da molti anni una voce conosciuta della cultura italiana, ha intervistato grandi scrittori, premi Nobel, e raccontato molte storie – mai la sua personale. Quella di un bambino nato da genitori scampati agli orrori della seconda guerra mondiale, che abitava in una casa abbandonata dai tedeschi in fuga, ancora piena di piatti e mobili adornati di svastiche, cresciuto nel vuoto di una memoria familiare impossibile da raccontare e da dimenticare, impossibile da vivere. “Poi, capita che nascano i nipotini. E arriva il momento in cui ci si pone la domanda: come dire loro l’indicibile? Come trasmettere la memoria?” Ecco allora un viaggio di ritorno: a Cracovia, a Varsavia, ad Auschwitz, a Sobibór, a Treblinka. E un viaggio nella memoria, da ricostruire, da inventare, da proiettare nel futuro. Un viaggio che non ha paura di spingersi nel buio più profondo del Novecento, senza perdere la chiarezza dello sguardo, il disincanto di chi sa che ogni ricordo è anche fantasia, che essere figlio dell’Olocausto non significa immedesimarsi nelle vittime ma deve portare alla rivolta.

Premi:
2016 – Premio Sila 49 – Finalista Premio Sila 49
L’autore:
Wlodek Goldkorn è stato per molti anni il responsabile culturale de “L’Espresso”. Ha lasciato la Polonia, sua terra nativa, nel 1968. Vive a Firenze. Ha scritto numerosi saggi sull’ebraismo e sull’Europa centro-orientale. È co-autore con Rudi Assuntino di Il Guardiano. Marek Edelman racconta (1998) e con Massimo Livi Bacci e Mauro Martini di Civiltà dell’Europa Orientale e del Mediterraneo (2001) e autore di La scelta di Abramo. Identità ebraiche e postmodernità (2006). Per Feltrinelli ha pubblicato Il bambino nella neve (2016).
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