Recensione “Il ponte d’argilla” di Markus Zusak

Se pensate che siamo noi ad attraversare i ponti, beh sappiate che a volte sono i ponti ad attraversare noi.

I sentimenti sono ponti, sono la nostra essenza. Ci trapassano e ci nutrono. A volte siamo bravi a costruirli e a volte siamo incredibilmente abili a demolirli. Ed è così che arrivano a definire ciò che siamo.

A raccontare questa storia è Matthew, il primo dei fratelli Dunbar, seduto al tavolo della cucina di quella casa in Archer Street in cui è cresciuto, in cui è stato felice e in cui ha patito il dolore e la perdita. Scrive Matthew e in ogni frase di questo suo libro si avverte la tenerezza dell’amore puro, ruvido in superficie ma tanto dolce in profondità. Lo si immagina pestare sui tasti della vecchia e bellissima MDS, intenzionato a rendere giustizia alla grandiosità delle esistenze delle persone che gli sono state accanto. Ogni volta che batte un tasto della macchina da scrivere è come se emettesse una nota di acuta malinconia, proprio come faceva il vecchio pianoforte verticale che sua madre Penny gli ha insegnato a suonare.

Matthew si concentra su Clay, il quarto dei fratelli Dunbar, quello taciturno e sorridente. Impossibile raccontare di lui senza parlare di tutte le vite che gli sono gravitate intorno. Gli altri fratelli Dunbar, Hanry, Rory, Tommy. Penny e Michael Dunbar, i genitori. Abbey. Carey. E persino gli animali della famiglia, tra cui il mulo Achilles, tutti portatori di nomi degli antichi miti greci, in omaggio all’Odissea e all’Iliade, i volumi da cui Penny non si separava mai. Erano il patrimonio più importante per lei, ciò che la legava alle sue origini e al ricordo del suo passato. Ne leggeva passi e brani ai suoi figli, sempre, finché ha potuto.

Sono successe tante cose in tutte queste vite, e soprattutto in quella di Clay. Lui, un ragazzo adolescente che sta sui tetti a guardare i tramonti e la città, lui che corre con la furia nelle gambe e nell’anima, lui che sa ascoltare e che porta sempre addosso una molletta da bucato.

È di poche parole Clay, ma parla con gli occhi. Ha il cuore grande e l’anima pura, è furore e profondità. È dolcezza e rabbia. È dolore e coscienza. È amore maturo e consapevole. È un ponte. D’argilla. È a lui che sua madre Penny racconterà tutto. Perché, anche se lei è La Sbagliatrice, non ha mai sbagliato niente.

Ama Michelangelo Clay, ama il David e i Prigioni, il modo in cui disperatamente cercano di liberarsi dalla loro schiavitù fatta di marmo. Anche lui vuole il suo capolavoro perché anche lui deve liberarsi. Sa che il ponte è l’unica risposta alla sua necessità. Un’opera ha bisogno di essere compiuta, finita e Clay reclama lo stesso bisogno: deve completarsi, non può vivere non sentendosi intero. La vita l’ha spezzato, per ben due volte e lui deve rimettere insieme quel che resta di se stesso. Deve mettere insieme i pezzi. Unire. E cosa c’è di meglio di un ponte, per ricongiungere estremità che sembrano lontane e persino spaccate?

Sono fantastici i ragazzi Dunbar, ti entrano nel cuore. Quelle dannate canaglie sanno arrivarti dentro.

Parlano poco tra loro, sono poco avvezzi ai gesti affettuosi e tendono a risolvere tutto con una sana e sanguinolenta scazzotata. La vita li ha bastonati ma hanno un porto sicuro che chiamano casa. Sanno di esserci sempre l’uno per l’altro, in un modo che è tutto loro.

Avevo conosciuto Markus Zusak nel suo libro Storia di una ladra di libri e già mi era piaciuto, ma in questa nuova prova letteraria l’ho ritrovato più maturo, stilisticamente ma anche nella costruzione narrativa, nei contenuti. Il punto di vista di Matthew come narratore è già un arricchimento della storia, attore e spettatore allo stesso tempo. Ho apprezzato anche i continui salti temporali, che mi hanno condotto per mano in una sorta di danza nel tempo, nello svolgersi degli eventi, concatenati e conseguenziali. Dopotutto, era andata così. E tutto questo aveva portato a quel ponte.

Questa non è una storia facile, non è una lettura da affrontare a cuore leggero. Ma se siete disposti ad aprire il vostro cuore e accogliere dolori che lacerano l’anima, abbracciati ad amori senza confini, allora iniziate così: c’era una volta, nella marea del passato dei Dunbar…

(La Books Hunter Barbara)

il-ponte-dargilla-markus-zusak
il-ponte-dargilla-markus-zusak

Titolo: Il ponte d’argilla
Autore: Markus Zusak
Editore: Frassinelli
Pagine: 504
Prezzo di copertina: € 20,00 – ebook € 10,99
Uscita: 9 ottobre 2018
ISBN: 9788893420488

Dopo 12 anni di silenzio, il 9 ottobre 2018, in contemporanea mondiale, torna Markus Zusak, l’autore di Storia di una ladra di libri, con il suo nuovo, attesissimo romanzo, Il ponte d’argilla.

Sono seduto, e penso, e batto. Batto sui tasti. Scrivere non è mai facile, ma diventa più semplice se hai qualcosa da dire. Lasciare che vi parli di nostro fratello. Il quarto dei ragazzi di Dunbar, Clay. Perché quello che sto per raccontarvi accadde a lui. E, tramite Clay, cambiammo anche noi. Tutti

C’erano stati anche un nonno con la passione per i miti greci, una nonna e la sua macchina da scrivere, un pianoforte consegnato nel posto sbagliato, una ragazza con le lentiggini che amava le corse dei cavalli, e un padre che, dopo la morte della moglie, aveva abbandonato i suoi cinque figli: Matthew, Rory, Henry, Clay e Tommy. I fratelli Dunbar.

Costretti a vivere soli, e a definire da soli le regole della propria esistenza. E quando il padre tornerà sarà Clay l’unico dei fratelli che accetterà di aiutarlo e costruire con lui un ponte, concreto e metaforico nello stesso tempo: lo farà per la sua famiglia, per il loro passato, per il loro futuro, per espiare le colpe, per affrontare il dolore. Lo farà perché lui è l’unico che conosce tutta la storia, e per questo è obbligato a sperare. Ma fino a che punto Clay potrà portare avanti la più difficile di tutte le sue corse? Quanti degli ostacoli che la vita gli ha posto davanti riuscirà a superare? Quanta sofferenza può sopportare un ragazzo?

Dodici anni dopo Storia di una ladra di libri, Markus Zusak torna con un romanzo di lancinante bellezza, che non ha paura di commuovere e che lo conferma come uno dei più importanti autori della scena letteraria mondiale: la storia di Clay, dei suoi fratelli e della sua famiglia è di quelle destinate a incidere a lungo nell’immaginario collettivo, per la densità di vita e sentimenti, per il racconto travolgente, per la voce acuta, calda e suggestiva.

Markus-Zusak
Markus-Zusak

Markus Zusak è nato in Australia nel 1975. Pluripremiato autore di diversi romanzi, ha raggiunto la fama internazionale grazie al successo di Storia di una ladra di libri (Frassinelli 2014), rimasto per otto anni nelle classifiche di vendita del New York Times. Nato da madre tedesca e padre austriaco, per la storia lì raccontata – dalla quale è stato anche tratto l’omonimo film nel 2014 – si è ispirato alle esperienze vissute dai genitori durante il nazismo. È autore anche di La bambina che salvava libri (2007), Io sono il messaggero (2015), e la saga The Wolf Brothers, tutti pubblicati da Frassinelli. Nel 2018 ha pubblicato inoltre Il ponte d’argilla (Frassinelli).

il ponte d'argilla books hunters blog
La nostra foto IG del libro “Il ponte d’argilla” di Markus Zusak
Please follow and like us:

Commenti Facebook

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *