#unodinoistamentendo 22 marzo 2018: terzo appuntamento alla ricerca dell’assassino – “Uno di noi sta mentendo” di Karen M. McManu

Buongiorno lettori, oggi 22 marzo 2018, la lettura condivisa di Uno di noi sta mentendo, di  Karen M. McManus, giunge a pagina 179.

Il primo step lo abbiamo raggiunto lo scorso 8 marzo (qui il nostro articolo).
Il secondo, ci aveva portato a pagina 137, lo scorso 15 marzo (qui il nostro articolo).

Prima di tutto, ricapitoliamo:


Simon, studente detestato da molti per via dei suoi post al veleno pubblicati sull’app di sua invenzione SentiQuesta, è stato ucciso nell’aula punizioni del suo liceo, avvelenato dall’olio di arachidi, a cui era allergico, contenuto in un bicchierino di plastica. Nella stessa stanza erano presenti in quel momento Cooper, Bronwyn, Nate e Addy. Tutti loro avevano un motivo per volere la morte di Simon. Ognuno di loro sta mentendo. Ma chi è l’assassino?

Dopo le considerazioni, confuse per la verità, fatte in precedenza, oggi forse si vede una luce in fondo al tunnel.
Ovviamente, siamo ancora alla supposizione pura e semplice, ma dalla lettura sono emersi due dati importanti:

1) Simon era depresso. Forse si comportava da squalo solo perché stava esponendo al mondo il suo disagio. 
Quindi potrebbe esserci lui dietro a tutta questa storia, non solo come vittima, ma burattinaio che muove i suoi personaggi. 
Non è chiaro come o perché, ma è una sensazione che si fa strada piano piano, tra le pagine. 

2) Jake è un ragazzo che nasconde la sua vera natura. 
Aveva iniziato a non piacerci già prima, ma in queste pagine è emerso di più.
Non ci piace il suo atteggiamento nei confronti di Addy e di Cooper. 
Possiamo dire che sembra “sporco”.
Ma per ora non sappiamo di più.

Per quanto riguarda i nostri quattro ragazzi, abbiamo scoperto qualcosa in più su Nate, e finalmente è stato svelato il grande segreto di Cooper.
 

Addy sembra acquisire più sicurezza in se stessa, dopo la separazione da Jake, che la soggiogava.

Bronwyn invece è sempre più invischiata nelle indagini condotte dalla polizia, soprattutto perché sta venendo alla luce il passato di sua sorella Maeve, vittima anche lei di Simon.

Più conosciamo questi ragazzi, e meno ci sembra probabile che tra loro si nasconda l’assassino. Del resto Simon ha fatto del male a troppe persone, in molti gli volevano male.
Quindi, in definitiva, ancora non ce la sentiamo di fare il nome dell’assassino.
E questo è un bene, perché significa che l’autrice ha fatto bene il suo lavoro!
Non ci resta che terminare la lettura del libro e scoprire come andrà a finire…

Se volete partecipare alle indagini, seguite l’hashtag #unodinoistamentendo
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