Lucca Comics & Games 2019: il disagio

Si è appena conclusa l’edizione 2019 di Lucca Comics & Games. L’abbiamo sognato, idealizzato, supportato. Finalmente ci siamo andati e vi raccontiamo la nostra esperienza. Deludente.

Erano anni che sognavamo di andare a una delle fiere di settore più importanti d’Europa, del mondo. Abbiamo sempre fatto il tifo per questa manifestazione. Ci abbiamo sempre creduto. Finalmente era arrivato anche il nostro momento. Biglietti acquistati on-line (due biglietti Euro 49.80, non proprio noccioline), soggiorno prenotato (Euro 98,00 pernottamento e prima colazione) rigorosamente fuori città perché altrimenti il prezzo era inaccettabile. Carburante e autostrada da Varese a Lucca (e ritorno). Tutto calcolato, tutto pronto, entusiasmo a mille.

– Sdoganiamo numeri, i nostri, dato che anche quest’anno sembra essere stata un’edizione quasi da record, espressa, appunto, in numeri –

40 minuti avanti e indietro alla ricerca di un parcheggio; quelli segnalati come parcheggi Lucca Comics & Games 2019 erano in realtà i soliti della città, quindi completi. Fortuna ha voluto che una coppia se ne stava andando e zac! parcheggio preso.

Condizioni meteo: il diluvio. E va beh, ci sono cose che sfuggono al nostro controllo. Fa niente. Trotterelliamo allegramente verso le mura della città. Biglietti in tasca pronti per essere esibiti. A chi? E dove? (Segnaletica poco chiara, in effetti).
Chiediamo alla polizia municipale, nella persona di una dolce ragazza (no, non era una cosplayer) e ci dice: “Qui è tutto Lucca Comics. Passate le mura e troverete gli stands”. Perfetto.

Lucca Comics & Games 2018
Lucca Comics & Games 2018

Siamo sulle mura, non si riesce a camminare. Un fiume di gente. In piena. Ombrelli, fango, gomitate. E va beh insomma, siamo in tanti e anche questo è il bello. Evviva, continuiamo belli carichi di aspettative.

Qualche cosplayer coraggioso lo incontriamo, nonostante il rischio di rovinare i costumi sotto la pioggia. Qualcuno davvero spettacolare. Raggiungiamo i primi stands, cioè bancarelle divise dalla strada camminabile da un pantano di fango. Ma sì, andiamo a vederle, ci mancherebbe, sarà mica un po’ di fango a fermarci. Bancarelle poche però, strano dalle foto che si vedevano di altre edizioni sembravano molte (ma molte eh) di più. Ma va bene, quelle presenti, sono fatte bene.

Finalmente i padiglioni. Il che, nel nostro immaginario, significa cose da vedere, gente da incontrare, novità da scoprire. Uh caspita, ma che coda c’è per questo padiglione? Ma no dài, mica possiamo stare qui due ore ad aspettare, poi sotto la pioggia che cade a dirotto (però visto che hanno aumentato il numero dei biglietti vendibili – quindi si aspettavano visitatori in più – e visto che da tradizione piove sempre – visto il periodo – potevano pensare di mettere un telo sopra la testa di queste povere anime zuppe fino alle mutande). Ma beh senti, andiamo presso un altro padiglione e vediamo, qui torneremo. Altro padiglione, altra coda infinita, sempre sotto l’acqua. Eppure dobbiamo arrivare da qualche parte, non abbiamo ancora mostrato i biglietti a nessuno!

Passano due ore, girando in uno stato pietoso tra un padiglione e l’altro (ombrelli, fango, gomitate), per scoprire che la storia è sempre la stessa. Code, code, code. Lunghe, improponibili, impraticabili. Vero è che chi si ferma al Lucca Comics per l’intera durata della kermesse, le ore in coda se le spalma nei diversi giorni e qualcosa può vedere. Ma chi se la fa in giornata? E qui inizia il cedimento del nostro entusiasmo.

Lucca Comics & Games 2019
Lucca Comics & Games (non 2019)

Consoliamoci con un boccone gustato nel centro storico. Ovviamente zero posti a sedere, ed è immaginabile, data la ressa di gente affamata a quell’ora. Non importa, trancio di focaccia consumato (freddo, per scaldarlo c’è troppo da aspettare, il forno è uno solo, abbiate pazienza) sotto l’ombrello: ma sì, quasi romantico.
Passeggiamo e vediamo qualche bellezza di questa Lucca. Oibò, non si vede niente, ci sono ombrelli che invadono monumenti e scalinate. Pazienza, torniamo indietro (ombrelli, fango, gomitate) e andiamo verso nuovi padiglioni. La situazione non è cambiata rispetto a prima: code, code, code. Lunghe, improponibili, impraticabili.

L’entusiasmo precipita ai minimi storici, torniamo a casa. Biglietti belli anche se bagnati, perfettamente integri. Inutili. Non siamo riusciti a usarli. Restano lì, in borsa, a ricordarci di quanto poco abbiamo goduto di questo evento tanto atteso. Tra i 270.000 biglietti staccati (appena al di sotto del numero record del 2016) ci sono anche i nostri, mai usati.

Lucca Comics & Games (non 2019)
Lucca Comics & Games (non 2019)

Il giorno dopo, leggiamo in Internet altri disappunti di visitatori scontenti e sconfortati quanto noi (beh, va detto che in molti si sono anche tanto divertiti eh, come dichiarato sul web. Ognuno ha un suo modo personale di vivere le esperienze). Poi arriva un post in cui l’organizzazione di Lucca Comics & Games dichiara di prendere le distanze dal comportamento di due giovani cosplayer travestiti da nazisti. Dichiarazione probabilmente rilasciata come atto dovuto a chi si è ritenuto offeso da cotanta ostentazione. Paraculata infinita a detta di molti altri. Lungi da noi dare giudizi sull’accaduto e sulle conseguenze da esso scaturito. Solo pensiamo che quest’anno, l’edizione dei grandi numeri, forse è stata un po’ complicata.

Non ci piacciono le critiche feroci e in toni aggressivi. Non ci piacciono le offese. Ci piace invece raccontare quello che viviamo (e come lo viviamo) con spontaneità e trasparenza. E questo è il racconto del nostro Lucca Comics & Games 2019, che secondo noi ha avuto dei buchi organizzativi importanti, che non ha saputo coccolare i suoi ospiti (paganti), svoltosi in una parte della città forse non troppo ricettiva nei confronti di una mole di gente così imponente. Qualcosa di molto lontano da quello che abbiamo visto e letto su Internet nelle edizioni passate, raccontato da amici e conoscenti che lo hanno frequentato prima di noi. Si resta male, ma uno scivolone capita a tutti. Speriamo solo che queste problematiche possano essere valutate e risolte in futuro, perché altrimenti sarebbe davvero un gran peccato.

Forse non abbiamo scoperto niente di nuovo, forse siamo noi che l’abbiamo presa male. Solo che questo mondo ci ha sempre incantato e siamo dispiaciuti di non essere riusciti a godercelo.

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