Recensione “A un metro da te” di Rachael Lipincott, Mikki Daughtry e Tobias Iaconis

Dal 21 marzo è nelle sale italiane il film “A un metro da te”: noi abbiamo letto e recensito il romanzo per voi.

Prendete una ragazza, un ragazzo e una stecca da biliardo: avrete una tra le più belle storie d’amore di sempre.

Io spesso mi chiedo cosa possa provare una persona a cui viene dato un termine di scadenza per la propria esistenza. Una persona a cui venga detto “nelle migliori delle ipostesi le resta da vivere…”. Disperazione, terrore. Per sé e per chi si ama. Ma cosa si prova nei confronti di quella scadenza, del tempo che resta a disposizione per vivere? Credo che sia comunque sempre troppo poco. Cosa ne sarà di quel tempo, come lo si vivrà?

Questo romanzo non mi ha dato la risposta, ma mi ha fatto riconsiderare la questione da un altro punto di vista. E mi ha stravolta. Se quella famosa scadenza facesse già parte della propria vita, si sapesse insomma di essere a rischio, come si guarderebbe a del tempo in più concesso? Se arrivassero ad esempio due polmoni nuovi e potessero regalare cinque anni in più? Sarebbe comunque qualcosa di limitato, lontano dal bisogno di avere del tempo indeterminato. Ma sarebbe ugualmente tempo. In più. Regalato. Da onorare. Da vivere.

Questa è la storia di Stella e Will, due ragazzi come tanti, che si innamorano di un amore impossibile.

Sono malati, hanno la fibrosi cistica. Lei può averli quei polmoni nuovi, lui no. Lei potrebbe avere un’aspettativa di vita un po’ più lunga, lui no. Sono pericolosi l’uno per l’altra. Devono stare a distanza, due metri. La loro sicurezza è troppo importante per rubare centimetri. Eppure.

Fisso il disegno che ho fatto prima, di me che impersono la Morte e sulla lama della falce si legge AMORE.

Will (A un metro da te)

Già, eppure. Persino Barb, infermiera intransigente del reparto dell’ospedale in cui Stella e Will sono ricoverati, donna severa che mette la salute dei suoi assistiti al di sopra di tutto, cede di fronte alla forza del sentimento di quei due ragazzi: “L’amore è l’amore”. Una banalità? Proprio per niente.

Non credevo fosse possibile volere tanto qualcosa al punto da sentirlo nelle braccia e nelle gambe e in ogni respiro.

Will (A un metro da te)

Niente è banale per due ragazzi come loro. Respirare, introitare ed espellere aria senza fatica e senza dolore, sfiorarsi, abbracciarsi, toccarsi, baciarsi. Sentire l’odore dell’altro. Niente di tutto questo è dato per scontato per loro, e troppo di queste cose sono impossibili. Come si può chiedere a qualcuno di rinunciare a tanto?

Ma loro non sono fatti di malattia. Sono fatti di carne e anima, di bisogni e sentimenti. E quei due metri sono una punizione. Sono insopportabili. E come giudicarli quando decidono di ridurla quella distanza maledetta? Un metro. È tanto, ancora troppo, ma è meno di due. Questi due ragazzi sono ladri di centimetri, ladri d’amore. Una stecca da biliardo. Sarà quello lo strumento con cui misureranno la nuova distanza. Una stecca che diventa la prolunga delle mani di entrambi, dell’anima di entrambi. E basta parlare di morte e di medicine. Questi sono elementi che faranno sempre e comunque parte di queste vite, ma ci deve essere il posto anche per altro, per una vita d’amore, per una vita piena e intensa.

Questo romanzo, che si legge d’un fiato, scritto in modo semplice perché è già la storia stessa a implicare troppe complicazioni, è un inno alla vita, alla speranza.

Un invito a riflettere sul fatto che le persone non sono la loro malattia, ma sono un mondo meraviglioso, che merita di essere conosciuto ed esplorato.

Non da meno, questo libro ci fa capire l’importanza della ricerca medica e scientifica, che può donare speranza e tempo e una vita migliore alle persone in difficoltà.
Date anche voi respiro alla ricerca! Fatelo per Stella, per Will, per Poe. Per tutti quelli come loro e le rispettive famiglie.  Trovate tutte le info sul sito Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica – Onlus.

(La Books Hunter Barbara)

A un metro da te

Titolo: A un metro da te
Autore: Rachael Lippincott, Mikky Daughtry, Tobias Iaconis
Editore: Mondadori
Pagine: 236
Prezzo di copertina: € 17,00 – ebook € 8,99
Uscita: 5 marzo 2019
ISBN: 978-8804709367

A Stella piace avere il controllo su tutto, il che è piuttosto ironico, visto che da quando è bambina è costretta a entrare e uscire dall’ospedale per colpa dei suoi polmoni totalmente fuori controllo.

Lei però è determinata a tenere testa alla sua malattia, il che significa stare rigorosamente alla larga da chiunque o qualunque cosa possa passarle un’infezione e vanificare così la possibilità di un trapianto di polmoni. Una sola regola tra lei e il mondo: mantenere la “distanza di sicurezza”. Nessuna eccezione. L’unica cosa che Will vorrebbe poter controllare è la possibilità di uscire una volta per tutte dalla gabbia in cui è costretto praticamente da sempre. Non potrebbe essere meno interessato a curarsi o a provare la più recente e innovativa terapia sperimentale. L’importante, per lui, è che presto compirà diciotto anni e a quel punto nessuno potrà più impedirgli di voltare le spalle a quella vita vuota e non vissuta, un viaggio estenuante da una città all’altra, da un ospedale all’altro, e di andare finalmente a conoscerlo, il mondo. Will è esattamente tutto ciò da cui Stella dovrebbe stare alla larga.

Se solo lui le si avvicinasse troppo, infatti, lei potrebbe veder sfumare la possibilità di ricevere dei polmoni nuovi. Anzi, potrebbero rischiare la vita entrambi.

L’unica soluzione per non correre rischi sarebbe rispettare a regola e stare lontani, troppo lontani, uno dall’altra. Però, più imparano a conoscersi, più quella “distanza di sicurezza” inizia ad assomigliare a “una punizione”, che nessuno dei due si è meritato. Dopo tutto, che cosa mai potrebbe accadere se, per una volta, fossero loro a rubare qualcosa alla malattia, anche solo un po’ dello spazio che questa ha sottratto alle loro vite? Sarebbe davvero così pericoloso fare un passo l’uno verso l’altra se questo significasse impedire ai loro cuori di spezzarsi?

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