Recensione “La vita sociale delle sagome di cartone” di Fulvio Gatti

La vita sociale delle sagome di cartone non è il libro che ci si aspetterebbe di leggere. Almeno, non lo è stato per me.

Il titolo evocava in me qualcosa di astrattamente romantico. Qualcosa che richiamava la mia parte più sentimentale, quasi con una punta di malinconia. Beh, non ci avevo preso per niente.
Mi sono piuttosto ritrovata in un romanzo dai toni spicci, anche abbastanza schietto. Lontana dal provare le emozioni per cui mi ero predisposta.

La storia è quella di un autore molto quotato, e anche socio di una casa editrice, che nel bel mezzo dell’edizione del Salone del Libro di Torino sparisce senza apparentemente lasciare traccia. Paul Pavese, questo il suo nome, sembra sparito nel nulla e ritrovarlo diventa la missione di vita della sua marketing manager Samantha, donna brillante che si divide tra la sua stramba carriera e una figlia adolescente. Lei stima il suo capo, come uomo e come autore. Sa che deve trovarlo, anche perché non avere più lui significherebbe non avere più un lavoro.

Così si mette sulle sue tracce, provando a costruire una pista da seguire, che la porta in un paese dove Paul ha una casa di proprietà. Samantha e la figlia si stabiliscono per qualche giorno in una locanda, dove trovano Marinella, un’ospite molto cordiale e affettuosa. Stanno bene qui, madre e figlia, nonostante qualche disavventura. Samantha sente di essere sulla strada giusta, senza tuttavia arrivare a conclusioni interessanti. Per cercare di trovare qualche indizio in più, legge alcuni racconti dell’autore scomparso, custoditi sul suo computer. Trova anche una cartella che contiene un manoscritto inedito, intitolato La vita sociale delle sagome di cartone. Ma l’accesso al documento è criptato. Fine della corsa.

Nel frattempo, l’editoria è in subbuglio generale perché sugli scaffali delle farmacie arrivano le Edizioni Essenziali: duecento pagine (non una di più, non una di meno) in cui sono stati rieditati e stampati i grandi classici della letteratura. Duecento pagine per curare, come medicine.

Ma in tutto questo, chi è davvero Paul Pavese? Perché se ne è andato? Cosa aveva in mente? Vi posso dire che queste domande in verità non me le sono mai posta, se non al momento giusto. Esattamente quando l’autore aveva intenzione di farmele sorgere in testa. Ma questo lo ignoravo, finché non sono giunta alla fine. All’ultima pagina.

Trovavo la narrazione non particolarmente avvincente, anche se in effetti la scrittura, volutamente semplicistica, era ben modulata. Ma qualcosa mi mancava. Sentivo che si girava attorno al punto saliente, senza mai arrivarci davvero. Mi sembrava di non cogliere il senso giusto.  Sentivo che qualcosa mi sfuggiva. Quando poi leggevo i racconti di Paul Pavese all’interno del romanzo, li trovavo un tantino fuorvianti. In due parole, ero persa.

Ma poi mi sono ritrovata. Eccome se mi sono ritrovata. Alla fine. Ultima riga del romanzo. Il significato si è compiuto. L’autore ha condotto il suo gioco, e io sono stata la sua pedina per tutto il tempo, completamente allo scuro dei suoi piani. Ha rischiato e ha voluto vedere se infine avrei capito e apprezzato. Ha fatto la sua puntata e ha vinto. Ha vinto su tutta la linea. Con poche parole finali ha stravolto tutto, mi ha spiazzata. Mi ha fatto capire di essere furbo, dotato di un’intelligenza che definirei tagliente e ironica. Ho capito solo alla fine che tutto quello che ha scritto, il come lo ha scritto, era in realtà  intenzionale fin dal principio.

Un romanzo sorprendente che tra gioco, realtà e finzione racconta un ipotetico, futuro e torbido mondo editoriale, in cui l’unico obiettivo è vendere, a discapito della buona letteratura. La voce di chi non sempre ci sta, di chi non per forza cede ai seducenti meccanismi di un sistema che diventa sempre più malato. Un libro da leggere, davvero, fino all’ultimo punto.

(La Books Hunter Barbara)

La vita sociale delle sagome di cartone - cover

Titolo: La vita sociale delle sagome di cartone
Autore: Fulvio Gatti
Editore: Las Vegas
Pagine: 212
Prezzo di copertina: € 15,00 – ebook € 4,99
Uscita: 19 settembre 2019
ISBN: 9788895744506

Paul Pavese, scrittore di best-seller, mentore del progetto editoriale Fabula Nuova e ispiratore di una generazione, è sparito nel nulla.

L’unica persona che però sembra davvero preoccuparsene è la responsabile marketing della casa editrice, Samantha Neli, che da sempre è una sua fan. Inizia così una ricerca tra i testi pubblicati e inediti, a caccia di indizi che sembrano non portare a nulla. Così come non sembra risolutivo spostare l’indagine nelle terre di origine di Pavese.

Ma forse la soluzione è molto più vicina di quanto Samantha non creda…

Tra libri garantiti per tutti dal Governo e venduti pure in farmacia, “La vita sociale delle sagome di cartone” è un romanzo a tratti surreale, a tratti grottesco, che indaga sul concetto di fiction – quanto c’è di vero nella finzione e quanta finzione c’è nella verità? – e che non rinuncia mai ad essere dissacrante nei confronti del mondo editoriale e dei suoi meccanismi.

Fulvio Gatti - biografia

Fulvio Gatti
Nato nel 1983 a Torino, vive in provincia di Asti. Specializzato in cultura pop, fumetto e immaginario fantastico, scrive da oltre un decennio su testate locali e nazionali ed è curatore di eventi. Suoi racconti in inglese sono usciti su antologie per il mercato internazionale. Ha pubblicato “I nerd salveranno il mondo” (Las Vegas edizioni, 2017), “Mostri, supereroi e navi spaziali” (Impressioni grafiche, 2018) e “La vita sociale delle sagome di cartone” (Las Vegas edizioni, 2019).

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