Recensione “Il volo dei cuori sospesi” di Elvia Grazi

La sofferenza più nera 
è capace di cambiarci irrimediabilmente. 
Ci sono delle vite da riavvolgere, vite incapaci di resistere al tempo, agli scossoni della terra sui cui camminano. Ci sono storie che andrebbero vissute per poterle capire veramente. Per qualcuno ci sono sconti, per altri no. 
In questa storia il cuore rimane in sospeso fra le persone. Alcuni lo tendono, altri se lo riprendono. Per qualcuno deve stare ben protetto, dentro la gabbia toracica, per altri è bene usarlo, farlo fruttare, donarlo, moltiplicarlo. 
Ariele e Rebecca sono due gocce gemelle. Sorelle e figlie di Giuditta, soprannominata la stria, la strega, per via delle sue non capacità che la portano a sfruttare qualche sogno premonitore di Ariele. In realtà, cerca solo di far mangiare la sua famiglia. Ariele è tranquilla, timida, obbediente. Rebecca, al contrario è un’anima in subbuglio: lei vuole tutto dalla vita e vuole arrivarci usando la sua intelligenza, la sua sete di sapere. Così distanti, ma così legate. Un destino pronto a separarle, crudele e senza ritorno. 
Giuditta dovrà fare una scelta: loro sono ebree. Qualcuno fa la spia. Si trovano in pericolo. La loro madre potrà salvarne solo una. L’altra finirà nei campi di concentramento insieme a lei. E allora eccolo il cruccio di una madre, che perirà proprio in quei campi, incerta sul destino della figlia, separate appena scese da quel vagone maleodorante. 
Rebecca ha un carattere tenace, forte, eppure nonostante tutto, Auschwitz la cambia. Si salva solo col corpo, perché la sua anima non sarà più la stessa, nemmeno quando rivedrà Ariele, nemmeno quando resterà incinta della bambina che chiamerà col “pesante” nome di Catena. Nemmeno quando pensava che l’amore l’avrebbe salvata. 
“Il volo dei cuori sospesi” racconta di una frattura nel cuore. Un’indelebile marchio di dolore numerico, una partita vinta, ma persa con se stessi. È un romanzo dalle molteplici voci; i personaggi si alternano raccontando al lettore in prima persona dei loro pensieri, dei crolli, delle loro rinunce, delle piccole lodi, della loro strada. 
Ariele e Rebecca camminano entrambe su strade dissestate, e pur essendo figlie della stessa donna e gemelle, mostrano quanto sia complicato questo tipo di rapporto, e quando si sentano distanti nei modi e nei tempi, nei gesti e nelle reazioni. Rebecca si fa terra bruciata prima e dopo, mentre Ariele cerca di coltivare quello stesso terreno rendendolo fertile e fiorito. È uno scontro continuo, una lotta senza parole e a distanza chilometrica. Niente riesce a far sciogliere il ghiaccio intorno al cuore di Rebecca, indurito dalla guerra, neppure la nascita di Catena.
Non voglio rischiare di raccontarvi troppo. Qualche riflessione però mi è necessaria. 
Davvero possiamo capire il dolore, quello fisico e morale, quando questo non ci tocca in prima persona? Possiamo veramente immedesimarci e capire come cambia le persone e cosa possiamo fare per affrontare quel genere d’ispessimento? Forse non lo sapremo mai, potremo solo supporre di capire, interpretando parti che non ci competono veramente. 
Magari si tratta di buttare il cuore avanti, nudo e consapevole. 
 
La scrittura di Elvia Grazie è semplice, diretta. La storia narrata è l’elaborazione di più realtà. Un’ambientazione nota, difficile, devastante, che però non porta via spazio ai sentimenti dei protagonisti e che trova sviluppo solo in una parte del libro, pronta a seguire le tracce del dopo, del futuro. 
Questa però è anche la storia di una famiglia intera e poi distrutta, poi in costruzione e ancora soggiogata dalle brutture di persone ed eventi. E come tante altre, è una storia da scoprire, da leggere. 
(la Books Hunter Jessica)
 
Il volo dei cuori sospesi – Elvia Grazi
Titolo: Il volo dei cuori sospesi
Autrice: Elvia Grazi
Editore: Garzanti
Genere: Romanzo
Cartaceo: € 17,60 / Ebook: € 9,99
Pagine: 336
Uscita: 6 settembre 2018
Le gemelle Ariele e Rebecca, di origine ebraica, non potrebbero essere più diverse. La prima, occhi così limpidi che ci si può vedere attraverso, è timida e schiva; la seconda, penetranti occhi verdi, è una ribelle pronta a sfidare tutto e tutti pur di non subire la vita. Ma Ariele possiede un talento che Rebecca non ha: fa sogni premonitori. Una fortuna e una condanna, perché spesso le cose che vede accadono senza che lei possa impedirlo. A nulla, infatti, servono quei sogni quando l’odio nazista si riversa sul paese in cui hanno trovato riparo. Così, la loro madre Giuditta si trova costretta a prendere una decisione cui nessuno dovrebbe essere chiamato: può salvare solo una delle figlie. E sceglie di salvare Ariele, affidandola alle cure di un’amica, e di portare con sé ad Auschwitz Rebecca, convinta che il suo carattere forte potrà salvarla. Una decisione che lascia un segno indelebile nella storia di tutta la famiglia. Negli anni a venire, Rebecca, che sopravvive all’orrore dei campi, chiude il suo cuore al mondo e decide che a nessuno sarà più permesso di calpestarlo. Al contrario, Ariele cerca di non sprecare l’occasione che le è stata offerta. Accoglie l’amore che le viene dato e se ne fa portavoce nella vita di tutti giorni. Senza mai tirarsi indietro. Anche quando Rebecca, con la quale non è più riuscita a ricostruire un rapporto, bussa alla sua porta e le chiede di occuparsi di una figlia, la sua, che non riesce nemmeno ad abbracciare, una bimba cui ha voluto dare un nome che racconta tutta una storia: Catena. Talvolta i ricordi sono come sassi che possono trascinarci a fondo, bloccando in un freddo, sincopato respiro gli ingranaggi del cuore.
 
Elvia Grazi – Biografia
Elvia Grazi ha diretto diversi settimanali e collaborato con 37 testate nazionali, da «IO Donna» del «Corriere della Sera» a «Vanity Fair» e «Donna Moderna». Per oltre trent’anni, ha pubblicato racconti e romanzi a puntate su vari settimanali. Ha debuttato in narrativa con Lasciami contare le stelle (2014). Il volo dei cuori sospesi è il suo nuovo romanzo.
(Fonte: Garzanti.it)
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