Recensione “L’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale

La paura dell’abbandono può essere devastante. Sia quando lo si subisce, ma anche quando lo si infligge.

È questo il tema su cui è costruito il nuovo romanzo di Chiara Gamberale, in cui l’isola dell’abbandono non è solo un luogo fisico ma uno stato emotivo. Qualcosa di così profondo da diventare il modo di essere della protagonista Arianna.

Arianna come l’amante di Teseo, che nella mitologia greca viene da lui abbandonata sull’isola di Nasso.

Chiara Gamberale reinterpreta in chiave moderna una storia vecchia di mezzo millennio, facendoci capire che realtà e finzione spesso si intrecciano nelle nostre coscienze e che può cambiare tutto nello spazio e nel tempo, tranne l’intensità dei sentimenti. La gioia e il dolore sono profondi, autentici, devastanti, disperati, lo erano nel 1500 quanto lo sono nel 2019.

Arianna vuole aiutare Stefano, lui così fragile, vittima della sua stessa anima e allo stesso tempo persecutore che infligge sofferenze alla sua compagna. L’amore e la devozione di lei sono il gomitolo di lana con cui cerca di non farlo perdere nel labirinto del suo malessere. Lei più volte abbandonata che ha paura di abbandonare, lei che crede che la redenzione sia possibile per tutti.

E se la chiave della felicità fosse proprio abbandonarsi? All’amore di un nuovo compagno, per esempio, o a quello incondizionato per il proprio figlio? E se invece abbandonarsi implicasse perdere una parte di se stessi? Dover rinunciare ai propri difetti o contraddizioni per propendere alla perfezione e sentirsi all’altezza dell’altrui considerazione? Forse allora no, non è questa la felicità a cui si dovrebbe aspirare. Allora sarebbe meglio conoscersi davvero e accettarsi, amarsi, per essere pronti ad accogliere l’amore, i difetti e le contraddizioni proprie e degli altri. E non è detto che debba essere un cammino in solitaria, forse si può percorrere la strada insieme. Insieme al proprio compagno, insieme al proprio figlio, un passo alla volta.

Chiara Gamberale torna a scrivere con una nuova maturità e consapevolezza, di donna e di madre, se possibile in modo ancora più introspettivo rispetto al suo solito.

La sua scrittura è sempre inconfondibile, delicata, tenera in tanti imperdibili passaggi. L’autrice riflette e fa riflettere i suoi lettori, attraverso una storia dura popolata da personaggi talmente ben caratterizzati da essere reali, vivi, come persone che conosciamo da sempre. Un romanzo bello, corposo, che sa entrare nel cuore del lettore e trovare un angolo in cui restare, indelebile.

Se sapessimo di che cosa abbiamo bisogno, non avremmo bisogno dell’amore.

L’isola dell’abbandono, Chiara Gamberale.

(La Books Hunter Barbara)

l'isola dell'abbandono

Titolo: L’isola dell’abbandono
Autore: Chiara Gamberale
Editore: Feltrinelli
Pagine: 224
Prezzo di copertina: € 16,50 – ebook € 9,99
Uscita: 21 febbraio 2019
ISBN: 9788807033407

Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto.

Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente l’urgenza di tornare. È lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore, e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare.

Ma come fa una straordinaria possibilità a sembrare un pericolo? Come fa un’assenza a rivelarsi più potente di una presenza? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola?

Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda… Dialogando con il mito sull’abbandono più famoso della storia dell’umanità e con i fumetti per bambini con cui la protagonista interpreta la realtà, Chiara Gamberale ci mette a tu per tu con le nostre fatali trasformazioni, con il miracolo e la violenza della vita, quando irrompe e ci travolge, perché qualcuno nasce, qualcuno muore, perché un amore comincia o finisce.

Un romanzo sulla paura che abbiamo di perdere il filo, il controllo della nostra esistenza: mentre è proprio in quei momenti – quando ci abbandoniamo a quello che non avevamo previsto – che rischiamo di scoprire davvero chi siamo.

L'isola dell'abbandono - La nostra fotografia IG
L’isola dell’abbandono, la nostra foto IG

Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma, dove vive. Partita come giovanissima speaker radiofonica, ha collaborato con «Il Giornale» e nel 1996 ha vinto il Premio di giovane critica Grinzane Cavour, promosso da «La Repubblica». Ha esordito nel 1999 ed è autrice di numerosi romanzi.
È inoltre autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici come Quarto piano scala a destra su Rai Tre e Io, Chiara e L’Oscuro su Radio Due. Ha condotto anche il contenitore culturale Duende per l’emittente televisiva lombarda Seimilano. Collabora con «La Stampa» e «Vanity Fair» e ha un blog sul sito di «Io Donna» e del «Corriere della Sera».
Ha diretto a Roma il laboratorio di scrittura creativa “Il calamaio”.
I suoi romanzi sono tradotti in quattordici paesi e sono stati a lungo in vetta alle classifiche in Spagna e America latina.

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