Recensione “La luce che resta” di Evita Greco

Siamo quel raggio di sole.
Quello che resta e combatte fino all’ultimo, quando arriva sera.
C’è un momento, nella vita di tutti, in cui tutto si inclina. Un attimo lungo, in altre occasioni fugace, ma comunque un attimo.
C’è un istante, nella nostra vita, in cui non sappiamo più riconoscere la nostra forma, la nostra dimensione, il nostro colore. Un attimo segnante, che resta, e resta come buio appiccicato in fronte, negli occhi, sulla pelle. Qualcosa di straordinariamente forte, che pianta le sue radici da qualche parte dentro di noi. Un buio che nasce da noi, ma viene dall’altrove, da qualcuno che forse ce lo passa, inconsapevolmente. Persone che ci amano, ma che non sanno farlo che così. Un buio che però in fondo a sé, reca la luce, quella che mai e poi mai ci abbandona. Uno quota irreversibile di luce di noi, dentro di noi.
Filomena, Marco. Carlo, Cara. Ognuno di loro ha per sé uno spazio di buio e uno di luce. Poi c’è Vita, lei è luce per tutti loro. Anche quando ancora non lo sanno e non la conoscono.
Uomini e donne pieni di amore, macchiati dal dolore. Trovati dal senso di colpa, reduci di guerre con il sentimento e l’affetto. Una cosa accomuna alcuni di loro, Filomena, Carlo e Cara e talvolta Vita : un treno, il 12047. Un punto in cui quel treno si inclina e il fiato sospende la sua corsa, al contrario del treno. Un punto che non fa paura o forse sì.
Loro sono su quel treno.
Direzioni diverse forse, ma crepe quasi simili.
Filomena racconta una storia, ogni volta una diversa. La racconta agli altri passeggeri, estranei. Carlo e Cara osservano quella donna con il tailleur rosa, forse appena stretto, mentre racconta e se Carlo rimane serio e invisibile, Cara, al contrario, vorrebbe ascoltare ancora e ancora, sedersi vicino a Filomena e farsi dire tutta la storia che resta.
La storia di Filomena arriva davvero da un posto lontano. Un posto non fisico. Un posto nella sua mente, lasciato vivere, come fosse oggi. La sua storia comprende una scatola di ricordi, come un fermo immagine, una visione dolorosa dell’insieme e dei pezzi che sono andati in frantumi, quelli che Marco, suo marito, ha tentato per così tanto tempo di non vedere. Questo l’ha consumato. E allora a un certo punto, si è dovuto arrendere, ammettendo di dover salvare chi quei pezzi non li vedeva ancora per ciò che erano, perché solo un bambino. Quel bambino poi è cresciuto e non ha saputo capire perché il sorriso di sua madre non c’era mai quando c’era lui. Ha pensato di averne colpa, di doverle tutto, mentre Marco sembra non volerle dare più nulla.
Cara invece incrocia la sua vita di giovane mamma di Vita, quella che la luce ce l’ha sempre, con Carlo, ed è in quel frangente che lui inizia a pensare alle quote d’irreversibilità di ognuno di loro e sempre in quel frangente capisce di aver qualcosa di “suo” da perdere. Ecco allora che ha paura più di prima e si arrabbia più di prima e tutto quel che voleva fare per “salvare” sua mamma, subisce scossoni inaspettati.
Cara e Vita sono la sua luce. Forse non solo la sua. Ma questo lo capirà mentre cammina, seppur stando fermo, dopo aver compreso a chi appartiene la copertina rosa, perché sua mamma non sorride e perché Vita si chiama Vita.
Evita Greco ha scritto una dedica a tutte le mamme, a tutte le donne che hanno o non hanno figli, che sorridono e non sorridono. Trovo abbia fatto un lavoro delicato, che tocca profondamente. Questa storia, che all’inizio mi era sembrata normale, in realtà ha dalla sua parte un linguaggio e una carica di sentimento notevole. La forza e insieme la fragilità, la dolcezza e insieme l’amarezza del vivere. Ogni personaggio ha il compito di mostrare le facce di una vita a volte disonesta, ma capace di compensazione. La narrazione fra passato e presente, spiega ognuna di quelle facce, in maniera sincera. “La luce che resta” è un romanzo toccante, che apre il pensiero alle storie degli altri, che ci invita all’ascolto, alla considerazione delle crepe altrui e ci sprona a far qualcosa per mettere sempre insieme i pezzi, per ritrovarci anche quando siamo rotti, feriti, ormai disillusi. Ecco, io trovo che leggere queste storie, non solo ci dia la dimensione di noi e ci regali spaccati della nostra stessa vita attuale e non, fra le pagine, ma che ci ricordi anche che insieme alla quota di buio, che è prepotente e sembra non lasciarci mai andare, abbiamo anche una quota importante di luce con cui combatterlo, il buio. Lo dice bene il titolo: è la luce che resta, e resta in ogni caso.
(La Books Hunter Jessica)
 
Titolo: La luce che resta
Autrice: Evita Greco
Editore: Garzanti
Genere: Romanzo
Cartaceo: € 17,90
Pagine: 288
Uscita: 13 settembre 2018

 
La luce che resta – Books Hunters Blog
Il paesaggio scorre veloce al di là dei grandi finestrini. Come ogni giorno, Carlo è sul treno. Non è lì per andare al lavoro. È lì per seguire sua madre. Nel breve spazio che intercorre tra una fermata e l’altra del convoglio regionale, Filomena rivive il ricordo che le è più caro: un viaggio in moto, con il vento tra i capelli, stretta a quello che sarebbe diventato l’uomo della sua vita. Carlo è lì per proteggerla, per prendersi cura di lei. Come lei non è mai riuscita a fare con lui, ma come lui fa da sempre. Come si è ripromesso di fare sin da quando era bambino. Come fa ancora oggi, trent’anni dopo: la sua vita è come bloccata, frenata dal legame, troppo stretto, con la madre. Troppo radicato nelle pieghe del tempo. Fino al giorno in cui, su quel treno, Carlo incontra una donna, Cara, e la sua bambina. Qualcosa di magico le unisce. Un linguaggio unico, fatto di storie raccontate, di risate, di gesti semplici, di allegria. Tutto ciò che Carlo non ha mai vissuto, e che fa nascere in lui il desiderio di far parte di quell’amore, di riceverne anche solo un piccolo pezzo. Perché anche un piccolo pezzo può essere sufficiente. A mano a mano che i due si avvicinano, in Carlo riaffiorano sentimenti dimenticati da tempo. Sentimenti difficili da ascoltare o da negare. Eppure, proprio grazie alla dolcezza di Cara e di sua figlia, Carlo fa finalmente i conti con sua madre. Con l’infanzia che l’ha fatto diventare l’uomo che è ora. Con i suoi pregi e i suoi difetti. Ma soprattutto scopre un segreto sepolto nel passato della sua famiglia. Un segreto che, come una crepa, aprirà un varco nella sua anima per permettere alla luce di penetrarvi ancora.
Evita Greco – Biografia
Evita Greco ha fatto diversi lavori. Quando era bambina ha deciso che avrebbe letto tantissimi libri e che ne avrebbe scritto almeno uno.
(Fonte: Garzanti.it)
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