Recensione “Una di sette” di Antonella Benvenuti

Antonella Benvenuti con il suo libro “Una di sette”, racconta le donne nelle loro accezioni più dure e sofferenti.

Antonella Benvenuti dà spazio a sei storie più una, tutte unite da uno spazio comune, dalla tragedia, dalla solitudine. Tutte nelle mani di una sola speranza: avere una chance, un futuro diverso, una svolta.

Venezia, una stanza di ospedale. Anna, ricoverata nel reparto di ostetricia e ginecologia, un carattere duro, parole dure, passato difficile. Impegnata nel suo elucubrare, finché non arriva un’altra pazienze e poi un’altra ancora. Sfilano sotto i suoi occhi queste strane donne, tutte in sofferenza, tutte segnate nel cuore e nell’anima. Anna prova a distaccarsi, non ci riesce, ha bisogno di sapere cosa ci fanno lì, cosa nascondono dietro i loro occhi.

Due prostitute, una rifugiata, passando per la badante di sua madre, sua madre stessa; dentro e poi fuori l’ospedale e poi la sua storia, quella di Anna che pian piano si snoda, e la settima donna, quella che verrà.

Storie narrate spesso crudelmente, come crudo è il sapore di quelle esistenze. Donne che si sentono in colpa di essere donne. Condannate a essere schiave di un mondo sbagliato. E tutto passa attraverso la vita di Anna, la sua visione dei fatti, il suo pensiero, come voce narrante di un libro non facile, strano oserei dire.

Non facile e strano perché sembra un minestrone di strani ingredienti. Forse quelli sbagliati, probabilmente quelli che a un lettore non piaceranno. La narrazione è spesso difficoltosa, a volte esagerata.

Visto il grande tema, forse qualche storia in meno e una distensione migliore di due o tre di esse, avrebbe permesso di prendersi più a cuore ogni personaggio. Sono, o meglio, dovevano essere donne capaci di coraggio, invece sono sparite così come sono entrate nella storia. Un soffio troppo breve, incapace di accompagnare il lettore nell’identificazione di se stesso con ognuna di loro.

Infine, posso dire che il libro di Antonella Benvenuti, scritto in maniera diversa, forse poteva essere sì, un libro fra i tanti che parlano di questo argomento, ma più godibile, più vicino.

(la Books Hunter Jessica)

Una di sette di Antonella Benvenuti

Titolo: Una di sette
Autrice: Antonella Benvenuti
Editore: Linea Edizioni
Genere: Narrativa
Cartaceo: € 15,00
Pagine: 188
Uscita: 4 aprile 2019

Questa è una storia sconclusionata, senza capo né coda, proprio come solo la vita sa essere. Strampalati sono l’inizio, la fine e anche la scrittura. In mezzo c’è l’indicibile: la storia di sei donne provenienti dalle più disparate e disperate parti del mondo e della storia. Non poteva che essere così, visto che anch’io, Anna, voce narrante, sono nipote di emigranti e figlia di un uomo che, a quattro giorni di vita, era già un profugo di guerra.

E così, di vita in vita, incontro, in ordine di apparizione, una rifugiata kosovara che si chiama Refije, una prostituta serba che si chiama Stojanka, una prostituta ghanese che non ha più nemmeno un nome, una badante ucraina che si chiama Natalìya e Tosca, mia madre, all’epoca in cui era a “servire” da due contesse “ricadute”, come diceva lei, nella Venezia della seconda guerra mondiale.

“E la settima?” direte voi, visto che il titolo è “Una di sette”. La settima è la donna che verrà, la splendida ragazza della copertina che, nella narrazione, si affaccia appena.

Le vite di queste donne sono tutte segnate da separazioni, sradicamenti, tragedie, infinite attese e solitudini, ma questo non le priva certo di senso, concretezza e bellezza. Un impasto di destini, insomma, dove il coraggio di ognuna, come una specie di lievito, preme e fermenta, dissolvendo le vicende individuali in una rappresentazione collettiva che aspira a una dimensione cosmica, quasi religiosa.

Coraggio e cuore, naturalmente, perché senza il cuore, anche il coraggio vale meno di niente. Così, da semplici oggetti di un mondo esteriore che le plasma, le definisce o le distrugge, le mie donne diventano soggetti di un mondo interiore che ferocemente affermano, difendono e rinegoziano, giorno per giorno. È l’eterna lotta di ogni essere umano per una vita migliore. Qualche volta per una vita e basta.

Naturalmente sono tutte donne vere, che ho incontrato realmente, proprio nelle circostanze che ho raccontato. Così come sono vere le vicende narrate, purtroppo, anche se variamente distribuite e assemblate.

Nascere donna: questo è il problema. Per alcune di loro sarà un peccato originale che non contempla redenzione. Per altre sarà una condanna a morte.

Antonella Benvenuti è nata a Meolo (VE) nel 1957 e vive a Venezia dove lavora presso la Corte d’Appello. Ha pubblicato il suo primo romanzo Mala aria nel 2005 (Helvetia Editrice) e il secondo romanzo Calce viva nel 2013 (Toletta Edizioni)

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