Recensione “I colori dell’incendio” di Pierre Lemaitre

 

Ci sono dei colori dentro di noi,
sfumature mai viste.
Alcune chiare, altre figlie del nero.
 
Fine anni venti, primi anni trenta. Tutto inizia con un funerale. È quello di Marcel Péricourt, patriarca e proprietario di un’importante banca francese. Un giorno triste per la figlia Madeleine. Un giorno in cui deve esser comunque forte, per tutto quello che verrà. Per le conseguenze e le incombenze.
Il corteo è pronto quando succede l’impensabile, qualcosa che sconvolgerà quel giorno ancor più di quel che quella morte ha già fatto. Un volo, un tonfo. Lo sguardo di Madeleine, la folla impietrita e poi la corsa in ospedale e il tremendo responso: vivo, ma con conseguenze irreversibili. La nuova vita della figlia del grande Marcel sarà quindi travolta da una serie di eventi diretti e indiretti, che la metteranno a dura prova, soprattutto con suo figlio Paul. Le persone di cui si fida, difficilmente accetteranno una donna al comando di una banca, né il secondo rifiuto alla proposta di matrimonio. La vita di Madeleine dovrà necessariamente scontrarsi con ognuna delle persone che le stavano accanto. In una sorta di vendetta, colpirà ognuno di loro come si merita, cercando di mantenere il controllo di se stessa per non cadere vittima della sua stessa fame di giustizia personale e non solo. In tutto questo, saprà trovare dei compagni di vita sinceri, affezionati. Alcuni di loro saranno un aiuto concreto anche per Paul, che si appassionerà prima di musica e poi di pubblicità. Una storia tutta francese, con punte reali, che si fa divorare per quanto meravigliosamente narrata.
 
Pierre Lemaitre ha scritto un libro importante, potente, convincente. Ha preso la storia francese ne ha fatto buon uso e suo uso. Ha fatto ciò che fanno i bravi scrittori: ha osato, inventato, si è ispirato e infine ha colto nel segno, e lo ha lasciato. Sono entusiasta di averlo letto. Finirlo è stato un colpo al cuore. Succede poche volte di trovare un libro che non vorresti mai finire, ma che devi finire per sapere cosa accadrà a ogni personaggio, perché ad ogni personaggio ti sei affezionata in modi diversi, ma lo hai fatto. Madeleine è una donna apparentemente incapace, una donna educata a non capire di politica e di affari, ma che alla fine rimetterà alle loro responsabilità tutti. È ammirevole. È un film questo libro; dovrebbe diventarlo. A Paul ti affezioni non per la sua condizione, ma per come la saprà gestire, cioè non gestendola. Paul va avanti, da un certo punto in poi prosegue e cresce e la conseguenza del crescere è vivere ciò che gli piace, cercare ispirazione, diventare qualcuno. Vladi, beh, lei è adorabile, anche se capisci la metà delle cose che dice in polacco. Non imparerà mai il francese, è questo a renderla ancor più mitica. Ho trovato la sua immagine in me, quando arrampicata su una sedia staccava la scenografia per la grande diva Solange Gallinato. Solange che fin dalla sua entrata in scena avrà soprannominato Paul in mille maniere diverse facendosi amare solo per questo. Ma è alla sua fine che compie il grande gesto, e allora pensi che è coraggiosa, ammirevole. E Paul la terrà nel suo cuore, idolatrandola sempre e apertamente. C’è anche il signor Dupré in queste vicende, prima assunto per uno scopo e poi amante amato, complice, aiutante, colui che non va via, ma resta al fianco. Ci sono poi tanti altri personaggi, inizialmente compagni poi nemici. Madeleine imparerà che nella vita prima di tutto c’è la sete di denaro e spesso può vincere sulle amicizie, sulle parentele, sull’affetto.
 
Questo è un gran libro e reca in sé una grande storia. Ricca di dettagli, di avvenimenti, una storia studiata nei particolari, fatta bene. Unica. Scritta in maniera impeccabile.
“I colori dell’incendio” deve farvi necessariamente compagnia la sera, prima di dormire.
(La Books Hunter Jessica)
Titolo: I colori dell’incendio
Autore Pierre Lemaitre
Editore: Mondadori
Genere: Romanzo
Cartaceo: € 20,00 / Ebook: € 9,99
Pagine: 500
Uscita: 4 settembre 2018

 

 
Febbraio 1927. La Parigi che conta assiste al funerale del banchiere Marcel Péricourt. La figlia Madeleine deve prendere le redini dell’impero finanziario di cui è l’erede, ma il destino decide diversamente: suo figlio Paul, un bimbo di sette anni, compie un gesto inatteso e tragico che la porterà alla rovina.
Posta di fronte alle avversità, alla cattiveria degli uomini, alla cupidigia della sua epoca, alla corruzione e all’ambizione del suo ambiente, Madeleine dovrà fare ricorso alla sua intelligenza e a tutte le sue energie, ma anche a soluzioni machiavelliche, per sopravvivere e ricostruire la sua vita. Compito reso ancora più difficile dalle circostanze, in una Francia che osserva, impotente, i primi colori dell’incendio che devasterà l’Europa.
I colori dell’incendio è il secondo attesissimo romanzo della trilogia inaugurata con Ci rivediamo lassù – premio Goncourt 2013, tradotto in ventisei lingue e un milione di copie vendute nel mondo -, un’opera in cui ritroviamo appieno il talento straordinario, l’originalità visionaria e la lingua immaginifica di Pierre Lemaitre.
 
Pierre Lemaitre, nato a Parigi, ha insegnato per molti anni letteratura e ora è scrittore e sceneggiatore. Con i suoi romanzi, tutti premiati da critica e pubblico, si è imposto come uno dei grandi nomi della narrativa francese contemporanea. Le sue opere sono tradotte in più di venti lingue e i diritti sono stati acquistati dal cinema. Mondadori ha pubblicato la serie noir del commissario Verhoeven, Irène, Alex, Camille e Rosy & John, nel 2014 il romanzo Ci rivediamo lassù, e nel 2016 Tre giorni e una vita.
(Fonte: LibriMondadori.it)
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