Recensione “R come infinito” di Sarah Pellizzari Rabolini

L’infinito è nei tuoi occhi.
L’infinito, te lo crei.
 
Ci sono due mondi dentro ognuno di noi: uno che conosciamo e mostriamo a tutti e uno sconosciuto anche a noi stessi. Spesso quest’ultimo è preda della fragilità, della mancanza, del sentimento, quello più devastante. Forse è per questo che quando parliamo di noi fatichiamo a raccontarci: anche noi ci conosciamo solo a metà, anche noi tentiamo disperatamente di credere in noi stessi, anche quando la testa dice una cosa, mentre il cuore urla la sua indignazione.
Silvia per la sua famiglia è Silviatrallallà: un’eterna adolescente in cerca del suo posto nel mondo. Pronta a scrivere qualsiasi frase le venga cara, intenta a vedere del buono dove non c’è. Insegnante precaria, in lotta col mondo, Silvia lo è, e forse nemmeno quella spensieratezza guasta così tanto, ma anche lei vorrebbe sedersi su un terreno più stabile. Fa di tutto per restare a galla in quella vita che l’ha un po’ delusa, ma che è la sua. Ecco perché nonostante il suo amore folle per Rocco, cerca di andare avanti, trascinandosi. Rocco che è sparito: il loro un amore che sembrava dovesse durare per sempre, invece la droga ha mutato ogni cosa. Lui era troppo dentro per uscirne e per uscirne ha dovuto scegliere. 
 
Ma sarà vero che il tempo guarisce le ferite? Forse in alcuni casi sì, ma in altri, quel tempo in cui tutti crediamo, tende ad allargarle.
Le persone che ci amano riescono sempre a capirlo? No, nemmeno le amiche di Silvia sembrano capire fino in fondo come si senta, ma fanno di tutto per starle accanto e a modo loro intrecciano eventi e parole affinché lei possa prendere una strada diversa, verso l’infinito, verso il cambiamento, verso Filippo.
E poi c’è la scuola, il lavoro che Silvia ama; quei ragazzi che sono tutti piccoli grandi infiniti e Tommaso, uno di loro che impara a usare su suo consiglio la scrittura per liberarsi dai piccoli drammi degli adolescenti, per raccontare e raccontarsi, quando il mondo perde consistenza, o forse quando ne acquista un po’ in più.
 
Sarah Pellizzari Rabolini, ci ha raccontato il suo mondo fatto di parole, scuola e amore. Ha voluto mettere completamente a nudo il suo personaggio principale con tutti i suoi cataclismi interiori, da cui però ha fatto scaturire la forza dell’ammissione, quella che a volte manca: la propria mano tesa a se stessi. Perché se non siamo noi a capire la pericolosità della nostre azioni e dei nostri sentimenti, difficilmente qualcun altro potrà convincerci che stiamo scegliendo male.
La scrittura di Sarah è molto semplice, corredata di frasi, quelle che servono al suo personaggio al fine di spiegarsi la sua storia, ma è anche ricca di verità e cose dell’oggi, del vero oggi. I social, la difficoltà dei rapporti, la scuola e i genitori troppo in un modo e poco nell’altro, le attese infinite di cose inutili, la famiglia, che a volte non comprendiamo, ma che rimane sempre il nostro ramo più fiorito. Dopo un inizio che mi è parso incerto, la lettura è andata via veloce, spedita verso la sua conclusione per me apprezzabile e non scontata. “R come infinito”, fra passato, diari e futuro, dà di sé la giusta dimensione, lasciando spazio ad alcune ore di buona lettura.
(la Books Hunter Jessica)
R come infinito
Titolo: R come infinito / Autrice: Sarah Pellizzari Rabolini
Editore: Edizioni del Loggione / Genere: Romance
Uscita: 7 dicembre 2017 / Pagine: 160
Prezzo (ebook): € 3,99 / EAN-13: 9788893470797
 
Trama:
Silvia ha ventotto anni; non è sposata e non ha ancora un lavoro stabile. È una collezionista di frasi di film e riempie i diari da quando è ragazzina. Sua sorella Costanza l’ha soprannominata “Silviatralàlà” proprio per quel suo essere leggiadra e adolescente, nonostante sia a pieno titolo una donna adulta. Sebbene Silvia cerchi di assumere il ruolo della persona con la testa sulle spalle, il suo passato da adolescente è come un marchio indelebile. Ai tempi del liceo, infatti, la sua relazione con un ragazzo di nome Rocco ha determinato per sempre la sua vita. Lui l’ha soprannominata “Ginger” per quel frizzante che è sempre stato il carattere di Silvia. Tra loro non nasce soltanto un amore intenso, ma un legame capace di determinare il corso degli anni a venire: Rocco, infatti, si drogava, fumava l’eroina e sniffava cocaina, in una Busto Arsizio degli anni Ottanta, quando lo spaccio era frequente tra i giovani della “Busto bene”, figli delle buone famiglie della cittadina industriale in provincia di Varese. 
Rocco avrebbe tutto per essere felice, invece…
L’autrice:
Sarah Pellizzari Rabolini, è nata nel 1972. È diventata insegnante per professione, moglie e mamma per amore e scrittrice per passione. Si è laureata in Lettere Moderne presso l’Università Statale di Milano nel 1998 ed è iscritta all’ordine dei giornalisti pubblicisti di Milano. Ha pubblicato liriche su Agendario del gruppo ScrittoDonna&C dal 1992 al 1998 e sulla rivista Juvenilia durante gli anni bellissimi della gioventù. Nel 1996 ha descritto con le sue liriche le foto di Giovanni Baldoni e Marco Ferloni nel libro “Rwanda e Bosnia. Bambini nella guerra” per l’ONG, Coopi-Cooperazione Internazionale. Dopo anni di letture appassionate, senza mai scrivere nulla, ha riacceso il pc. Sulla rivista “Pagine”, nel maggio del 2013 ha pubblicato alcune liriche di carattere mitologico e nel 2014 ha pubblicato in ebook per Piemme, con il nome di Sarah Rabolini “Per un’estate” che è stato rieditato in cartaceo dalla casa editrice Amarganta, nel giugno 2016, dopo che l’anno precedente il romanzo si è classificato tra i primi sei finalisti dell’omonimo premio. Nel 2015 ha pubblicato in ebook “Amarsi Ancora”, sempre edito da Piemme. Ad agosto 2016 ha ottenuto la menzione di merito al concorso “Gialli di Lago” con il racconto “La vita semplice”. Ha partecipato all’antologia “Italia.Terra d’amori, arte e sapori” con il racconto “Un amore di monumento”, descrivendo Busto Arsizio, città dove vive. Ha seguito diversi seminari di scrittura e ne ha tenuto uno a Milano dal titolo “Come superare il blocco dello scrittore”, con Monica Chiarolanza, sua insegnante di biodanza e meditazione. Ha frequentato nel 2016 un corso di scrittura Class fy della scuola Holden di Torino “La creazione del personaggio”, con l’insegnante-autore Paolo Di Paolo. Ha collaborato con un racconto sulla vita della prima donna designer Eugenia Alberti, all’antologia “Le donne che fecero l’impresa- Lombardia”, edizione Damster Il Loggione, febbraio 2017.
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