Recensione “Ultimo tango all’Ortica” di Rosa Teruzzi

Le Miss Murple del Giambellino tornano in libreria con una nuova avventura: Ultimo tango all’Ortica, di Rosa Teruzzi, edito da Sonzogno.

Continuano le avventure di Libera, Iole e Vittoria, tre generazioni di detective, ognuna a modo suo.  Rosa Teruzzi dà vita a una nuova storia che le vede protagoniste, sempre alla ricerca della soluzione di un caso di omicidio. Questa volta, a morire ammazzato è un pubblicitario affascinante e il colpevole sembra essere il maggiordomo. Un cliché? Niente affatto!

Tutto comincia sulla pista della balera dell’Ortica, dove un tango struggente appassiona tutti i frequentatori.

Un ballo da togliere il fiato e la fuga della ballerina appena la musica si ferma. Un cadavere ritrovato poco dopo proprio lì fuori. Un arresto quasi scontato, quello di un maggiordomo che alla prima ricostruzione sembra essere uno spasimante della danzatrice, e che si chiude in un silenzio ostinato, quasi colpevole. Franca, la datrice di lavoro dell’Amelio maggiordomo, che si sente legata a lui da un profondo rapporto di amicizia e complicità, incarica le Miss Murple del Giambellino di scoprire la verità.

La verità, quando arriva, può essere crudele, ma è più crudele non conoscere la verità.

Spartaco (Ultimo tango all’Ortica)

Un richiamo irresistibile per Libera e Iole, che mettono il loro talento al servizio dell’indagine, a malapena tollerate da Vittoria, soprattutto quando indossa la divisa da poliziotta. La ricerca di prove e indizi le porta a chiedere la collaborazione di una giornalista, con la quale Libera ha una grande intesa, e del suo capo, detto il Dog. Sembra una squadra strampalata, eppure funziona.

Ma questo romanzo non è solo un giallo. È la storia di una famiglia e della sua evoluzione.

Libera è una fioraria, un’anima romantica e sognatrice. Una donna che vive di sensazioni, ama leggere e adora i profumi dei suoi fiori e delle sue piante. Iole, sua madre, è una donna indipendente e ostile a qualsivoglia regola sociale, pratica e amante della libertà incondizionata. Vittoria, figlia di Libera, è una ragazza chiusa, spesso scontrosa, ligia al dovere e alla correttezza.

Come possono, queste tre personalità così diverse, vivere sotto lo stesso tetto?

Sarà che il casello ferroviario dove vivono è un luogo accogliente, quasi esso stesso un protagonista dei romanzi della serie, disponibile a ospitare e conciliare tre persone tanto differenti. Il rapporto che le lega non è facile e tantomeno sereno. Vittoria sembra aver trovato pace dopo aver scoperto l’assassino del padre, e per questo è un po’ più morbida nei confronti delle altre due.

Iole è ingovernabile e per questo irresistibilmente simpatica. Ma tocca a Libera mantenerla su una via almeno vagamente retta. Libera ha il cuore grande, è il collante di questa famiglia provata dalla vita. Lei ha sempre un sorriso da offrire, una tisana miracolosa per ritrovare l’armonia, le parole giuste per ogni situazione, probabilmente ricavate da quei libri in cui ama perdersi e a volte riconoscersi.

È innamorata Libera, di un amore che la tormenta perché non sa se sia corrisposto.

Ha questo dono incredibile nel capire le persone, per questo sa realizzare dei bouquet di nozze che rispecchiano appieno la volontà delle sue clienti. Per questo sa cogliere nel volto di fronte a sé la verità o la menzogna.

In queste pagine ci sono tutti i tratti caratteristici del giallo, ma Rosa Teruzzi sa anche descrivere con profondità i cuori che pulsano dietro la storia, sa far crescere e maturare le sue protagoniste e il rapporto che le lega. Con la sua scrittura pulita ci regala una narrazione avvincente, perle di ironia rendono la lettura piacevole. Con tocco magistrale ci aiuta ad abbandonarci al romanticismo dei sentimenti e allo stesso tempo ci sbatte in faccia la brutalità della vita. Ci prepara a sorprese che possono nascondersi ovunque, nella prossima pagina o in fondo al capitolo. Ci ricorda che la verità è la vera conquista per l’essere umano, anche se dolorosa. Anche se sembra sepolta in un passato, che tanto, prima o poi tornerà.

Pensò che il passato non era morto in quel giardino, almeno nelle intenzioni di chi aveva piantato quegli alberi. Ma, in realtà, il passato non muore mai. Le sue radici si diramano sotterranee nel presente come un fiume carsico che prima o poi viene alla luce.

Ultimo tango all’Ortica.

(La Books Hunter Barbara)

Ultimo tango all'ortica

Titolo: Ultimo tango all’Ortica
Autrice: Rosa Teruzzi
Editore: Sonzogno
Genere: romanzo
Cartaceo: € 14,00
Pagine: 249
Uscita: 9 maggio 2019

È una sera umida di fine agosto, alla periferia di Milano. Sotto le luci intermittenti della balera dell’Ortica, tutti gli sguardi sono puntati sul corpo sinuoso di Katy, che danza un tango sensuale allacciata al suo cavaliere e che poi, appena la musica finisce, fugge via.

Quella stessa notte, fuori dal locale, viene trovato il cadavere di un giovane uomo, assassinato a colpi di pistola: era un ex di Katy, geloso e molesto, che la pedinava e la perseguitava. Chi l’ha ucciso? Forse la stessa Katy? Forse un altro spasimante? Per il delitto, però, la polizia arresta un personaggio insospettabile, il maggiordomo di una dama dell’alta società milanese.

Sarà proprio questa signora ad assoldare Libera, la fioraia detective, e la sua eccentrica madre Iole, perché lo tirino fuori dai guai.

Rosa Teruzzi autrice
Rosa Teruzzi

Rosa Teruzzi (1965) vive e lavora a Milano. Ha pubblicato diversi romanzi e racconti. Esperta di cronaca nera, è caporedattore della trasmissione televisiva Quarto grado (Retequattro). Per scrivere, si ritira sul lago di Como, in un vecchio casello ferroviario, dove colleziona libri gialli.

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