Recensione “La gente non esiste” di Paolo Zardi

La gente non esiste è la raccolta di racconti scritti da Paolo Zardi, pubblicata da Neo Edizioni.

Paolo Zardi è, fuori di ogni dubbio, un grande pensatore. Una di quelle anime che si soffermano a osservare i dettagli dell’esistenza, e cercano di interpretarne il senso. I sentimenti che proviamo non sono mai per caso, fanno di noi quello che siamo in questo mondo. Paolo Zardi possiede la malinconia tipica dei poeti, ma anche la dote dell’ironia pungente che spiazza.

In questi suoi racconti si intuisce sempre la voglia di indagare nel profondo l’animo umano, si sente l’inquietudine di chi cerca le spiegazioni a tutto, perché non si rassegna alla banalità del vivere. Ci sono passaggi forti tra le pagine che ha scritto, a volte addirittura fastidiosi, che provocano il lettore e lo costringono a farsi delle domande, a polemizzare con le sue stesse idee, cercando un confronto costruttivo con o contro se stesso.

La padronanza del linguaggio è fortissima in ogni pagina, ed è forse la qualità per eccellenza che dovrebbe avere uno scrittore di racconti. Solo così è possibile imprimere concetti ampi e complessi in poche righe.
C’è mestizia in questi scritti, c’è rimpianto e perfino un filo di tolleranza nei confronti della vita e delle sue promesse disattese.

Un libro che consiglio di sorbire a piccole dosi, un racconto alla volta, ogni tanto.

Ombrelloni – Un concentrato di esistenze diverse in una manciata di pagine. Poche righe che riescono con efficacia a raccontare tre diverse generazioni.

Il figlio della signora Bastiani – L’illusione di un amore è meglio che non amare affatto. Un padre un po’ svampito, che però della vita ha capito tutto.

Pattini – Il tempo che è passato e quello che ancora deve arrivare. Lo scorrere della vita come lo scorrere di se stessi.

Sotto ogni cuscino c’è un Dio – Ognuno di noi fa, a modo suo, i conti con il pensiero della morte, e con quello che verrà dopo.

Botole – Il viaggio nel tempo e nei ricordi è sempre carico di emozioni autentiche. Che poi sia reale o meno, ha poca importanza.

Tuca Tuca – I genitori pensano che i figli siano un’estensione naturale e fisiologica di loro stessi. Invece sono diversi. Non in un aspetto piuttosto che in un altro. Diversi e basta.

Controluce – Controluce è un contrasto, un chiaroscuro in un’esplosione di colori. Come la luce di un ricordo e l’ombra della sua stessa malinconia.

Neolingua – L’infelicità fa parte della vita e di noi stessi. Semplicemente per una necessità di equilibrio e di lucidità mentale.

Cavallette – “Per un attimo intuì qualcosa del mondo, come se i destini degli ultimi finissero sempre per assomigliarsi”.

Il ventunesimo secolo – La miseria, oltre che reale, è uno stato d’animo. E se lo spettatore che vi assiste ha il cuore buono, ne coglierà un’infinita tenerezza.

Il ritorno – “Ha il tempo di chiedersi soltanto una cosa: la vita non ha mantenuto le sue promesse o era sbagliato il sogno?”

Grammatica finlandese – Quando si prevede una tempesta che sta per arrivare, si ha paura e ci si prepara come meglio si può. A volte, è meno terribile del previsto, e a giungere è solo un temporale. In ogni caso, tornerà a splendere il sole.

Warming day – Ma non è che alla fine, indipendentemente dalle vite, dalle esperienze, dalle storie, tutti gli esseri umani cercano la stessa cosa?

Sogno – I sogni sono quei luoghi in cui chiediamo di essere, per avere un’alternativa all’esistenza vissuta ad occhi aperti. Non è pretendere troppo.

L’ombelico del mondo – I nostri sentimenti, a volte, fanno dei giri immensi dentro di noi, prima di sentirsi pronti per uscire allo scoperto.

Escherichia Coli – Semplicemente il desiderio di aver qualcosa da raccontare, possibilmente ogni giorno.

L’anello – Una cosa fatta per dovere, se fatta proprio bene, può avere anche una propensione naturale al piacere. O al piacevole.

Corpi – L’intimità dell’anima e l’intimità del corpo, sono elementi dello stesso sistema?

Le cyclette non vanno da nessuna parte – La visione di un futuro non troppo lontano, in cui gli occhi e l’anima non saranno più abituati alla bellezza.

Stato avanzamento lavori – A volte vediamo negli altri la proiezione di noi stessi. Della nostra storia. Della nostra paura.

Le sottili pareti del cuore – Le pareti del cuore sono sottili, basta mettersi in ascolto per coglierne l’essenza.

Urano – L’Apocalisse ce l’abbiamo dentro. La fine di tutto è una faccenda molto privata.

Igloo – Tra le peggiori prigioni del mondo, ci sono quelle con le sbarre invisibili. Quelle in cui si sente il freddo dei sentimenti.

La cosa – Tra le forze più potenti che agiscono sugli esseri umani, c’è senz’altro la suggestione.

L’ultimo amore di Aristotele – Cedere all’amore quando arriva, e in quell’amore essere se stessi e sentirsi liberi. Una via da percorrere con sincerità interiore, per non avere rimpianti.

Vita – Non è finita, finché non è finita.

Riverbero – Il mondo che ci circonda, nel quale viviamo, è grande tanto quanto quello che abbiamo dentro. Siamo noi il mondo.

(La Books Hunter Barbara)

La gente non esiste

Titolo: La gente non esiste
Autore: Paolo Zardi
Editore: Neo
Pagine: 207
Prezzo di copertina: € 14,00
Uscita: 21 marzo 2019
ISBN: 9788896176658

Storie attraversate ora da un’inattesa ironia, ora dalla ricerca di un calore che sembra impossibile, ognuna a raccontare quell’imperscrutabile e a volte spiazzante senso dell’umano.

Anna sussurra una frase: “sotto ogni cuscino c’è un Dio”. Lo dice senza un motivo apparente, quasi sovrappensiero, prima di lasciare una sua amica. È una considerazione tanto vasta quanto intima. L’improvvisa consapevolezza che dietro ogni cosa ci sia una sorta di grazia, come un nucleo primigenio, nascosto e inafferrabile. Ognuno dei racconti qui raccolti sembra una tappa verso questo svelamento; i personaggi, protagonisti inconsapevoli di questa ricerca squisitamente terrena e laica. Una voce si muove tra ombrelloni e corpi distesi al sole, ne coglie il chiacchiericcio ingombrante, i movimenti ,imperscrutabili.

Coinquilini di un condominio si cercano come fossero l’ultimo avamposto di un’umanità che scompare. Un uomo riceve mail da una misteriosa ragazza russa e decide di credere all’amore più finto che possa esistere. Due fratelli scoprono nella vecchiaia della madre un segreto capace di cambiare le loro vite.

Significati da dare a attimi o a intere esistenze che Paolo Zardi racconta con una levità apparente per poi fare affondi che toccano il cuore e aprono la mente. La sua scrittura indaga un tempo sempre più confuso, in cui il passato stenta a resistere mentre il presente si carica di indizi paradossali, a volte raggelanti. La gente non esiste dice l’autore. Esistono gli uomini, i loro insopprimibili desideri, le speranze insondabili, le misteriose direzioni che tessono ogni vita.

Paolo Zardi (Padova 1970), ingegnere, ha esordito nel 2008 con un racconto nell’antologia Giovani cosmetici (Sartorio). Ha pubblicato il romanzo breve Il Signor Bovary (Intermezzi, 2014) e i romanzi La felicità esiste (Alet, 2012), Antropometria (2010), Il giorno che diventammo umani (2013), XXI Secolo (2015), con cui è stato finalista al Premio Strega 2015, e La passione secondo Matteo (2017), tutti pubblicati con Neo Edizioni. Per Feltrinelli ha pubblicato, nella collana digitale Zoom Flash, Il principe piccolo (2015), La nuova bellezza (2016), Le città divise (2018), e il romanzo Tutto male finché dura (2018). È il primo autore italiano a essere stato tradotto e pubblicato dalla rivista “Lunch Ticket” (Università di Antioch, Los Angeles) con il racconto Sei minuti. Cura il blog grafemi.wordpress.com.

La gente non esiste foto IG
La gente non esiste – La nostra foto per IG

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