I Bookblogger non hanno pace: qualcuno li accusa di rubare il mestiere ai librai

Qualcuno ha insinuato, non tanto tempo fa, che noi bookblogger saremmo dei marchettari (ma noi non ci siamo state e abbiamo detto la nostra in questo articolo “Ma i blogger fanno le marchette?“) e adesso saremmo anche ladri di professione. Nel senso che ruberemmo il lavoro ai librai. Ma scherziamo?

Ad accusarci questa volta è una giornalista de La Stampa, che in un articolo di qualche giorno fa, ha attaccato la categoria, spinta dal fatto che all’ultima edizione del Salone del Libro di Torino, si sono accreditati come addetti ai lavori circa tremila blogger.

Tanto è bastato alla giornalista per farsi due domande, applicare la sua mente acuta, riflettere e giungere alla conclusione SBAGLIATA!

Saremmo un incrocio tra critici letterari e topi da biblioteca. A parte che i libri non li rosicchiamo, ma al limite li annusiamo (questo sì, lo facciamo quasi tutti). Sul fatto che vorremmo aspirare a essere critici letterari, consiglierei di leggere le nostre recensioni. Che non hanno niente a che vedere con le opinioni professionali scritte dagli operatori del settore. Le nostre sono scritte di pancia, parlano dei sentimenti che le letture hanno smosso dentro di noi. Parlano di sensazioni e riflessioni sugli argomenti trattati.

Non ci vuole una mente geniale per capire che c’è una netta differenza tra come blogger e critici letterari si approcciano al mondo letterario.

Saremmo come i Ferragnez. E infatti, tutti noi bookblogger, abbiamo lo stesso successo economico. Non possiamo negare che per ogni post che pubblichiamo sui social in cui parliamo delle nostre letture, percepiamo un compenso di circa 150.000 Euro. Niente male. Ebbene sì, ci hanno smascherato. E noi che andavamo avanti a lavorare e a mantenere un profilo basso per non attirare l’attenzione del fisco su di noi!
Pensare che è tutto il contrario. La verità è che a volte i post li prepariamo di notte, nei weekend, e ci vogliono ore e ore se lo si vuole fare bene. E dobbiamo proprio essere mentecatti per farlo gratis. Addirittura, quando organizziamo eventi letterari, le risorse le mettiamo noi, di tasca nostra. Siamo pazzi?

No! Siamo solo pieni di entusiasmo.

I bookblogger non hannno pace

Dedichiamo tanto tempo alla lettura e altrettanto a condividere la passione con i nostri lettori. Perché farlo insieme è più bello e confrontarci ci fa crescere. Perché la passione è la forza che muove il mondo. E chi non lo capisce, chi la passione non ce l’ha (passione in generale, non solo per la lettura) non sa cosa si perde. Ma almeno che non si mettesse a giudicare situazioni che non ha capito, o peggio ancora, approfondito.

bookblogger in libreria

E basta con questa storia che siamo approfittatori. I libri qualche volta ci arrivano e altre volte ce li compriamo. Perché non c’è una cosa che amiamo di più che girare per librerie. Spenderemmo un patrimonio in libreria, se solo potessimo. Perché i libri non ci bastano mai, perché ci sono volumi che ci chiamano dagli scaffali, perché le cover hanno colori irresistibili e le pagine inchiostrate hanno un profumo familiare. Perché le trame ci colpiscono al cuore. E soprattutto, ognuno di noi vorrebbe essere un libraio. Di quelli che chiacchierano di letteratura con una naturalezza disarmante, che ti coinvolgono in una storia al punto che non puoi che arrenderti e decidere di leggerla. Di quelli che ti parlano di autori come se li conoscessero da una vita, e molto spesso è davvero così.

Quindi, non diteci che rubiamo il mestiere ai librai, diteci piuttosto che con loro collaboriamo spesso e volentieri.

E lo dimostrano i numosi eventi che organizziamo con loro, le cui cronache sono sempre raccontate sul nostro blog (cercate nella categoria incontrienotizie)

Infine, sulle famose recensioni pilotate, vediamo di non dare dei deficienti ai lettori, che sono perfettamente in grado di valutare se le recensioni dei blogger siano o meno sincere e oneste. Le persone le freghi una volta, ma alla seconda ti spediscono a quel paese.

Quindi i lettori sanno benissimo a chi dare credito e si allontanano da chi non merita la loro fiducia.

Per fortuna, per qualcuno che ancora non ha capito chi sia un bookblogger e lo addita come uno sfasciacultura, qualcun altro ci ha ragionato con lucidità:
Giù le mani da chi diffonde amore per i libri
Chi sono questi bookblogger
Bookblogger, gli appassionati di libri amati dai lettori

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2 comments

  1. Come autrice, ma anche come lettrice forte, ho il massimo rispetto per i blogger. In primis perché le loro recensioni sono valide, piacevoli da leggere e invoglianti. Anche quando, molto raramente devo dire, mi hanno mosso qualche appunto, ho sempre dovuto riconoscere che erano motivati e ne ho fatto tesoro. In secondo luogo trovo che fanno un lavoro, anzi un lavoraccio se consideriamo fatica e impegno, a favore della diffusione della lettura. Credo che grazie a loro e ai prezzi bassi degli ebook gli italiani comincino a leggere un po’ di più. C’è ancora strada da fare. Me ne sono resa conto quando ho constatato che le traduzioni dei miei libri vendono più in Francia che in Italia! Maria Luisa Minarelli

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