“La vita dispari” di Paolo Colagrande, candidato al Premio Campiello 2019

Si avvicina il giorno della finale della 57esima edizione del Premio Campiello, che si celebrerà il prossimo 14 settembre a Venezia, sul palco del teatro La Fenice. In attesa della data in cui la giuria assegnerà il premio, promosso dalla Fondazione Il Campiello ‐ Confindustria Veneto, conosciamo meglio i libri e gli autori candidati.

Oggi parliamo del romanzo di Paolo Colagrande, “La vita dispari”, edito da Einaudi.

La vita dispari - Cover

Titolo: La vita dispari
Autore: Paolo Colagrande
Editore: Einaudi
Pagine: 288
Prezzo di copertina: € 19,50
Uscita: 29 gennaio 2019
ISBN: 9788806239893

Paolo Colagrande compie un prodigio, perché in queste pagine – dove Gianni Celati incontra Woody Allen – il godimento vivissimo di una scrittura straordinaria va a braccetto con un’allegria contagiosa.

La vita dispari è la pirotecnica, profonda ed esilarante parabola umana di un ragazzino che vede solo una metà del mondo, destinato a diventare un adulto che vive solo a metà. E se metà fosse meglio di tutto? La «vita dispari» è quella che – ridendo di noi stessi – conduciamo tutti noi a qualsiasi età quando tentiamo di indovinare la parte mancante delle cose.

Quando Buttarelli scompare – e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero – non resta che raccogliere, per tentare di fare un po’ di chiarezza o forse per aumentare la confusione, la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Ecco che allora si snoda una trama di malintesi e incastri rovinosi, sempre all’insegna del paradosso: la silenziosa guerra con la preside Maribèl, la passione per Eustrella, il fidanzamento simultaneo con otto – otto – compagne di scuola, gli strambi insegnamenti esistenziali impartitigli dal padre putativo, il matrimonio con Ciarma, l’infatuazione per una certa Berengaria.

Il mondo, visto dagli occhi di Paolo Colagrande, è un posto in cui l’uomo è stato messo per sbaglio. O per far ridere qualcuno che, di nascosto e da lontano, lo sta osservando.

Paolo Colagrande

Paolo Colagrande
Ha vinto nel 2007 il Premio Campiello Opera Prima con Fídeg, suo romanzo di esordio per Alet edizioni. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo, Kammerspiel (2008) e Dioblú (2010). Per nottetempo ha pubblicato Senti le rane nel 2015.

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