Recensione “Vox” di Christina Dalcher

 

Senza voce,
siamo al buio.
Il silenzio
è rumore che distrugge.

Cento parole al giorno. Non una di più. Di meno va bene. Una legge, più che una regola. Un dovere, nessun diritto. Un mondo dove le donne non possono parlare, dove si torna al potere degli uomini, dove i ruoli tornano quelli di un tempo, un tempo di valori avversi, sbagliati, penalizzanti. Un tempo che vieta di “essere” al femminile, che sottomette. Una dittatura moderna, voluta da uomini moderni. Un dolore che torna. E segna.

Una nuova idea di potere. Gli sconvolgenti nuovi anni che toccano la famiglia di Jean McClellan e più in generale tutte le famiglie americane. Da qualche tempo le femmine sono ridotte al silenzio, educate alla sottomissione, al servizio; niente più letture, lavoro, scrittura, passaporto. Nessuna cultura, se non quella di essere brave madri e mogli. Annullate e costrette a non andare oltre le cento parole al giorno, pena una scossa elettrica che aumenta d’intensità a ogni parola di troppo. Un braccialetto come contatore, messo al polso come una moderna e colorata manetta.
Una ferita che ogni giorno si apre sempre più, soprattutto quando si è donne come Jean, incapaci di accettare di non poter essere più parte attiva della società, di vedere la propria figlia di sei anni perdersi gli anni migliori in cui si impara proprio domandando e parlando.
E mentre il Movimento per la Purezza mieterà vittime, facendo portare chi sa dove quelle donne che non seguiranno alla lettere le ferree leggi del nuovo Presidente, Jean maturerà l’avversione per tutto il sistema, cercando un modo per ribellarsi, attraverso anche quel passato, quello in cui ancora studentessa poteva parlare, in cui era libera. Il ricordo di quella Jackie, amica e già portavoce di battaglie che a Jean sembravano solo perdite di tempo, è prepotente, le smuove la consapevolezza del suo fallimento di allora come cittadina: una delle tante persone che hanno lasciato andare le cose, che hanno in qualche modo contribuito alla condizione attuale.
Un’occasione di fare qualcosa, di redimersi, arriva quando Jean viene costretta, “grazie” al suo vecchio titolo, ad aiutare il presidente, continuando così una ricerca in campo medico che potrebbe salvare non solo lui. Un’imperdibile possibilità di ribellione che inevitabilmente l’allontanerà da suo marito Patrick, permettendole di ritrovare persone che non pensava avrebbe più frequentato in un laboratorio, fra cui l’uomo di cui è segretamente innamorata. Non mancheranno scossoni e colpi di scena.

Mi fermo qui. Rischio di raccontarvi troppo di questa storia. Vox ha fatto centro. Un’idea avvincente. Diversa. Che fa riflettere. Narrato bene. Una condizione passata, che da qualche parte, lo sappiamo, ha ancora radici dure da estirpare anche oggi. Non solo in termini di luoghi, ma di animi, pensieri, convinzioni.
Vox ha il potere di farti provare. Parli e conti. Nel periodo di lettura, non puoi farne a meno. Ti immedesimi, immagini cosa ti sarebbe tolto; la risposta è la dignità e più in generale, tutto.
Questo libro tocca moltissimi temi attuali, tra cui l’importanza e il peso che dovremmo darci come individui pensanti e votanti. Non solo, l’attenzione che dovremmo avere nei confronti nostri e di chi ci sta intorno. Il non lasciare andare tutto come sta andando, ma combattere per la libertà, anche quando ci sembra di averla già fra le mani. L’affermazione dei nostri diritti, senza negare mai i nostri doveri.
Dopo Hunger Games e molti altri, anche Vox dovrebbe avere il suo futuro cinematografico. Mi piacerebbe. Intanto ha il suo finale, duro e deciso. Da leggere. Su cui riflettere.
In fondo si tratta di avere voce in capitolo, come diritto. Di usare la voce per far riflettere e interrogare, per rispondere e accarezzare. Dopotutto anche le mani, hanno una voce tutta loro.
(la Books Hunter Jessica)

Vox, Christina Dalcher – Editrice Nord

Vox, Christina Dalcher – NordTitolo: Vox
Autrice: Christina Dalcher
Editore: Nord
Genere: Narrativa distopica
Cartaceo: € 19,00 Ebook: € 9,99
Pagine: 414
Uscita: 6 settembre 2018

Vox, Dalcher – Books Hunters Blog, photo Instagram

Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere. Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto. Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l’unica che ora ha la possibilità di ribellarsi. Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne. Limite di 100 parole raggiunto.

Christina Dalcher – Biografia

Christina Dalcher si è laureata in Linguistica alla Georgetown University con una tesi sul dialetto fiorentino. Ha insegnato italiano, linguistica e fonetica in diverse università, ed è stata ricercatrice presso la City University London. Vive negli Stati Uniti e, quando possibile, trascorre del tempo in Italia, soprattutto a Napoli. Vox è il suo romanzo d’esordio.

Please follow and like us:

Commenti Facebook

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *