“Tutto questo tempo” il nuovo romanzo edito da Fandango di Nicola Ravera Rafele

Nicola Ravera Rafele è in libreria dal 17 ottobre 2019 con un nuovo romanzo: “Tutto questo tempo”.

Nicola Ravera Rafele ha scritto un romanzo corale che ricorda la grande narrativa americana, attraversa due generazioni e tratteggia con un linguaggio netto e mai scontato le incrinature che come vene sotterranee arrivano al cuore di ognuno di noi.

Nicola Ravera Rafele Tutto questo tempo

Titolo: Tutto questo tempo
Autore: Nicola Ravera Rafele
Editore: Fandango Libri
Genere: Romanzi
Cartaceo: € 18,00 / Ebook: € 9,99
Pagine: 298
Uscita: 17 ottobre 2019

Giovanni ed Elisa si conoscono a un punto di svolta delle loro vite, lei ha superato i trent’anni, lui ha scritto molto tempo prima un unico libro di successo e si trascina per festival letterari. Ma il loro amore, improvviso, totalizzante, sembra rimettere in moto il tempo.

Tutto sembra funzionare, la loro felicità li illumina. Finché un giorno Giovanni, in viaggio per lavoro, decide di non prendere l’aereo per tornare a casa, incapace di affrontare le responsabilità che la vita con Elisa e la nascita della loro primogenita Clara comportano. Dopo cinque giorni ricompare ma, nonostante ogni cosa sembri tornare al proprio posto, sottili crepe si aprono tra loro, fratture che diventano sempre più profonde e li allontanano.

Un susseguirsi di tradimenti, distacchi e ripicche segna la loro storia, quella dei loro figli e dei loro amici. Sullo sfondo dell’Italia nel passaggio dalla Prima alla Terza Repubblica, Nicola Ravera Rafele racconta la crisi di una generazione e della sua idea di futuro, confermandosi uno scrittore in grado di legare la storia individuale a quella collettiva del nostro paese.

Nicola Ravera Rafele autore

Nicola Ravera Rafele è nato a Roma nel 1979. Ha esordito a 15 anni con Infatti purtroppo. Diario di un quindicenne perplesso. Nel 2014 ha pubblicato Ultimo Requiem, con Mimmo Rafele. Nel 2017 con Fandango Libri ha pubblicato Il senso della lotta.

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2 comments

  1. Un bel libro. Mi ha preso per la storia e per come è scritto. La figura di Giovanni, così fuori dagli schemi, mi ha portato a parteggiare per lui per quello che ha fatto, per come l’ha fatto. Quel suo esserci e non esserci. Il suo insegnamento, nel grande finale (nel ricordo di Dario, suo figlio), è il giusto epilogo, nonostante i sensi di colpa. Non si è mai abbastanza giovani per giustificare certi sbagli, però, quando si diventa vecchi, quegli sbagli diventano giustificazioni che non contano più. Lasciamo il moralismo a chi lo sa fare. Così, quando la vita smette di andare avanti, non resta che comporrre i pezzi che l’hanno costellata. Senza mentire.

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