“Io odio Internet. Un romanzo utile” di Jarett Kobek: un libro da non perdere!


Dal 4 ottobre è in libreria per Fazi un romanzo particolare, attualissimo, che sta incuriosendo il popolo dei lettori. Parliamo di “Io odio Internet. Un romanzo utile” di Jarett Kobek.

Uscito in sordina con autopubblicazione, è giunto al New York Times, che lo ha trovato fantastico:

«Un’invettiva politica e culturale, un grido prolungato sul potere e sulla moralità nell’era globale. Uno sguardo dentro una mente vivace, in ebollizione. Questo libro ha un’anima, ma ha anche le palle… Il mio consiglio? Sconnettetevi da Twitter per un giorno. E leggete questo».


La critica lo esalta e già da poche righe si intuisce il taglio irriverente:

«Internet era un’invenzione meravigliosa. Era una rete informatica che gli esseri umani usavano per ricordare ai loro simili che erano degli schifosi pezzi di merda».


“Io odio Internet. Un romanzo utile.” di Jarett Kobek, Fazi

Titolo: Io odio internet. Un romanzo utile.
Autore: Jarrett Kobek
Editore: Fazi
Pagine: 332
Prezzo di copertina: € 18,00 – ebook € 11,99
Uscita: 4 ottobre 2018
ISBN: 9788893254434

Adeline è una quarantacinquenne semifamosa per aver pubblicato un fumetto di successo negli anni Novanta. Vive a San Francisco. Invitata a parlare in un’università, finisce sotto attacco sui social network per aver «commesso l’unico peccato imperdonabile del ventunesimo secolo», ossia non rendersi conto che qualcuno la riprendeva mentre esprimeva quello che pensava. Bisogna tenere conto che Adeline 1) è una donna in una cultura che odia le donne, 2) è semifamosa e 3) ha espresso un’opinione poco popolare. E vive nell’era Internet. Adeline diventa così un trend su Twitter, e quindi se ne occupa la stampa, incapace di svolgere un lavoro più serio. Adeline diventa il bersaglio degli hater. E dagli insulti sessisti e razzisti, gli unici a guadagnarci sono Google, Facebook e Twitter, che vivono della pubblicità e dei contenuti creati dagli utenti, delle loro opinioni inutili, spesso ipocrite e compiaciute, sfruttate appieno per le inserzioni pubblicitarie che fruttano patrimoni enormi a degli «antisociali privi di eumelanina nello strato basale dell’epidermide» (ossia bianchi) come Mark Zuckerberg, Steve Jobs e pochi altri, signori feudali per i quali «le parole sono il grasso che olia gli ingranaggi del capitalismo»…

Io odio Internet è un romanzo esilarante concepito da una mente geniale, un bestseller controcorrente che fa a pezzi tutti i grandi paradossi dell’era Internet.

«Un’anatomia eccitante, spassosa e crudele della cultura tecnologica e, in generale, del mondo moderno. Ricorda molto Kurt Vonnegut».
The Guardian

«Questo libro succinto, sorprendente, infinitamente consapevole è l’Infinite Jest dell’era di Twitter. Oh, ma è anche il Kurt Vonnegut, lo Swift e il Voltaire dell’era di Twitter. Uno spasso».
The Times

«Potrebbe esistere un Houellebecq americano? Jarett Kobek ci si avvicina, nel fervore dei suoi attacchi alle vacche sacre di questa nostra era segretamente vittoriana. Un libro che ho divorato».
Jonathan Lethem

Le CacciaLibri: “Io odio Internet. Un romanzo utile” – Books Hunters Blog.

Jarett Kobek
Trentottenne americano di origine turca, vive in California e ha all’attivo un’autobiografia immaginaria di Mohamed Atta (Atta) e altri brevi scritti d’arte. Dopo un articolo lusinghiero del «New York Times», Io odio Internet è uscito dalla sua vita virtuale di autopubblicazione ed è diventato un successo internazionale. Al romanzo, finalista al Gordon Burn Prize, è seguito il prequel The Future Won’t be Long.

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Commenti Facebook

  1. Penso che un autore possa – anzi, debba – affrontare anche i temi più importanti per i nostri tempi, quindi anche la Rete e le dinamiche che la muovono, se se la sente.

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