Lettori, libri, case editrici & Co.: la fotografia attuale del nostro Paese

I lettori italiani sono il 60%, la Lombardia ha la più alta concentrazione di imprese editoriali e secondo Amazon il libro più venduto in Italia è quello di Francesco Totti. Facciamo il punto, dati alla mano.

Abbiamo voluto raccogliere in questo articolo un po’ di dati, per capire come sta andando il settore editoriale nel nostro Paese e quali sono le possibili strategie da mettere in campo per provare a cambiare la situazione.

Iniziamo col riassumere i punti significativi del nuovo Provvedimento di Legge, al vaglio del Senato (vedremo cosa succederà, visti i disordini politici in cui versa in questo momento l’Italia).

Lo scorso 16 luglio è stato approvato dalla Camera dei Deputati il Provvedimento Promozione e sostegno della lettura, nel quale si legge:

Il testo – come modificato dall’Assemblea della Camera – è volto, attraverso interventi di diversa natura, alla promozione e al sostegno della lettura, obiettivo al quale contribuiscono lo Stato, le regioni e gli altri enti territoriali, secondo il principio di leale collaborazione (art. 1).
Le nuove disposizioni si applicheranno a decorrere dal 1° gennaio 2020.

Proposta di legge A.C. 478 e abb.-A

Come ormai è ben noto a tutti, il testo prevede alcuni punti sostanziali, tra cui (semplificando):

  • Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura: stanziato un fondo di € 4.350.000 annui per attività di lettura comune e condivisione dei testi; promozione della frequentazione di biblioteche e librerie; valorizzazione delle buone pratiche di promozione della lettura; interventi mirati per specifiche fasce di lettori e per i territori con più alto tasso di povertà educativa e culturale; favorire la lettura nella prima infanzia; promuovere la lettura nelle strutture socio-assistenziali per anziani e negli ospedali, nonché negli istituti penitenziari, con particolare riferimento agli istituti penali per minorenni; favorire la parità d’accesso alla produzione editoriale da parte delle persone con difficoltà di lettura, ovvero disabilità fisiche o sensoriali; promuovere l’istituzione di un circuito culturale integrato per la promozione della lettura, denominato “Ad alta voce“.
  • A livello locale, la stipula da parte di regioni e comuni di patti locali per la lettura, ai quali partecipano anche altri soggetti pubblici – in particolare, biblioteche e scuole – e privati, operanti sul territorio.
  • Conferimento annuale, dal 2020, ad una città italiana, del titolo di Capitale italiana del libro.
  • Individuazione, nelle reti fra scuole del medesimo ambito territoriale, di una scuola che opera quale “Polo responsabile del servizio bibliotecario scolastico di ogni ordine e grado“.
  • Istituzione di una “Carta della cultura” dell’importo nominale pari ad € 100, destinata, in particolare, all’acquisto di libri, anche digitali, da parte di cittadini italiani e stranieri residenti nel territorio nazionale e appartenenti a nuclei familiari economicamente svantaggiati.
  • Istituzione, presso il MIBAC, dell’Albo delle librerie di qualità.
  • Incremento di € 3,25 milioni annui, a decorrere dal 2020, del limite di spesa relativo al credito di imposta di cui possono usufruire gli esercenti di attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri in esercizi specializzati.
  • Esclusione dal campo di applicazione dell’IVA delle cessioni gratuite di libri.

E poi, il famoso articolo 8, quello che più ha fatto e fa discutere:

  • Riduzione della percentuale massima di sconto sulla vendita di libri (inclusi i libri venduti per corrispondenza o tramite la rete internet) fissandola al 5%, elevato al 15% per i libri adottati dalle istituzioni scolastiche come libri di testo. Inoltre, si prevede che le case editrici, per un solo mese all’anno, possono offrire sul prezzo di vendita dei propri libri sconti fino al 20%, con esclusione dei titoli pubblicati nei 6 mesi precedenti a quello in cui si svolge la promozione. Anche i punti vendita possono, una sola volta l’anno, applicare sconti sui libri fino ad un massimo del 15%.

La legge, che ricordiamo dovrà essere approvata in Senato, si pone come obiettivo la promozione della lettura e delle cultura, e la tutela delle librerie fisiche rispetto ai big del web. Ce la farà?
Dice il ministro Alberto Bonisoli: È l’unico modo per proteggere l’oggetto libro. E anche i colossi della vendita online come Amazon dovranno adeguarsi.

lettori BHB

Ma perché si rende necessario intervenire sul settore editoriale? Andiamo così male con la lettura?

Secondo l’Osservatorio Aie sulla lettura, gli italiani che leggono sono il 60%. Peggio degli altri paesi europei: in Norvegia i lettori sono il 90%, in UK l’86%, in Francia l’84%, in Spagna il 62,2% e in Germania il 68,7%.

Inoltre, secondo un’elaborazione Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio (dati elaborati a fine marzo 2019), tra il 2014 e nei primi tre mesi del 2019 le imprese italiane che operano nel settore dell’edizione di libri sono diminuite del 4,8%, passando da 4.179 a 3.980 unità.
La concentrazione più elevata di case editrici si registra in Lombardia, la quale registra anche il dato più negativo per la diminuzione del numero di imprese del settore. A seguire: Lazio, Emilia-Romagna, Campania e Toscana.
Solo il 3% delle imprese ha una “governance” prettamente giovanile, il 3% è guidato da stranieri, mentre ben il 21.6% vede al timone imprenditrici donne.

Anche Amazon ha reso nota la sua statistica per quest’anno e ne emerge che è Milano la città in cui vendono più libri. Padova guadagna la seconda posizione, Pisa è terza (prima volta nella top ten) e Torino (in calo) si posiziona al sesto posto.

Ma cosa si legge di più, secondo Amazon?

  • Primo posto: “Un capitano” di Francesco Totti.
  • Secondo posto: “Vivere 120 anni. La verità che nessuno vuole raccontarti” di Adriano Panzironi.
  • Terzo posto: “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry.

La fotografia del settore editoriale italiano non è incoraggiante, ma questa non è una novità. Da anni sappiamo di non essere un popolo di lettori forti. Ma c’è sempre speranza di migliorare, di crescere, e noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di dare il nostro contributo con uno slancio propositivo, con entusiasmo. Noi amiamo i libri e amiamo parlarvene. Grazie ai lettori che ci seguono in questa nostra piccola-grande missione.

Leggi anche il nostro articolo I bookblogger non hanno pace: qualcuno li accusa di rubare il mestiere ai librai

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