Recensione “I ribelli di giugno” di Christian Antonini

Christian Antonini scrive un libro per ragazzi, che fa breccia anche nelle coscienze più adulte.

La letteratura per ragazzi, quella fatta bene, ha sempre molto da insegnare anche a un pubblico maturo. È il caso di questo libro, I ribelli di giugno, che porta alla luce una storia che probabilmente non tutti conoscono, una storia vera, fatta di coraggio e responsabilità.

Marian è un ragazzino che vive a Bordeaux, in Francia, negli anni in cui il terrore per l’arrivo nei nazisti dilaga nelle case, per le strade, nei cuori della gente che chiede solo di vivere in pace, di avere per sé un pezzettino di mondo in cui essere se stessi.

La salvezza però è oltre il confine, bisogna attraversare la Spagna per arrivare in Portogallo e provare a lasciare l’Europa, un posto che ormai è buio e non offre che paura e insicurezza. Marian lo sa, è un ragazzino sveglio, che corre e salta sui tetti per arrivare al porto e spicciare i suoi affari, con la gente che ama, gli uomini di mare. Ma non è pronto per il suo viaggio, non può ancora partire, perché non ha notizie del padre e sta aspettando il ritorno della madre, infermiera su una nave ospedale. A Bordeaux vive con lo zio, non per l’anagrafe ma per l’affetto, che sta tentando di vendere il timbrificio di famiglia per poter lasciare il Paese.

Marian osserva, vede la miseria, la fame. Vede la paura negli occhi delle persone che aspettano fuori dal consolato portoghese. In quegli stessi occhi legge la speranza, quella di ottenere il visto che le porterà verso una vita migliore.

E siccome Marian ha il cuore grande, quelle paure e quelle speranze diventano le sue. Capisce che vuole fare parte di qualcosa di grande e giusto e, come la vita ci insegna, queste decisioni che prendono forma nelle nostre coscienze, quasi sempre prima passano da una grande sofferenza: la nostra, e nel caso di persone buone e giuste, quella degli altri.

Come uomo firmo i lori visti… metto il mio nome, quello di un uomo qualunque. Invece è come responsabile che appongo il timbro. E con quel timbro io metto il sigillo del Paese che servo con tutto me stesso. E il mio Paese mi impone di rendere piccolo l’uomo che sono.

Sousa Mendes

Il giovane protagonista incontrerà il console portoghese, diventeranno amici, giocheranno a scacchi. Impareranno molto l’uno dall’altro e insieme faranno grandi cose. Aiuteranno tante persone.

Faranno la cosa giusta e ne accetteranno i rischi e le conseguenze. Perché in un mondo crudele e spaventato, fare la cosa giusta può essere pericoloso.

In questa sua avventura Marian incontra anche Arielle, una ragazza che con il solo fatto di essere vicina a lui riesce ad alimentare il suo fuoco, quello che dentro di lui arde con sempre più vigore. Sarà l’amore o il fuoco della ribellione?

Mi giro verso l’ufficio del console e lui è là, sulla porta. Sento che capisce cosa sto provando, glielo leggo negli occhi. E vedo anche qualcos’altro: ora anche lui è un uomo libero.

Marian

Christian Antonini scrive una storia che tocca il cuore, lo fa parlando ai ragazzi, a coloro che sono il nostro futuro, per far comprendere loro che dal passato ci arrivano grandi insegnamenti. Attraverso le parole che costruiscono a regola d’arte questa avventura, l’autore accompagna i giovani lettori verso la consapevolezza di se stessi e del proprio valore. Insegna loro che un uomo e un ragazzino possono fare la differenza nel mondo intero, che prendere una posizione di fronte agli eventi della vita è ciò che ci determina come persone singole e nella società. Ma che tutto questo ha un prezzo da pagare. Saremmo dei pazzi a non tenerne conto o a non averne paura. Ma del resto, non è coraggio se non si ha paura.

Conto sulle persone buone. E su quelle cattive, perché ci saranno sempre.

Marian

(La Books Hunter Barbara)

i ribelli di giugno

Titolo: I ribelli di giugno
Autore: Christian Antonini
Editore: Giunti
Pagine: 208
Prezzo di copertina: € 14,00
Uscita: 20 marzo 2019
ISBN: 9788809876811
Età di lettura: da 10 anni

Ispirato alla vera storia del console portoghese Aristides Sousa Mendes, che salvò 30.000 persone usando la burocrazia come scudo per i deboli.

Bordeaux, giugno 1940. Marian, un piccolo ribelle di tredici anni, tra una corsa e l’altra sui tetti e qualche affare combinato facendo favori in giro, ama giocare a scacchi nei giardini della città. Un giorno, proprio di fronte a lui, la banda di teppisti di Rue Costantin si para davanti a una ragazzina e a suo fratello, impedendo loro di passare. Lei si chiama Arielle, la sua famiglia è ebrea e deve raggiungere il consolato portoghese per chiedere un visto e lasciare la Francia. Da quel momento per Marian niente sarà come prima, fino a rischiare in prima persona per fare la cosa giusta.

«Devo saltare, e i gabbiani in cielo sembrano prendermi in giro con i loro versi. Se cado, muoio? Chiudo gli occhi mentre il sole accarezza la mia schiena bagnata dal sudore. Prendo la rincorsa. Respiro tre volte, poi corro in discesa. Raggiunto il bordo, il piede picchia forte sulla tegola: mi lancio contemporaneamente in alto e in avanti. Vedo la mia ombra. Sto volando!»

Christian Antonini, giornalista, traduttore e inventore di giochi, si occupa di comunicazione e social media. Appassionato di fumetti e giochi, si dedica professionalmente alla scrittura, che coltiva tra i boschi e le montagne della Valsassina. Nel 2015 ha pubblicato il romanzo Fuorigioco a Berlino (Giunti) che gli è valso il Premio Selezione Bancarellino e il Premio Nazionale Il gigante delle Laghe. Con Giunti ha pubblicato anche Una lettera coi codini.

I Ribelli di Giugno
I Ribelli di Giugno – la nostra foto IG

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