Recensione “Le case degli altri” di Jodi Picoult

Jodi Picoult ha una straordinaria mente e un cuore così grande da contenere infinite possibilità.

Jodi Picoult in questo suo libro e come del resto in ogni sua storia, riesce sempre a mettermi in seria difficoltà. Passo alcuni giorni dopo la lettura, a riflettere su un’unica cosa: fare o non fare la recensione. Temo sempre di non riuscire a rendere merito alle sue storie.

Amo quest’autrice. Mi conquistò con La Bambina di vetro: rimasi folgorata dalla sua straordinaria capacità narrativa. Questa volta ho letto “Le case degli altri”, legal thriller del 2011 (uscita italiana) e ora come allora, vengo letteralmente presa d’assalto.

Ma veniamo alla storia. Faccio presente che gli argomenti che sceglie Jodi Picoult, sono sempre molto attuali, capaci di creare attrito, di suscitare infinite domande.

Jacob ha 18 anni e l’Asperger. Theo è suo fratello minore. Emma la loro madre. Il padre si è rifatto una famiglia.

La sindrome di Asperger è complicata da decifrare. Mi viene da dire che per comprenderla appieno si debba in qualche modo vivere una persona che ce l’ha. Perché come ben spiega l’autrice, spesso ci si sente spiazzati. Il modo di interpretare le cose di Jacob apparentemente è normale, ma non è così. O meglio, è normale, ma non nel senso che intendiamo noi. Faccio un esempio: “Jacob, sono ingrassata?”, “”. Se sei ingrassata Jacob dirà che sei ingrassata. Non ha quel freno inibitorio, quell’accondiscendenza, quella volontà di mentire per non ferire.

Lui segue delle regole, una di queste è quella di dire sempre la verità. E lui la dirà.

Poi c’è un altro aspetto. Jacob è molto diretto nelle risposte. Se gli chiedete qualcosa dovete essere voi a preoccuparvi di farlo in maniera corretta, perché lui non ha capacità interpretativa, non capisce ad esempio un modo di dire. Lui prende tutto alla lettera.

Se gli chiedete perché Jess è stata trovata senza un dente, lui risponderà che nel trascinarla fuori, gli è scivolata e ha battuto la bocca a terra, sulle scale. A quel punto se foste una giuria, (o l’accusa), per voi sarà ovvio che a ucciderla sia stato lui, ma siete sicuri di considerare il suo modo di vedere le cose, di interpretarle o anche solo di spiegarle? Perché Jacob ha l’Asperger. Voi no.

Come farà Emma a guardare suo figlio Jacob, sul banco degli imputati, senza timore di doverlo vedere per sempre dietro le sbarre? Lui che si innervosisce per la luce troppo forte, per un rumore improvviso o violento. Lui che ha tutte quelle fissazioni, quel suo essere preciso, ordinato, maniacale.

Lui che però sa tanto di tutto, anche di analisi forense, appassionato com’è di Crime Busters e che spesso per calmarsi canta il ritornello di una canzone “ho sparato allo sceriffo… ma non al vice-sceriffo…”.

Lei che ha fatto così tanta fatica per inserirlo in un normale ambiente scolastico, per farlo accettare dagli altri, rifiutandosi di usare l’Asperger come giustificazione a tutte quelle crisi… mentre ora sembra essere l’unica via d’uscita dall’accusa terrificante di aver ucciso Jess, la sua insegnate di sostegno. Lei che per seguire Jacob, ha quasi perso di vista Theo, ossessionato dalle case degli altri, il disperato bisogno di una famiglia normale…

Immediatamente ti chiedi come si fa a prendere una posizione. Qual è il modo giusto di vedere le cose. Se Jacob è l’assassino, quanto si è reso conto di esserlo, e quanto no? In che modo e perché ha fatto una cosa simile? Come ragionava? Di certo non come Emma, come Theo, nemmeno come Oliver, il giovane avvocato ingaggiato al volo da sua madre, men che meno come il detective Rich, per il quale c’è solo bianco e nero, nessuna sfumatura.

Queste sono le storie di Jodi Picoult. Creano dipendenza. Pongono quesiti, sollevano polveroni interni. Mettono in discussione i pensieri sicuri della gente, offrendo un’altra visione delle cose. Ma mai costringono a seguire una linea, piuttosto ti danno modo, attraverso i fatti, di farti una tua idea interpretativa, fino alla fine, anche quando il dado è tratto (e qui Jacob cercherebbe un dado, chiedendosi chi l’avesse lanciato e da dove).

Ribadisco: amo questa autrice. Amo il modo in cui mi fa sentire alla fine esplosiva di ogni sua storia. Il modo in cui snocciola i fatti, aiutandoti a cercare il perché nelle cose e nei personaggi.

In fondo la lettura è anche suggestione, è rimanere impigliati in qualcosa che non esiste, perché frutto della fantasia, e al contempo di reale, perché trattasi di vita vera.

(la Books Hunter Jessica)

le case degli altri

Titolo: Le case degli altri
Autrice: Jodi Picoult
Editore: Corbaccio
Genere: Narrativa, Legal Thriller
Cartaceo: € 19,60 / Ebook: € 3,99
Pagine: 623
Uscita: 1 giugno 2011

Jacob Hunt è un adolescente autistico. Non sa interpretare i comportamenti e i gesti degli altri e gli altri non capiscono i suoi. Come molti ragazzi affetti dalla sindrome di Asperger, Jacob ha degli interessi spiccati, anzi ossessivi: la sua passione sono i casi giudiziari e più di una volta si è presentato sulla scena di un crimine per offrire il suo aiuto – spesso risolutivo – alla polizia. Il fratello minore Theo, invece, è un tipo del tutto diverso, cioè? normale.

Fin da piccolo però ha dovuto confrontarsi con le stranezze di Jacob e anche lui ha finito per sviluppare una personale ossessione: spiare le case degli altri, quelle delle famiglie diverse dalla sua, cioè delle famiglie normali, che a lui sembrano più felici. La sua gli sembra una famiglia con una vita troppo complicata, che diventa addirittura impossibile quando accade un fatto terribile: l’insegnante di sostegno di Jacob viene ritrovata uccisa, sul corpo segni di violenza.

Molti indizi sembrano condurre a Jacob, che finisce in tribunale, dove, inevitabilmente, tutti i segni della sua sindrome – l’incapacità di guardare negli occhi, i tic, i gesti compulsivi – vengono interpretati come segni di colpevolezza. Ma che cosa è successo davvero quel giorno?

Jodi Picoult
Jodi Picoult

Jodi Picoult, la regina delle classifiche americane, vive a Hanover, New Hampshire, con il marito, i tre figli e numerosi animali domestici. I suoi romanzi sono pubblicati in 35 paesi. Ha vinto numerosi premi letterari fra cui il New England Bookseller Award for Fiction, il Book Browse Diamond Award, il Fearless Fiction Award, il Virginia Reader’s Choice Award e molti altri ancora americani e inglesi.

Jodi Picoult
La nostra foto IG dedicata a “Le case degli altri” di Jodi Picoult

Leggi anche la nostra recensione di “Leaving” di Jodi Picoult.

Please follow and like us:
Tweet 20

Commenti Facebook

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *