Recensione “Io non ti lascio solo” di Gianluca Antoni

Ci sono dolori che impongono di aggrapparsi a qualcuno per non affogare. Qualcuno, a tutti i costi.

Questa è l’incredibile storia di Filo e Rullo, due amici inseparabili, due parti della stessa anima.

Filo è un ragazzino vivace, bravo a scuola, socievole. Cambia tutto quando perde la mamma, morta dopo una lunga depressione che l’ha spenta giorno dopo giorno, seppellendola sotto montagne di rimorsi e sensi di colpa. Filo si chiude nel suo abisso di sconforto, si isola, confuso da quanto successo e troppo giovane per arrivare a capire il dramma della madre. Eppure non ha alcuna intenzione di sentirsi sconfitto dalla vita, e trova nel suo amico Rullo la spinta giusta per tornare a sorridere. 

Ed è qui la magia di questo racconto, perché questa non è la storia di un bambino senza mamma, ma è la storia tenera e commuovente di una straordinaria amicizia, la chiave con cui un’anima afflitta cerca di sopravvivere al dolore.

Filo e Rullo partono da soli alla ricerca di Birillo, l’adorato cagnolino di Filo, che si è perso nei boschi mentre era a spasso con Paride, il padre di Filo. Filo è sconvolto, non può sopportare un’altra perdita. Fa la cosa più ovvia in questa situazione, cioè incolpa il padre per le sue sofferenze. Ma non è solo. Sa che deve andare a cercare Birillo e sa che Rullo andrà con lui. Perché Rullo è fatto così, magari brontola un pochino, ma poi alla fine non riesce mai a dire un no al suo compagno di avventure. Se la intendono alla grande loro due, non sono sempre d’accordo ma trovano sempre un punto di incontro.

E così, armati di poco, partono per il loro viaggio, durante il quale incontreranno personaggi stravaganti: la piccola Amélie coi suoi nonni, poi Scacco, l’adorabile sognatore considerato il matto buono del villaggio. Tutti si faranno coinvolgere in un modo o nell’altro nelle scorribande di Filo e Rullo, perché, diciamocelo, sono due adorabili ruba cuori. Convinti che Birillo sia stato sequestrato dal vecchio Guelfo, decidono di attuare i loro strampalati piani per liberarlo da colui che è considerato l’orco del paese, sospettato di aver addirittura ucciso il figlioletto Tommaso.

Ma con Guelfo, i nostri due giovani eroi avranno delle sorprese sconcertanti, verranno alla luce delle verità insospettabili, tanto sconvolgenti da stravolgere anche il maresciallo del paese, che aveva indagato sulla scomparsa del piccolo Tommaso.

Con una scrittura semplice e pulita, l’autore dà vita a una storia profonda, che indaga l’intimità dell’animo umano con tenerezza, senza mai far mancare la giusta dose di ironia. I personaggi sono vivi, intensi, ti conquistano, sanno farsi amare, tutti. I colpi di scena sono spiazzanti, efficaci e danno al romanzo una dimensione profonda, di completezza. La narrazione ha il ritmo giusto, il lettore si diverte, si commuove, resta sorpreso e non può non farsi catturare e avvolgere da questo speciale rapporto che lega Filo e Rullo. Perché loro sono speciali, sono più che amici, forse più che fratelli.

Perché non c’è al mondo una cosa più preziosa che sentirsi dire “Io non ti lascio solo”.

Se dovessi scegliere due parole per descrivere questo libro, le prenderei in prestito da Filo e Rullo e direi che è “bello bellissimo”.

(La Books Hunter Barbara)

io non ti lascio solo

Titolo: Io non ti lascio solo
Autore: Gianluca Antoni
Editore: Io scrittore
Pagine: 272
Prezzo di copertina: € 15,00 – ebook € 3,99
Uscita: 2 luglio 2018
ISBN: 9788867201174

Due ragazzini, una grande amicizia, un segreto rimasto sepolto troppo a lungo. Ma che prezzo ha la verità?

Il maresciallo De Benedittis, prossimo alla pensione, sa bene che certi casi sono come vecchie ferite mai guarite: prima o poi si riaprono. E quando gli vengono portati due vecchi diari ritrovati nella casa dove viveva Guelfo Tabacci – un montanaro scorbutico e solitario che, trent’anni prima, era stato al centro della terribile vicenda della scomparsa del figlio Tommaso, di soli due anni, mai più ritrovato – tutto il dolore di quella vecchia ferita si rifà vivo più che mai.

I due diari appartengono a Filo e Rullo, due ragazzini, amici per la pelle, e raccontano le vicende di quell’estate di vent’anni prima alla ricerca dell’amato cane Birillo, e della loro incursione nella proprietà di Guelfo Tabacci, dove scopriranno una realtà sconcertante, che li costringerà ad affrontare prove assai più grandi di loro. Forse, quei diari contengono la soluzione, pensa il maresciallo. Forse racchiudono il senso di tutti quegli anni trascorsi nel silenzio e nell’attesa della verità sulla sorte di Tommaso.

O forse quei diari raccontano un enigma ancora più profondo e inquietante. E il maresciallo De Benedittis sa di non aver altra scelta che aprirli.

Un libro difficilmente ascrivibile a un genere: è un giallo, un romanzo psicologico e anche di formazione, in cui si esplorano le dinamiche tra genitori e figli. Il tema principale è il dolore e come lo si possa affrontare.

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La nostra foto IG del libro “Io non ti lascio solo” di Gianluca Antoni

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