Editoria: Salone del Libro di Torino “con” o “contro” Tempo di Libri Milano?

Salone del Libro di Torino e Tempo di Libri: i destini delle due kermesse letterarie non viaggiano su binari paralleli, ma continuano a incrociarsi tra le decisioni degli organizzatori e degli editori.

Salone del Libro di Torino contro Tempo di Libri?

L’edizione 2018 del Salone del Libro di Torino ha chiuso con un bilancio decisamente in positivo, sia in termini di presenze, sia per i numeri registrati nelle vendite dei libri. 

I big del settore, dopo aver disertato lo scorso anno, hanno fatto dietrofront e sono tornati sulla piazza torinese, probabilmente incoraggiati dai numeri della fiera nell’edizione 2017.
Sembrava infatti che i big avessero deciso, nel 2016, di evitare Torino a fronte della nuova kermesse sulla piazza di Milano, Tempo di Libri, che ha visto la sua prima alba nel 2017. Ma i dati li hanno spinti di nuovo verso Torino.

Fedeli nel tempo invece i piccoli-medi editori, che hanno voluto confermare la loro presenza sulla piazza storica del capoluogo piemontese. Bene anche loro in questo appuntamento 2018 che si è appena concluso, anche se non sono mancate le polemiche su alcuni bachi organizzativi, proprio a discapito degli espositori più piccoli. Non è infatti tutto oro quello che luccica: sono 30 i piccoli espositori che minacciano di chiedere il risarcimento dei danni per questo “non-salone”. La tensostruttura destinata a ospitarli, organizzata “in emergenza” dopo l’inaspettato overbooking, ha relegato questi editori a margine della fiera, negando loro la possibilità di parteciparvi attivamente, nonostante il costo sostenuto per lo stand, pari ad altri con posizione favorevole.
Gli organizzatori e le istituzioni però non mollano, anzi promettono di lavorare in sinergia per migliorare e crescere ancora, in vista della nuova edizione, che si terrà dal 9 al 13 maggio 2019, sotto la guida di Lagioia e Bray.

E se a Torino si gongola per il successo, a Milano si ingoia la sconfitta.
Sarà che Milano è stata definita la piazza dedicata ai lettori deboli e Torino ai lettori forti, sarà che si pensava al triangolo culturale Torino-Milano-Roma (quest’ultima con Più libri, più liberi), sarà che si auspicava a un allargamento delle opportunità per la cultura piuttosto che a una gara, sarà che il Salone è tradizione e Tempo di Libri innovazione, fatto sta che le due fiere sono vissute un po’ da tutti come esperienze antagonistiche.


Ma allora che si fa?
Tra chi dice di cancellare Tempo di Libri e chi risponde che neanche se ne parla, la storia continua.
A sbrogliare la matassa ci prova l’AIE, che nell’incontro del 17 maggio scorso ha stabilito la necessità di reinventare Tempo di Libri: cambiare i contenuti? Cambiare il periodo? Cambiare il target?
Per ora un nulla di fatto, ma tante proposte e tanta voglia di accontentare tutti, in mezzo a polemiche e frecciate scoccate tra le righe.
In tutto questo, speriamo che vinca la cultura!
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