Golnaz Hashemzadeh Bonde scrive “Un popolo di roccia e vento”: la ricerca di radici solide, una storia che ci unisce tutti

Un libro che non potevamo non segnalarvi e mettere nella nostra lista delle prossime letture.
Una scrittura, quella di Golnaz Hashemzadeh Bonde, definita potente, schietta e chirurgica. E una storia che parla di origini, una storia che ci accomuna tutti.
Mia nipote non sarà come me.
Sarà una creatura di radici, non di sabbia.
Vivrà nello stesso luogo in cui è nata.
Avrà solide radici piantate nella terra.
Sono stata io a dargliele.
È stata la mia fuga a renderlo possibile.

Un popolo di roccia e vento – Golnaz Hashemzadeh Bonde
Titolo: Un popolo di roccia e vento
Autrice: Golnaz Hashemzadeh Bonde
Editore: Feltrinelli
Genere: Narrativa
Cartaceo: € 16,00 / Ebook: € 9,99
Pagine: 208
Uscita: 27 settembre 2018
Teheran, 1978. Nahid conosce Masood la sera in cui viene ammessa all’università di Medicina. Entrambi diciottenni, hanno nelle vene il fuoco della passione e della giovinezza, di chi si sente invincibile perché è certo di essere nel giusto. La rivoluzione li infiamma. Di giorno studiano, di notte sgattaiolano per strada a distribuire volantini, discutono di libertà e democrazia e si battono per rovesciare il regime dello scià. Sanno di rischiare la vita, ma si sentono immortali: gli iraniani sono una stirpe di roccia costretta a vivere nel sottosuolo, ed è tempo di uscire allo scoperto.
Quando però la violenza esplode minacciando di distruggere tutto, sono costretti a fuggire abbandonando famiglie e compagni di lotta.
Trent’anni dopo, a Nahid restano solo pochi mesi da vivere. O così dicono i medici, perché lei non è tipo da arrendersi facilmente. Mentre ripercorre le tappe che l’hanno portata dall’Iran in Svezia, analizza anche i sacrifici, le speranze e le disillusioni, il rapporto con la figlia Aram e con il suo tempo.
Nahid, Masood e i tanti che come loro sono dovuti fuggire, una generazione di sabbia trasportata dal vento. Aram e i giovani che come lei sono cresciuti in un nuovo paese, figli del vento ma con solide radici.

Golnaz Hashemzadeh Bonde, nata in Iran nel 1983, è fuggita in Svezia con i genitori quando era ancora bambina e vive a Stoccolma con il marito e i figli. Si è laureata alla Stockholm School of Economics, dove è stata la prima donna di seconda generazione a dirigere il prestigioso comitato studentesco dell’università, oltre a essere scelta come una dei 50 Goldman Sachs Global Leaders. Ha fondato ed è presidente di Inkludera Invest, un’organizzazione non profit che si batte per sconfiggere l’emarginazione sostenendo giovani imprenditori in campo sociale. Feltrinelli ha pubblicato Un popolo di roccia e vento (2018), il suo secondo romanzo, un caso editoriale in corso di traduzione in venticinque paesi.
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